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 2007  marzo 29 Giovedì calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano
Il Presidente del Senato è Franco Marini
Il Presidente della Camera è Fausto Bertinotti
Il Presidente del Consiglio è Romano Prodi
Il Vicepresidente del Consiglio è Massimo D’Alema
Il Vicepresidente del Consiglio è Francesco Rutelli
Il Ministro degli Interni è Giuliano Amato
Il Ministro degli Esteri è Massimo D’Alema
Il Ministro della Giustizia è Clemente Mastella
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Tommaso Padoa-Schioppa
Il Ministro della Difesa è Arturo Parisi
Il Ministro della Pubblica Istruzione è Giuseppe Fioroni
Il Ministro delle Infrastrutture è Antonio Di Pietro
Il Ministro dello Sviluppo economico è Pier Luigi Bersani
Il Ministro delle Politiche agricole è Paolo De Castro
Il Ministro della Salute è Livia Turco
Il Ministro delle Comunicazioni è Paolo Gentiloni
Il Ministro del Commercio estero è Emma Bonino
Il Ministro dei Trasporti è Alessandro Bianchi
Il Ministro del Lavoro e Previdenza sociale è Cesare Damiano
Il Ministro della Solidarietà sociale è Paolo Ferrero
Il Ministro di Beni e Attività culturali è Francesco Rutelli
Il Ministro dell’ Ambiente è Alfonso Pecoraro Scanio
Il Ministro di Università e ricerca scientifica è Fabio Mussi
Il Ministro di Affari regionali e autonomie locali è Linda Lanzillotta (senza portafoglio)
Il Ministro dell’ Attuazione programma di governo è Giulio Santagata (senza portafoglio)
Il Ministro dei Diritti e Pari Opportunità è Barbara Pollastrini (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche comunitarie è Emma Bonino (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche giovanili e Attività sportive è Giovanna Melandri (senza portafoglio)
Il Ministro delle Politiche per la famiglia è Rosy Bindi (senza portafoglio)
Il Ministro di Riforme e innovazione nella Pubblica Amministrazione è Luigi Nicolais (senza portafoglio)
Il Ministro di Riforme istituzionali e Rapporti con il Parlamento è Vannino Chiti (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Mario Draghi
Il Presidente della Fiat è Luca Cordero di Montezemolo
L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne
Il Segretario Nazionale dei Democratici di Sinistra (DS) è Piero Fassino
Il Leader del Patto dei Liberaldemocratici (Patto Segni-Scognamiglio) è Mariotto Segni
Il Segretario Nazionale dei Popolari-UDEUR è Clemente Mastella
Il Leader dell’ Italia di Mezzo è Marco Follini

Nel mondo

Il Papa è Benedetto XVI
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è George Walker Bush
Il Presidente del Federal Reserve System è Ben Bernanke
Il Presidente della BCE è Jean-Claude Trichet
Il Presidente della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Mikhail Fradkov
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Hu Jintao
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è Tony Blair
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è Jacques Chirac
Il Primo Ministro della Repubblica francese è Dominique de Villepin
Il Re di Spagna è Juan Carlos I
Il Presidente del Governo di Spagna è José Luis Rodríguez Zapatero
Il Presidente dell’ Egitto è Hosni Mubarak
Il Primo Ministro di Israele è Ehud Olmert
Il Presidente della Repubblica Turca è Ahmed Necdet Sezer
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pratibha Patil
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Manmohan Singh
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Mahmud Ahmadinejad

Ieri, Casini Cesa Baccini e gli altri dell’Udc sono andati dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a spiegargli che questo governo, a causa delle proprie contraddizioni e divisioni interne, non sta in piedi e che è loro intenzione condurre un’opposizione dura. Nello stesso tempo quelli di An e quelli della Lega sono stati convocati da Berlusconi e con lui hanno discusso di questa situazione inaspettata: avendo al Senato l’Udc votato a favore e gli altri partiti del centro-destra contro (sia pure con la scappatoia di astenersi), pare a questo punto più saldo il centro-sinistra del centro-destra, nonostante che al suo interno il centro-sinistra abbia partiti che la pensano in modo così difforme su una gran quantità di cose assai importanti.

• La scongiuro di farmi capire qualcosa. No, cominci dall’inizio, faccia conto che io sia arrivato da Marte.
Va bene, va bene. Allora c’è una coalizione di governo formata da nove partiti, okay? In questo momento dimentichiamola. C’è poi un’opposizione, formata da quattro partiti. In ordine di importanza: Forza Italia, Alleanza Nazionale, Udc e Lega. Forza Italia è il partito di Berlusconi, Alleanza Nazionale sarebbe il vecchio Msi che si è ripulito e non è più fascista, l’Udc è uno dei tanti pezzetti che sono nati quando la Democrazia cristiana è andata in pezzi, cioè sono cattolici moderati, una versione di quelli che una volta si chiamavano dorotei...

• Non la faccia troppo difficile...
D’accordo. Poi c’è la Lega di Bossi e su questo partito persino lei dovrebbe sapere qualcosa. Dunque questi quattro, fino alle elezioni dell’anno scorso, comandavano. Se lo ricorda? Berlusconi (il capo di Forza Italia) era presidente del Consiglio, Fini (il capo di An) era ministro degli Esteri, Casini (il capo dell’Udc) era presidente della Camera, come adesso Bertinotti. Non andavano d’accordo neanche allora, ma la situazione si aggravò dopo un paio d’anni di governo insieme soprattutto per quest Berlusconi risultava il capo assoluto di tutti quanti, Fini e Casini, al suo confronto, facevano la figura dei reggicoda. Cominciarono ad agitarsi soprattutto quelli dell’Udc: bisognava che gli elettori li vedessero, che non sembrassero insignificanti, che avessero, o almeno sembrassero avere, un ruolo. Quindi: prima diede un bel po’ di scosse Follini, fino ad uscire dal partito e adesso a votare per Prodi. Subito dopo fece lo stesso Casini, ancora più spaventato perché il centro-destra non era stato massacrato dagli elettori – secondo l’opinione di tutti – grazie all’attivismo patologico di Berlusconi, forsennatamente presente in tv fino all’ultimo minuto disponibile e ancor più illuminato di prima dai riflettori (mentre gli altri, sempre in ombra).

• Perciò Casini sgomita perché sta cercando il suo spazio. E la legge elettorale?
Un partito del 6 per cento guadagna bene se il sistema gli consente di esercitare un qualche potere di interdizione. Per essere decisivi ci vuole il proporzionale, dove la maggioranza si raggiunge col metodo di mettere insieme vari pezzi per cui ogni pezzo risulta alla fine indispensabile al raggiungimento del 51%. In questo modo, pezzi, pezzetti e pezzettini (cioè partitini e micropartitini) sono molto più forti di quel che meriterebbero. Casini vuole esattamente questo – che sia proprio alla tedesca non è così decisivo – e infatti il padre dell’attuale legge elettorale è lui. Berlusconi è naturalmente incline al maggioritario, che premia le forze maggiori e taglia le ali.

• Quindi, la destra non si ricompatterà mai.
Piano. L’Udc è stata votata da elettori di destra e un passaggio a sinistra provocherebbe certamente un’emorragia di voti. Infatti ieri sono andati al Quirinale anche per rassicurare il loro elettorato. Una qualche intesa le due destre la dovranno trovare perché alla fine di maggio ci sono le amministrative.

• Mi pare però che stiano litigando.
C’è una questione su Verona, dove Casini vuole assolutamente candidare Meocci, quello che faceva il direttore generale della Rai, mentre la Lega dice di avere a Verona un nome «sicuro». Ci sono contrasti anche su Frosinone, sull’Aquila, su Asti. Adesso fanno la voce grossa sia questi che quelli. Ma si metteranno d’accord Berlusconi vuole dare alle amministrative un significato politico perché è sicuro che Prodi perderà. Se vanno al voto separati, invece, potrebbero far cilecca anche in questa partita. [Giorgio Dell’Arti, Gazzetta dello Sport 29/3/2007] (leggi)

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