Umberto Folena, Avvenire 20/01/2012, 20 gennaio 2012
Junk food, e diventi più largo che lungo - Uno tira l’altro. Gli snack supergrassi e iperzuccherosi, gnam
Junk food, e diventi più largo che lungo - Uno tira l’altro. Gli snack supergrassi e iperzuccherosi, gnam. La patatina, slurp. E bambini e ragazzi si fanno più larghi che lunghi. Otto italiani su dieci – stando a un sondaggio del sito della Coldiretti – sono favorevoli a una tassa sul junk food, il cibo spazzatura, schifezze irresistibili come certe patatine unte e salate che il palato reclama a manciate, prima una alla volta, alla fine tre o quattro in un colpo solo, come un tossicomane che debba aumentare la dose per soddisfarsi. In Francia la ’taxe soda’ porta nella casse statali 2 centesimi a lattina, 280 milioni previsti in un anno. In Danimarca 2,15 centesimi di euro in più ogni chilo di patatine, snack e merendine. E negli Usa? Clamoroso: uno studio della Pennsylvania State University assolve i distributori automatici nelle scuole. Le cattive abitudini si prendono in famiglia, e nei primissimi anni d’età. In Italia si punta su frutta e verdura proprio nelle scuole. Chi se le mangia? Nessun problema. Basterà produrre mele al gusto pizzetta e albicocche al formaggio. Uno scherzo, per l’industria degli alimenti.