MARCO ACCOSSATO, La Stampa 20/1/2012, 20 gennaio 2012
Caro malato, ora sai quanto ci costi - Caro malato, ecco quanto ci è costato». Non sarà certamente detto così, ma Lombardia e Piemonte si preparano a consegnare ai pazienti dimessi dall’ospedale il prezzo delle cure sostenute
Caro malato, ora sai quanto ci costi - Caro malato, ecco quanto ci è costato». Non sarà certamente detto così, ma Lombardia e Piemonte si preparano a consegnare ai pazienti dimessi dall’ospedale il prezzo delle cure sostenute. L’obiettivo è nobile: «Sensibilizzare gli italiani su quanto garantisce ogni giorno il nostro Servizio sanitario nazionale, e mettere in guardia gli evasori fiscali perché soltanto pagando le tasse si potrà continuare a fornire le stesse prestazioni». Ma il mondo della medicina si divide. I pareri sono diametralmente opposti, e nell’idea già tradotta in linee guida dalla Regione Lombardia c’è chi vede - più che uno strumento di sensibilizzazione - un’offesa al malato, quasi una colpevolizzazione: «Gli italiani pagano le tasse per avere il diritto alle cure». Lo stesso ministro della Salute, Renato Balduzzi, è prudente: «È un tema da approfondire nelle sue implicazioni pratiche e amministrative, ma anche etiche», commenta. Per questo - annuncia Balduzzi «chiederò una valutazione approfondita al Comitato nazionale di Bioetica sull’impatto che una proposta del genere può avere sia sul servizio sanitario sia sugli utenti». L’idea, che fa parte della nuova politica sanitaria della Lombardia, è stata lanciata l’altro ieri anche in Piemonte (e immediatamente accolta dal presidente, Roberto Cota) dal responsabile del Centro trapianti di fegato delle Molinette, il primo d’Italia per numero di interventi. E altre Regioni stanno valutando di adottare questo strumento, non solo per chi ha subìto grandi interventi (quindi molto costosi), ma anche per chi è stato ricoverato in day hospital: «Gentile signore, siamo felici che lei sia guarito. Sappia che per curarla abbiamo speso...». Chi sostiene l’idea dice che «è un messaggio chiaro anche per gli evasori fiscali: in un momento di sacrifici come questo bisogna sapere quanto realmente costa la Sanità, quanto ogni giorno gli ospedali garantiscono, giorno e notte, e che cosa si rischia di perdere se mancassero i fondi». Una giornata di ricovero può superare i mille euro. Un trapianto può costare cento volte di più. E alle Molinette, in un solo anno, sono stati fatti 137 trapianti soltanto di fegato, nove dei quali su bambini. Poi ci sono le terapie per la riabilitazione e la rianimazione dopo un intervento. Siamo al «consumismo sanitario», sostiene qualcuno. «Bisogna mettere un freno agli sprechi», ripete da tempo il presidente della Regione Piemonte, Cota. «Far prendere coscienza di quanto costi una cura è il primo passo per dare il giusto valore al nostro Sistema sanitario», insiste chi sostiene il progetto del conto alla dimissione. In Piemonte - otto miliardi il budget della Sanità - l’iniziativa partirà sperimentalmente alle Molinette: oltre 31 mila i ricoveri ordinari l’anno, più quelli di day hospital. E’ il primo ospedale della Regione, il terzo d’Italia. In Lombardia - dove i fondi per la sanità nel 2012 toccano i 17 miliardi la novità riguarderebbe tutte le strutture. «Mi chiedo - è perplesso il presidente milanese dell’Associazione dei medici cattolici - come si possa credere che la conoscenza del costo della malattia possa modificare l’attuale situazione della sanità mortificata dai continui tagli imposti dallo Stato». E ancora: «Mi preoccupa soprattutto che il decreto possa avere un effetto deleterio sulla sensibilità già fragile dei pazienti, in particolare degli anziani e di quelli affetti da malattie croniche e oncologiche». Tutto ciò «potrebbe creare sensazioni di disagio, e al limite indurre a evitare ulteriori ricoveri per non pesare sulla società».