Rassegna, 20 gennaio 2012
Benzinai pronti a dieci giorni di sciopero
• I
benzinai hanno minacciato dieci giorni di sciopero perché, a loro dire, il
governo ha fatto «retromarcia su tutta la linea di fronte alla potente lobby
dei petrolieri». In effetti, rispetto alle bozze originarie del provvedimento,
molte cose sono cambiate. Non c’è più l’obbligo per le grandi compagnie
petrolifere di mettere in vendita almeno un terzo dei loro punti vendita,
offrendolo ai gestori, anche in forma associata, a fronte di un indennizzo.
Cade anche il divieto dei contratti di fornitura esclusiva da parte delle
compagnie. Solo i gestori che hanno anche l’autorizzazione petrolifera, cioè
quelli che sono proprietari degli impianti, potranno approvvigionarsi
liberamente per una quota pari almeno al 50% del proprio fabbisogno. La nuova
bozza del decreto conferma la liberalizzazione delle attività «non-oil» nei
distributori di benzina, e stabilisce che non possano esserci vincoli o limiti
al funzionamento dei self service, anche durante il normale orario di apertura,
negli impianti situati fuori dai centri abitati. Una previsione che, a dire dei
sindacati, potrebbe significare per le grandi compagnie la possibilità di
creare impianti totalmente automatici. [M. Sen., Cds]