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 2007  marzo 29 Giovedì calendario

Ragazze ricche, ragazze tristi. Vite in cui il privilegio di nascita lotta con la sfortuna, la debolezza, la malinconia, e non ha sempre la meglio

Ragazze ricche, ragazze tristi. Vite in cui il privilegio di nascita lotta con la sfortuna, la debolezza, la malinconia, e non ha sempre la meglio. Una lunga lista che parte da lontano, e ha nelle sue file icone come la Principessa Sissi, imperatrice d’Austria, e che si allunga fino a oggi, fino all’ultimo caso da prima pagina, Allegra, erede dell’impero Versace, piccola donna che si annulla per essere come il suo nome vuole e il suo ruolo impone. Ma sono state, e sono, tante le ragazze ricche, nobili, famose che hanno affrontato il buio della depressione, dell’anoressia e della pura infelicità. Qualcuna ce l’ha fatta, qualcuna la ricordiamo come Leila, la figlia dell’ultimo scià di Persia, Rehza Pahlevi e Farah Diba, poco famosa alle folle, una vita in esilio da quando aveva nove anni, con la costante compagnia della nostalgia. «Il tempo non è servito a sanare le sue ferite», disse la madre dopo il funerale della ragazza trovata morta per un overdose di tranquillanti sei anni fa in un albergo di Londra. Solitudine sentimentale e senso di inadeguatezza accomunano molte protagoniste del belmondo. E’ stato difficile, impossibile Per Margaux Hemingway essere all’altezza del mito familiare. Suo nonno, Ernest, è stato forse il più grande romanziere dell’America contemporanea. E lei voleva seguire le sue orme, voleva scrivere, mentre per tutti era solo l’icona della bellezza vitaminica anni ”80, un corpo da sbattere in copertina. Una serie di uomini sbagliati fanno il resto. L’alcol diventa il suo migliore amico e la clinica di Betty Ford per alcolisti la meta più gettonata delle sue vacanze. Quando ritrova la forza di lottare e il fisico di sempre ha ormai 30 anni, posa per «Playboy» e spiega nell’intervista: «La vita spezza tutti, senza distinzioni, e quelli che sopravvivono sono più forti. Specie nei punti dove sono stati spezzati». Per lei non è stato vero. Margaux muore che ha appena 41 anni, nel ”96, 35 anni dopo il suicidio di suo nonno. Era depressa, per molti è stato un suicidio, ma la verità non si è mai saputa. Una discesa negli inferi Non si sentiva all’altezza, aveva paura di sbagliare, di non essere conforme al cliché estetico richiesto dal suo rango, Vittoria di Svezia, a cui il destino è stato imposto dalla lotta femminista: sarà la prima regina a salire al trono per effetto dell’abolizione della legge salica. E lei non è mai sembrata tanto entusiasta di fronte a questa prospettiva. Ragazza di costituzione robusta in un mondo di coetanee e principesse filiformi, ha sofferto per il ruolo pubblico e i continui giudizi del mondo. Sempre a scrutare le sue rotondità. Così a un certo punto, qualche anno fa, Vittoria smise di mangiare fino ad ammalarsi di anoressia. Una discesa negli inferi della depressione da cui iniziò a risalire con un outing pubblico sulla sua magrezza. La fuga negli Stati Uniti per vivere qualche mese da signora nessuno. Nella sua autobiografia, «Victoria Victoria!», ha raccontato la sua storia. Adesso l’ultima battaglia: sposarsi un maestro di ginnastica che il padre, Re Carlo Gustavo, non vuole vedere a corte. Ma le principesse tristi, aggredite dal mal di vivere sono una folla. Stephanie di Monaco è certo una di loro, alla ricerca continua della sua vocazione - stilista, cantante, modella - e dell’uomo giusto. Lo cerca negli ambienti più improbabili. Apre il cuore a una guardia del corpo, Daniel Ducruet, con il quale ha due figli, prima del sì. Poi il divorzio causa spogliarellista e si ricomincia: un maestro di sci, un cuoco, un domatore, un equilibrista. Insofferente al proprio destino. La più infelice di tutte queste ricche ragazze, se fosse possibile una classifica, sarebbe Christina Onassis, figlia dell’armatore greco Aristotele Onassis e di Athina Livanos, anche lei tormentata fin da bambina dal proprio aspetto fisico. I numerosi interventi di chirurgia plastica non placarono mai la sua ansia e non aiutò certo il difficile rapporto con il padre e l’avere come matrigna una delle donne più belle e ammirate del mondo, Jacqueline Kennedy. La tragedia sembrava camminarle accanto. Il fratello Alexandros morì in un incidente aereo e la madre Tina, ereditiera disperata anche lei, si uccise. Christina si sposò 4 volte. Dalle nozze con Thierry Roussel ebbe la sua unica figlia, Athina, nata il 19 gennaio 1985. Sembrava l’inizio di una nuova vita, finalmente in pace. Non fu così. Thierry la tradì con una modella svedese, biondissima e magrissima. Lei si rifugiò nei sonniferi e nelle pillole per dimagrire fino a che uno di questi cocktail infami non la stroncò. Aveva solo 37 anni. E nel ripercorrere i drammi di queste donne è evidente il ruolo che ha l’aspetto fisico, l’ossessione per la bellezza e per il peso. Detonatore a volte, conseguenza altre, dell’impossibilità di essere felici. Chissà che ruolo ha avuto nel caso di Anne Nicole Smith, che avrebbe voluto essere Marilyn e lo è stata solo nella fine. Morta per abuso di psicofarmaci, hanno spiegato i medici a cui non importa dettare al referto la vera causa di questa tragedia: la depressione. Un mal di vivere sempre accanto alla pin up, anche quando sembrava aver raggiunto il sogno della sua vita: sposare un miliardario. Ma neanche questo servì a darle serenità. Il suo fisico, negli anni, ha fatto conoscere al mondo i suoi stati d’animo. Ingrassava anche 40 chili quando era a terra, per poi tornare la ragazza di copertina di «Playboy» quando sembrava tornare a volare. Alla gioia della nascita di sua figlia seguì la disperazione della perdita del suo primogenito, a solo 20 anni. Ed è stata la fine. Anche Nicole Richie, figlia del cantante Lionel, famosa per essere la migliore amica di Paris Hilton, sta passando un periodo nero. Ripresa dai fotografi mentre corre nel parco di New York è ridotta a pelle e ossa, aggredita anche lei dall’anoressia. Allegra Versace «al momento non è ricoverata in alcuna struttura ospedaliera, trovandosi presso la sua abitazione privata (negli Stati Uniti), e le sue condizioni di salute non destano particolari preoccupazioni». I genitori della ragazza, Donatella Versace e Paul Beck, hanno diffuso ieri un comunicato congiunto a Milano, per smentire la notizia del ricovero in ospedale per curare l’anoressia. Intanto sono arrivate numerose le manifestazioni di affetto e solidarietà. Tra queste, quella di Lavinia Biagiotti Cigna, figlia ventisettenne della stilista Laura Biagiotti, e suo braccio destro in azienda. «Prego per la mia amica Allegra Versace e per la sua famiglia - ha detto -. Mi fa tropo male parlare di questa vicenda. Allegra, comunque, è una persona forte e ce la farà a superare anche questo momento difficile».