Rassegna, 20 gennaio 2012
Concordia, indagini sulla moldava in plancia di comando
• Nel
caso del naufragio della Costa Concordia è spuntata fuori la storia di Domnica
Cemortan, una moldava di 25 anni che sarebbe stata presente nella plancia di
comando della nave al momento dell’incidente. La ragazza, che ha lavorato per
la Costa come ballerina, non era registrata tra i passeggeri e non le era stata
assegnata alcuna cabina (nonostante un comunicato della Costa Crociere ieri
dicesse il contrario). Si pensa quindi che fosse ospite del comandante
Francesco Schettino e si ipotizza che a lei fosse dedicato l’inchino al Giglio
che ha causato l’impatto. [Sarzanini, Cds]
• Domnica
Cemortan, che ha iniziato a studiare danza classica a Chisanu, ma ha passato
metà della sua vita a Bucarest. Ha il doppio passaporto, moldavo e rumeno.
[Imarisio, Cds]
•
Domnica Cemortan, sentita al telefono da Imariso del Cds, nega di aver avuto una
storia con Schettino: «Non sono l’amante del comandante Schettino. Lo sa perché?
Lui mostra sempre a tutti la foto della figlia quand’era piccola. Un uomo che
vuole un’amante non si comporta così. […] Ci sono almeno dieci testimoni che
possono confermare quel che le sto per dire. È vero, al momento dell’urto
contro lo scoglio c’erano alcuni ufficiali al nostro tavolo nel ristorante sul
ponte 3. È quello il posto dove mangiano. Ma è falso che il comandante fosse
con noi. Era passato prima e si era fermato poco, ma non ricordo con precisione
l’ora esatta. Almeno mezz’ora prima, credo. Quando si sono spente le luci, con
i passeggeri che urlavano, è stato un ufficiale a dirmi di seguirlo in plancia.
Aveva bisogno di dare istruzioni ai passeggeri, c’erano tanti russi a bordo e
il russo è la mia seconda lingua. Certo che ero vicina a Schettino: traducevo
quel che lui mi diceva di dire. (…) Ripetevo in russo quel che lui o il suo
vice mi dicevano in italiano. Tornate nelle cabine, è solo un guasto all’impianto
elettrico. L’ultima frase l’ho ripetuta una decina di volte». La ragazza
difende poi il comandante della Concordia: «Per me il comandante Schettino è un
eroe perché nei miei confronti si è comportato da eroe. Io credo che abbia
fatto tutto il possibile. Sono sicura che a mezzanotte fosse ancora sul ponte,
perché è a quell’ora che ci ha detto di andarcene, di abbandonare la nave. Io e
un’altra mia collega abbiamo detto che volevamo restare. Lui ci ha detto di
correre via. Siamo salite in coperta e l’ho rivisto solo molto tempo dopo, sull’isola».
Assicura poi di aver comprato regolarmente il biglietto per la crociera: «Volevo
farmi una crociera da turista con i miei amici che lavorano a bordo. Quali? Non
glielo dico. Il biglietto l’ho comprato in Italia, a mie spese. Ho ancora in
tasca il pass della cabina». Più tardi, come riporta Zancàn sulla Stampa la
ragazza rilascia un comunicato in cui dice che «mia madre mi ha regalato il
biglietto per il mio venticinquesimo compleanno. È stato mio fratello a fare la
prenotazione».
• Sul
caso della ragazza moldava scrive ancora Zancàn (Sta): «Ad oggi i dati certi
sono questi: il contratto di Domnica Cermortan era appena scaduto, era in
vacanza per una settima con regolare biglietto pagato dalla sua famiglia (era
sulla lista passeggeri: Schettino, sbagliando il suo nome, l’aveva fatta
scomparire per errore da quella lista). Molti dipendenti fanno le ferie sulle
stesse navi su cui lavorano, la rete è piena di testimonianze di questo tipo.
Poi, magari, lei è il capitano della Concordia si trovavano simpatici. Ma
questo non sembra un problema di Domnica Cemortan, piuttosto l’ennesima tegola
sulla testa del capitano Schettino».