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 2012  gennaio 20 Venerdì calendario

Schettino e gli altri fuoriclasse nell’arte delle scuse assurde - È facile ironizzare sul co­manda­nte Schettino quan­do sostiene di non aver ab­bandonato la nave ma di essere ca­duto sulla scialuppa, eppure non è come credete

Schettino e gli altri fuoriclasse nell’arte delle scuse assurde - È facile ironizzare sul co­manda­nte Schettino quan­do sostiene di non aver ab­bandonato la nave ma di essere ca­duto sulla scialuppa, eppure non è come credete. Non è come quan­do un bambino dice che il compi­to a casa gliel’ha mangiato il gatto. Invece, analizzando cause e effet­ti, siete sicuri che in fondo in fon­do non sia colpa perfino dello sco­glio? Secondo i principi della fisi­ca, e Schettino è uno che ha studia­to, altrimenti non avrebbe fatto carriera e non sarebbe comandan­te di una nave così grossa, puoi tranquillamente sostenere che è lo scoglio a esserti venuto addos­so. Non c’è nulla di trascendenta­le, sono concetti base della cine­matica e dei moti relativi: il treno si muove rispetto alla stazione ma se sei sul treno è la stazione che si muove rispetto al treno, e quindi, se vale per i treni, varrà anche per le navi, no? Non dimenticate che una nave è un corpo immerso in li­quido che riceve una spinta verti­cale dal basso verso l’alto pari al peso del volume del liquido spo­stato, si chiama principio di Archi­mede. Ovviamente se tra capo e collo non ti arriva addosso uno scoglio. Il teorema Schettino sem­bra proprio da manuale, nel sen­so esemplare da dare agli studenti sotto forma di problema da risol­vere: sei al comando di una nave, ti avvicini come un deficiente a ri­dosso di un’isola per fare ciao ciao al sindaco e poiché, appunto, sei davvero troppo vicino, ti schianti contro uno scoglio e la nave va a fondo. Bene, domanda traboc­chetto: date queste condizioni as­surde, come ha fatto il comandan­te a lasciare la nave non per ulti­mo, come da regolamento cono­sciuto perfino dai topi nelle stive, ma per primo? I frettolosi senza competenze scientifiche rispon­derebbero tranchant che il co­mandante è un coglione, e invece no,bisogna fare i conti con l’entro­pia, con la teoria del caos, con tut­ta una serie di variabili improbabi­li ma non impossibili. Se una far­falla sbattendo le ali a New York scatena un uragano in Giappone, volete che non faccia cadere un co­mandante su una scialuppa al­l’Isola del Giglio? Non c’è nulla di strano, nulla di impossibile, e co­me giustamente ha sostenuto Schettino la nave si è inclinata di colpo, all’improvviso, dopo un’ora e mezzo,e lui è stato sbalza­to fuori, con il culo dritto su una scialuppa di salvataggio. Insieme agli altri ufficiali. Beh, e allora? Era­no insieme nel momento in cui lo scoglio assassino ha colpito la na­ve e sono stati sbalzati in coro, al­l’unisono, può succedere. Pure con il computer, e allora? Schetti­no ce l’aveva in mano per consul­tare la rotta quando è avvenuto lo sbalzamento,anzi durante l’invo­lontario volo lo ha stretto più for­te, per proteggerlo dall’acqua sala­ta, che danneggia irrimediabil­mente i delicati circuiti dei com­puter portatili. Inoltre, altro prin­cipio della fisica e della termodi­namica, non si può destrapazzare un uovo una volta rotto e strapaz­zato, e quindi cosa voleva quel pazzo di De Falco quando urlava: torni a bordo, cazzo! Stai calmino, De Falco. Si può essere sbalzati in giù dentro una scialuppa, ma mi­ca ci si può risbalzare a piacimen­to dove ci pare, mica Schettino è Spiderman o Batman, hai visto troppi film. Al contrario lo sbalza­mento sulla scialuppa è possibile, e se fosse ritenuto impossibile non esisterebbero i giocolieri, e i trapezisti si schianterebbero al suolo senza riuscire a incontrarsi a mezz’aria e sarebbe impossibile perfino ritrovarsi un colore servi­to a poker. Nel campo dell’impos­sibile, viceversa, se foste così razio­nali sempre, non esisterebbe nep­pure la religione. Mi chiedo a pro­posi­to perché Schettino non ci ab­bia pensato, io avrei buttato lì, pa­pale papale: mi ci ha messo Dio. Oppure: Padre Pio mi ha guidato verso la scialuppa. Nessuno avreb­be potuto contestare niente, di si­curo non i credenti, anche perché come avrebbero potuto dimostra­re il contrario? Proprio loro, per i quali l’onere della prova spetta a chi non ha fede? Certamente, do­po l’enunciazione del teorema Schettino, che ha dimostrato scientificamente come le cose non siano come si crede, tana libe­ra tutti anche per i coniugi colti in flagrante e fino a oggi costretti a in­giuste ammissioni di colpa. Da og­gi: cara, non è come credi, stava­mo lavorando, siamo inciampati, la segretaria è cascata in avanti sul­la scrivania e io per caso sono stato sbalzato dietro di lei così forte che, pensa, ho perso i pantaloni e mi so­no venute perfino le convulsioni.