Marco Magrini, Nòva del Sole-24 Ore 29/3/2007, pagina 1, 29 marzo 2007
L’isola di Itaca che conosciamo oggi non è quella di cui parla Omero nell’Odissea. Nel poema si legge infatti: «La piatta Itaca è la più lontana sul mare verso il tramonto», ma l’isola è invece montuosa e alla sua sinistra, verso ponente, non c’è il mare ma l’isola di Cefalonia
L’isola di Itaca che conosciamo oggi non è quella di cui parla Omero nell’Odissea. Nel poema si legge infatti: «La piatta Itaca è la più lontana sul mare verso il tramonto», ma l’isola è invece montuosa e alla sua sinistra, verso ponente, non c’è il mare ma l’isola di Cefalonia. L’Itaca di Ulisse sarebbe Paliki, la penisola più occidentale dell’attuale Cefalonia. Questa teoria è stata espressa dall’inglese Robert Bittlestone, consulente d’affari con il pallino dell’archeologia. Secondo Bittlestone il mistero avrebbe una spiegazione: in quest’area così incline ai terremoti, un grande evento sismico avrebbe congiunto la piatta Itaca omerica alla vicinissima Cefalonia, trasformandola così nella penisola di Paliki. La spiegazione è verosimile: nel 1953 un grande terremoto nella zona provocò grandi cambiamenti nell’arcipelago. Sono tanti gli archeologi che danno ragione a Bittlestone e adesso la multinazionale olandese Fugro Group, specializzata in tecnologie per scandagliare terre e mari per l’industria petrolifera e mineraria, ha annunciato che metterà le sue macchine a disposizione degli archeologi che vogliono dimostrare la teoria di Bittlestone.