Margherita De Bac, Corriere della Sera 29/3/2007, 29 marzo 2007
L’Italia è il primo Paese europeo a concedere la vaccinazione gratuita contro il tumore all’utero
L’Italia è il primo Paese europeo a concedere la vaccinazione gratuita contro il tumore all’utero. Il farmaco è attivo contro il Papilloma virus, che si prende con i rapporti sessuali e che può portare al cancro. E’ importante però che si prenda il vaccino prima che inizi l’attività sessuale e per questo in Italia viene raccomandato alle dodicenni (una ricerca Eurispes dice che l’8 per cento delle ragazzine tra 11 e 13 anni ha già avuto il primo rapporto). "Il massimo beneficio è per le giovani che non hanno avuto ancora rapporti e di conseguenza hanno evitato di esporsi al contagio. Ecco perché a livello internazionale si è stabilito di anticipare il più possibile la prima somministrazione", spiega il ginecologo Sergio Pecorelli. L’oncologo Umberto Veronesi "Questo vaccino è un apripista, significa che potremo arrivare a prevenire altre malattie tumorali di origine virale. E’ un farmaco sicuro e senza controindicazioni. Il Papilloma virus è molto aggressivo per quanto riguarda la capacità di generare patologie neoplastiche. Ogni anno sono 550 mila casi di cancro all’utero, 1.700 le vittime in Italia, sempre all’anno. E’ una grande notizia per le donne". Il vaccino è gratuito per le dodicenni, invece chi ha superato l’età e non ha più di 26 anni dovrà pagarlo, tre dosi da 188 euro ciascuna. La prima ragazzina vaccinata al mondo è stata la quattordicenne australiana Sophie Weisz, il 28 agosto 2006.