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 2012  gennaio 20 Venerdì calendario

COSÌ OGGI RISCOPRIAMO L´EROS A SETTANT´ANNI


"Farlo" da vecchi è meglio che da giovani? Nel libro di Vanna Vannuccini, L´amore a settant´anni che esce da Feltrinelli (pagg. 128, euro 10), questa domanda la si respira in ogni pagina. Più che di un quesito, si tratta di un´affermazione appassionata. Quasi d´un "manifesto". L´autrice è stata corrispondente di questo giornale dalla Germania ai tempi della caduta del muro, poi ha seguito i conflitto balcanici, e più di recente ha lavorato soprattutto in Iran. Ma ha saputo far convivere i suoi impegni internazionali con un´attenzione alle questioni "di casa": la si ricorda tra le fondatrici di Effe, la prima testata femminista apparsa in Italia. Della sua presenza all´estero, specie nei paesi di lingua tedesca, si colgono, per altro, ampie tracce nella stesura di quest´ultima sua opera.
I documenti versati nel volume mostrano infatti l´attenzione costante riservata in Germania alla questione che sta a cuore alla Vannuccini, cioè alla sessualità in età avanzata; mentre in Italia essa sembra emergere in ritardo, contraddicendo un lungo passato di pregiudizi, tabù, inibizioni e "vergogne", al cui radicamento ha fortemente contribuito la Chiesa. Valgano a dare un´idea di questa sordità sia gli accenni polemici disseminati nel libro in merito alla piega moralistica che, specie nell´Ottocento, assunse da noi la cultura del romanticismo, sia, soprattutto, al bagaglio di ipocrisia "benpensante" che aggravò la diffusione di certi dogmi - esempio massimo quello dell´Immacolata Concezione - imposti alla credulità del pubblico. Ma l´aspirazione alla verità e il piglio giornalistico di cui trabocca il volume della Vannuccini riescono a dissipare, in molte pagine, l´ombra di quei precedenti.
La donna, costretta per secoli al servizio di una malintesa "educazione alla virtù", è la vera eroina della saga che viene divulgata nell´Amore a settant´anni. Ne anima le casistiche. Ne domina lo spettacolo. Ne sorregge l´aneddotica. L´itinerario amoroso della "terza età", che qui viene percorso con passione da cronista, riguarda decine di situazioni rintracciate nelle più varie località del mondo occidentale: da Milano a Sperlonga, da Vienna a Philadelphia, dalla Ciociaria all´isola d´Elba, da Palermo a Boulder in Colorado. Queste testimonianze di vita, assemblate e commentate da Vannuccini, raccontano amori di donne «mature», dai fatali settant´anni ai fatalissimi ottanta o novanta, nelle braccia di partner assai meno stagionati o anche a contatto con coetanei dalla mente libera e quasi incredibilmente esenti da ubbie giovanilistiche. Si nutrono di nomi di battesimo registrati con una minuzia da reporter: Phil, Liliana, Sally, Armando, Joe e Caterina, Dario, Sally, Gerard, Andrzej.
E´ la parte più fresca del libro, la più provocatoria. Mira a sfatare consuetudini mentali applicate al sesso ex-debole allo scadere della sua fioritura giovanile. Dirò di più: ciò che da sempre sembrava rappresentare una debolezza, appunto, o una proibizione, si tramuta in un invito supplementare all´avventura dei sensi, proprio perché, scrive la giornalista, «la vita finisce presto ed è più preziosa»; e prima o poi - così dichiara spiritosamente un suo intervistato - «dovremo salire tutti sull´Alzheimer Express». La spinta a "non perder tempo" è dunque nei fatti: quando meno se l´aspetta, qualche interlocutrice della cronista si sente «venire la pelle d´oca», fenomeno che non avvertiva da vari decenni in situazioni dominate dall´Eros. Parlando di una sua nuova fiamma, qualche altra confessa: «Mi dà i brividi quanto mi dice "darling"».
Il sesso, percepito in età canonica, diventa uno shock travolgente. «Non è una perversione», insiste Vannuccini, «è un´inclinazione». L´"atto" non va sottovalutato, come faceva Maria Teresa d´Austria, la quale usava compierlo con un rammarico: «Peccato che nel frattempo non si possa almeno lavorare a maglia…». Una spinta decisiva verso la modernità la diede a suo tempo l´invenzione della pillola anticoncezionale, lacerando il legame obbligatorio fra sesso e riproduzione; il resto - e tanto - l´ha fatto l´avvento di email e chat online, con i mille favori che concede agli approcci sentimentali o erotici. Sullo sfondo, l´allungarsi della vita media: circostanza basilare, che autorizza la scrittrice a porsi l´interrogativo: «Che facciamo dei trent´anni in più che ci sono stati regalati?». Tanto più che «i vecchi non sono mai stati così bene e in buona salute come oggi».
Al che, fatto salvo un fatale omaggio ai giovani, cui nessun essere pensante contende il diritto ad amare, nasce il sospetto che il nostro non sia un Paese per quelli di mezza età.