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 2012  gennaio 20 Venerdì calendario

PARTENONE E BUNKER DI HITLER ADESSO LA STORIA È IN AFFITTO


Quando gli Stati finiscono i soldi sono pronti a tutto pur di far cassa, anche a spalancare ai privati le porte di monumenti e luoghi storici. Accade in Polonia, Grecia, Francia, se ne discute (e non solo) in Italia. Ci sono una serie di casi eclatanti che hanno ottenuto consensi e critiche. Come quello della cosiddetta Tana del Lupo, il quartier generale di Adolf Hitler durante la guerra sul fronte orientale contro l’Unione Sovietica. Si trova nel nord-est della Polonia e, anche se sono rimaste soprattutto le macerie dei bunker nazisti, è visitato ogni anno da più di 180 mila persone. Ora appartiene al Servizio forestale di Varsavia, che offre la proprietà di 13 ettari in affitto al prezzo di 110 mila euro l’anno. I polacchi si rivolgono naturalmente a tour operator o fondazioni che siano pronti a sfruttare le potenzialità turistiche del luogo, e a metterci molti soldi per realizzare nuove strade e un museo. Si vuole però scongiurare il rischio che qualche fanatico neonazista metta le mani su uno dei luoghi più importanti della seconda guerra mondiale. In quel complesso di 80 tra edifici e bunker nascosti nella foresta e un tempo difesi da campi minati e trincee, Hitler diresse l’assalto delle sue truppe contro i sovietici. Ma soprattutto lì venne compiuto il maggiore attentato contro il dittatore, organizzato dal colonnello Claus von Stauffenberg. Purtroppo la carica di esplosivo non era abbastanza potente e il complotto contro Hitler – in codice Operazione Valchiria (come l’omonimo film con Tom Cruise) – fallì e venne represso nel sangue. Oggi non c’è rimasto molto da vedere: gli stessi nazisti distrussero gran parte della Tana del Lupo prima di abbandonarla ma resta una delle maggiori attrazioni della zona.
Tutt’altra storia è quella dell’Acropoli di Atene, un tempo culla della civiltà occidentale, e ora svenduta dal governo ellenico a pubblicitari e registi. Un destino che potrebbe riguardare molti altri monumenti della Grecia a rischio default. Una circolare ministeriale di fine dicembre fissa il nuovo tariffario del gioiello nazionale, con l’esempio di un forfait quotidiano di 1.600 euro per le riprese professionali sull’Acropoli. Si tratta di 2400 euro in meno rispetto a quanto veniva chiesto nel 2005. C’è lo sconto per i set fotografici: solo 200 euro per 24 ore. Scendono anche le tariffe per l’uso commerciale di immagini di siti e musei dello Stato che finiscono su libri e guide turistiche: da 100 a 30 euro. «Affittano il Partenone», ha titolato, indignato, il quotidiano popolare di destra Eleftheros Typos. Ma quei soldi servono per rimpinguare le casse del ministero della Cultura, il cui budget è stato tagliato del 20%. Nei mesi scorsi si era parlato addirittura di vendere intere isole dell’Egeo ai privati. La notizia è stata smentita dal governo di Atene ma ormai ci si aspetta di tutto dai greci con l’acqua alla gola. La storia resta comunque uno dei modi migliori per raccogliere fondi rapidamente, chiedendoli a settori che ne hanno in abbondanza.
E questo potrebbe accadere presto anche in Italia, anzi, a dire il vero è già successo. Dal 2008 ad oggi il Colosseo è stato affittato ad alcune produzioni cinematografiche, a prezzi molto alti che hanno raggiunto i 100 mila euro al giorno. Fra i Paesi più attivi in questo settore c’è senza dubbio la Francia di Nicolas Sarkozy, che nel 2010 ha lanciato un programma per trasformare castelli abbandonati, fortezze chiuse al pubblico, abbazie con poche centinaia di visite all’anno, in alberghi di pregio (“hotels de charme” in francese). Fra i progetti più ambiziosi c’è quello dell’hotel du Grand Controle, una dimora patrizia del XVII secolo all’interno della Reggia di Versailles. Questo come altri edifici vengono salvati grazie all’intervento dei privati, che in cambio possono sfruttare veri e propri “pezzi” di storia.

Alessandro Carlini