Giovanni Caprara, Corriere della Sera 29/3/2007, 29 marzo 2007
MILANO
Il miliardario britannico Richard Branson, creatore di Virgin e di altre preziose imprese, ha affittato per vent’anni e per 27,5 milioni di dollari un terreno nel New Mexico (Usa) dal quale lanciare i turisti alle soglie dello spazio per far loro provare l’ebbrezza dell’assenza di peso. Tra i primi ospiti che voleranno con Virgin Galactic, come ha battezzato la nuova compagnia stellare, c’è Stephen Hawking, il più celebre astrofisico vivente, maestro dei buchi neri e fan scatenato delle colonie lunari. A 65 anni, pur imprigionato sulla sedia a rotelle da una terribile malattia, ha deciso di accettare l’offerta di sir Richard per sostenere la causa. Così il 26 aprile compirà un volo sull’aeroplano della Nasa usato dagli astronauti per addestrarsi e poi si preparerà a salire a bordo dell’aereorazzo «SpaceShipTwo» di Virgin Galactic per un balzo a cento chilometri d’altezza diventando anche il turista spaziale più famoso. Accadrà nel 2009 quando la neosocietà inglese aprirà i battenti, ma la data potrebbe essere anticipata all’anno prossimo perché la concorrenza si sta accendendo.
Dopo Hawking, altri duecento privilegiati hanno già comperato il biglietto da 200 mila dollari per veder ruotare la Terra sotto i piedi e fluttuare per cinque minuti in assenza di gravità. Lo SpaceShipTwo trasporterà sei passeggeri ed è derivato dal più piccolo SpaceShipOne collaudato nel 2005. «In dieci anni farò volare 50 mila civili» prevede Branson che finora ha rivelato di saper far bene i conti tanto da pensare anche a una base in Svezia per i clienti europei.
La caccia al turista spaziale ha già portato in scena altri illustri personaggi disposti a tentare la sfida del nuovo business. Il miliardario inglese potrebbe, infatti, essere battuto sul tempo dall’americano Jim Benson, creatore della società Benson Space con la quale intende compiere gli stessi voli suborbitali già l’anno venturo grazie a un veicolo a razzo che sta realizzando e simile, nella forma, allo shuttle.
Anche Benson sa fare bene i conti. Egli non solo è diventato milionario nel business informatico con la società Compusearch, ma poi ha guidato la fabbricazione del motore a razzo usato dallo SpaceShip One. E, fiutato l’affare, ha litigato con Burt Rutan con cui aveva condiviso l’avventura, mettendosi in proprio facendo ora concorrenza a lui e a Branson.
Ma ormai negli Stati Uniti non sono più i soli a essersi lanciati nell’offerta del «nuovo mondo orbitale». Nel suo ranch in Texas Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, ha appena collaudato la capsula Goddard con cui intende conquistare una fetta del mercato. John Carmack dopo essersi arricchito con i popolari computer games Doom e Quake, adesso sperimenta un razzo con il quale sogna di spedire civili sulla Luna. Elon Musk, milionario grazie al sistema di pagamento elettronico PayPal che ha co-inventato, ha un contratto per fornire alla Nasa un veicolo robotizzato Pony Express per i collegamenti con la stazione spaziale ma nel suo ufficio di Los Angeles lavora per trasformarlo in un veicolo passeggeri. E Robert Bigelow sta provando intorno alla Terra il primo prototipo di abitazione gonfiabile da adattare poi a minihotel orbitale.
Che non si tratti più di qualche isolata e stravagante iniziativa di «pazzi cosmici» ormai lo confermano diversi segnali.
La Nasa, interessata a cedere i collegamenti orbitali e in passato nemica dichiarata di queste attività, ora le incoraggia: lo stesso Branson ha stretto un accordo di collaborazione. L’autorità federale che certifica la sicurezza dei mezzi aerei (la Faa) ha stabilito le regole per le astronavi turistiche. La Casa Bianca sprona il mondo privato a entrare nel business spaziale e questo ha incentivato la nascita nel New Messico dello «spaceport» commerciale (di cui Branson ha affittato una parte) mentre un altro si aprirà in Dubai, con capitale in parte americano.
Il 9 aprile, intanto, partirà con una navicella russa Soyuz il quinto turista spaziale, il milionario americano di origine ungherese Charles Simonyi e, rispetto ai predecessori, pagherà un biglietto ancora più salato; 5 milioni di dollari in più rispetto ai tradizionali 20 milioni. Ma non occorrerà aspettare molto perché il club di superturisti si allarghi grazie alla nuova classe di «imprenditori siderali» capaci di offrire gli stessi brividi a tariffe più accessibili.