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 2007  marzo 29 Giovedì calendario

Storia d’Italia attraverso la TV. Corriere della Sera Magazine 29 marzo 2007. 1991. E la Dc «censura» la Piovra-mostro

Storia d’Italia attraverso la TV. Corriere della Sera Magazine 29 marzo 2007. 1991. E la Dc «censura» la Piovra-mostro. La Piovra è forse la più grande saga mai raccontata dalla tv italiana. durata ben dieci stagioni dal 1984 al 2001, con alcune interruzioni. Ad esempio, nel 1991 non è andata in onda perché la Democrazia cristiana teme che questa fiction (una delle poche esportate all’estero) dia dell’Italia un’immagine non proprio felice (per questo simbolicamente abbiamo scelto quest’anno). Dal punto di vista della costruzione linguistica la Piovra è infatti un curioso e avvincente «mostro ». I tratti somatici la apparentano a una non troppo fortunata stagione della cinematografia nazionale, la cosiddetta epoca del cinema democratico. Di quel cinema e di quegli autori (Rosi, Petri, Loy, Maselli, Ferrara e altri ancora) le tracce evidenti sono nei dialoghi, nella costruzione della storia (di Sandro Petraglia e Stefano Rulli): indignazione, desiderio di denunciare il marcio delle istituzioni, una buona capacità di dare corpo ai fantasmi della dietrologia, la provata certezza che a pensare il peggio in Italia non si sbaglia mai. E poi quel continuo attingere alle notizie che ogni giorno si leggono sui giornali. I tratti caratteriali invece appartengono al serial americano. Il regista Luigi Perelli ha abbondantemente cosparso la narrazione di effettacci, incurante di approfondire la psicologia dei personaggi (le Piovre di Ennio De Concini e dei registi Damiano Damiani e Florestano Vancini avevano maggiori ambizione d’«autore», qui la regia manca decisamente di personalità, è, forse per scelta precisa, un prodotto medio), attento a tutti quei colpi di scena che rilanciano una puntata all’altra. Insomma, Dallas non è passato invano. Il 10 aprile, ore 22.00: il traghetto Moby Prince collide con la petroliera Agip Abruzzo a largo del porto di Livorno. La più grave tragedia nella storia mercantile italiana, che causa la morte di 140 persone. Il 10 luglio un misterioso killer entra nella stanza da letto della contessa Alberica Filo della Torre, 42 anni, la strangola e la colpisce con uno zoccolo alla testa. Proprio quel giorno, nella villa avvolta nel verde dell’Olgiata, la contessa avrebbe dovuto festeggiare i dieci anni di matrimonio con Pietro Mattei, un costruttore romano. Il delitto viene scoperto da una domestica filippina, mentre in casa si trovano i due piccoli figli che avevano da poco fatto colazione e nella villa sono al lavoro alcuni operai per preparare la festa che si sarebbe tenuta in serata. Mattei, invece, è al lavoro. Il riserbo e il silenzio di uno dei quartieri romani più esclusivi fa da sfondo a un omicidio che, a distanza di tanti anni, resta ancora un mistero. Intanto il giudice Giovanni Falcone decide di accettare la proposta di trasferimento a Roma al Ministero di Grazie e Giustizia, valutata l’impossibilità di proseguire un proficuo lavoro a Palermo contro la mafia. RECENSIONI TV CORRADO AUGIAS E ALLA TV SIAMO TUTTI CONTRO LA PIOVRA... Repubblica, 25 ottobre1990. Tra qualche anno potrebbe saltar fuori qualcuno a dire: se avessimo guardato meglio La Piovra, tutto ciò non sarebbe accaduto. Se avessimo indagato le ragioni di quel successo, avremmo potuto evitarlo. Il disastro. Possibile che tutto questo riguardi solo un «feuilleton »? La risposta è che riguarda non un romanzo d’avventure ma 12 milioni e più di Italiani, tutti quelli rimasti incollati al video domenica e lunedì scorsi, destinati sicuramente ad aumentare domenica e lunedì prossimi, per il gran finale. Quando accadono cose del genere per un romanzo, sia pure elettronico, vuol dire che si è arrivati dritti più che al «cuore del problema», come dice il sottotitolo della serie, al cuore della gente come nessun sondaggio d’opinione potrà mai fare. Il successo popolare della Piovra dipende da tutto quello che c’è dentro il racconto, ma anche da tutto ciò che c’è intorno, intorno al racconto e dentro ognuno di noi. (…) Se questa è la situazione, ha ragione quel consigliere d’amministrazione (democristiano) della Rai a preoccuparsi e a chiedere che della Piovra per carità non si parli più. Ha ragione non perché nella Dc ci siano più mafiosi che altrove (forse è così, ma non questo il punto). Ha ragione perché La Piovra rappresenta il maggior attacco mai condotto alla degenerazione di un sistema nato con ottime intenzioni ma diventato in 40 anni quello che è diventato. Di questo sistema, degenerazioni comprese, la Dc ha, oggettivamente, le maggiori responsabilità. ALBERTO PICCININI SE LA RETORICA VA DI MODA, NON  COLPA DELLA PIOVRA Il manifesto, 23 dicembre 1992 In questo senso le osservazioni sulla «realtà che ha superato la fiction», e reso obsoleta La Piovra 6 andrebbero prese da un altro punto di vista, meno banale. Perché forse certa fiction che ci ha aiutato a vedere la realtà di questi anni ”compresa la tragica grandezza «cinematografica» dell’autostrada sventrata al bivio di Capaci. Che ci ha regalato un sud meno scontato e più inquietante, un luogo dell’anima in cui dominano le ossessioni e il dolore, mai i sentimenti a tutto tondo. E se questo oggi va poco di moda, non è certo colpa della Piovra. colpa della retorica, dell’effetto facile- da tv del dolore - che «la nuova resistenza», si è portata inevitabilmente dietro. I FATTI In Italia Il 4 gennaio 1991 al quartiere Pilastro di Bologna, vengono uccisi tre carabinieri, colpiti da una raffica di proiettili. Il delitto resta impunito a lungo, ma durante il processo ai componenti della «banda della Uno bianca» emerge la loro responsabilità nel fatto. Il 12 gennaio oltre duecentomila pacifisti sfilano a Roma per protestare contro la guerra in Irak. Il 15 gennaio la camera approva l’intervento italiano nell’azione di «polizia internazionale» in corso nel Golfo. Il 18 gennaio un Tornado italiano viene abbattuto in Kuwait: i piloti Cocciolone e Bellini vengono arrestati dagli iracheni. Il 31 gennaio a Rimini si apre il congresso del Pci che traghetta il partito in una nuova fase. Il Partito comunista diventa Partito democratico della sinistra. Il 12 dicembre alcuni esponenti del Pci, contrari alla svolta di Occhetto, fondano il Partito della rifondazione comunista. Il 21 marzo Leoluca Orlando fonda La Rete, movimento che si propone di riportare la politica a valori di onestà e libertà. L’8 marzo sbarcano sulle coste pugliesi circa ventimila profughi albanesi. L’Italia chiede aiuto ai Paesi confinanti perchè ne accolgano una parte. Gli arrivi si susseguono, i profughi sono centinania di migliaia. Il 14 giugno le navi provenienti dall’Albania sono bloccate nell’Adriatico e respinte, mentre in agosto gran parte dei profughi giunti in Italia nei mesi precedenti vengono rimpatriati. Il 17 aprile l’Italia è scossa da uno sconvolgente caso di cronaca: a Montecchia di Corsara, piccolo centro in provincia di Verona, il diciannovenne Pietro Maso, aiutato da tre amici, uccide i suoi genitori per l’eredità. Il primo maggio il Papa promulga l’enciclica Centesimus Annus. Il 30 maggio sono varati alcuni decreti che impongono lo scioglimento delle amministrazioni comunali in cui siano dimostrate infiltrazioni malavitose. Il 30 settembre vengono sciolti 18 consigli comunali tra Calabria, Sicilia e Campania, ritenuti collusi con la mafia. Il quadro politico è caratterizzato da un deciso interventismo politico del Presidente Cossiga. Il 26 giugno nel messaggio alle Camere, che Andreotti decide di non controfirmare, Cossiga definisce la Costituzione un «abito vecchio da riformare ». Tensione tra il Presidente (che nelle settimane precedenti si era scontrato con il Csm, con il ministro Martelli e la Dc) e il Pds, che il 6 dicembre ne chiede la messa in stato d’accusa per attentato alla Costituzione. Il 12 luglio in Appello è confermata la condanna di Sofri e Pietrostefani per l’omicidio del commissario Calabresi. Il 9 agosto muore Antonino Scopelliti, magistrato, assassinato dalla mafia. Il 28 agosto la mafia uccide a Palermo Libero Grassi, imprenditore che aveva denunciato tentativi di estorsione ai suoi danni. Il 26 ottobre è istituita la Direzione nazionale antimafia. Il 2 dicembre 51 costituzionalisti accusano Francesco Cossiga di aver alterato le funzioni del Presidente della Repubblica. Grazie all’entrata in vigore di alcune norme della legge Mammì, anche le reti Fininvest possono trasmettere in diretta. Muoiono Walter Chiari, Vasco Pratolini e Natalia Ginzburg. All’estero Il 16 gennaio, dopo l’autorizzazione del Congresso americano all’intervento militare, cominciano i bombardamenti americani su Baghdad. La campagna militare, chiamata Desert Storm, vede l’intervento di una forza multinazionale che aggrega 28 paesi contro l’Iraq del dittatore Saddam Hussein che rifiuta il ritiro incondizionato da Kuwait. La guerra termina il 28 febbraio, secondo fonti pacifiste i morti iracheni sono circa centomila, 300 i pozzi di petrolio incendiati dalle truppe irakene in ritirata. Il primo febbraio finisce l’apartheid in Sudafrica: il governo abolisce le ultime leggi razziali in vigore. Il 27 febbraio si conclude in Somalia l’azione della guerriglia: dopo 37 giorni di combattimento e 4.000 vittime viene cacciato il presidente Siad Barre, che deteneva il potere dal 1969. Ma il conflitto tra le diverse etnie non ha termine e comincia una guerra civile che riduce Mogadiscio alla fame. Il 19 agosto alcuni esponenti del Pcus si costituiscono in «Comitato per lo stato di emergenza» e destituiscono il presidente Gorbaciov, che sta trascorrendo le vacanze in Crimea. Il tentativo di golpe è fermato da un gruppo di politici capeggiati da Boris Elstin: intorno al parlamento russo di radunano migliaia di moscoviti per fronteggiare le truppe. Gorbaciov può infine tornare a Mosca, ma la sua autorità è fortemente indebolita. Il 6 settembre Leningrado riprende l’antico nome San Pietroburgo. Il 30 ottobre a Madrid comincia la Conferenza di Pace per il Medio oriente, promossa da Usa e Urss. Si riuniscono per trattare Israele e i vicini paesi arabi (Giordania, Palestina, Libano, Siria, Egitto). Il 9 e 10 dicembre il Vertice di Maastricht fra i 12 stati della Cee decreta la nascita nel 1993 dell’Unione Europea con moneta unica nel 1999. Il 21 dicembre ad Alma Ata 11 repubbliche dichiarano sciolta l’Urss. Nasce la Csi, Comunità di stati indipendenti. Gorbaciov rassegnerà il 25 dicembre le sue dimissioni. Il potere è assunto da Boris Elstin. Il 26 giugno Croazia e Slovenia dichiarano l’indipendenza dalla Jugoslavia. Inizia una fase tormentata per i Balcani, segnata dal conflitto etnico tra serbi e croati. Dubrovnik e Zagabria sono bombardate da missili Jugoslavi. Muoiono Frank Capra,Yves Montand e Freddie Mercury, malato da tempo di Aids. MODI DI DIRE L’attenzione della televisione e dei quotidiani è monopolizzata dalla guerra in Irak: entrano nel linguaggio comune una serie di tecnicismi militari, di matrice anglosassone. Si parla molto di Tank (carri armati). I mig iracheni sorvolano la no fly area (zona di esclusione aerea). I missili iracheni terra-aria Scud sono contrapposti a quelli americani, i Patriot e i famosi Cruise: missile che «essendo dotato di autoguida, è in grado di controllare la propria rotta anche a basse quote, riuscendo a eludere l’intercettazione da parte dei nemici». Tullio De Mauro, Grande dizionario italiano dell’uso. Si parla per la prima volta di «missili intelligenti». Il nemico numero uno degli Stati Uniti, Saddam Hussein, è il Raís: «Nel mondo arabo, guida, comandante».Tullio De Mauro, Grande dizionario italiano dell’uso. Nei mazzi di carte segnaletici dei militari americani Saddam è l’asso di picche. LETTERATURA Incipit La scrittrice sudafricana Nadine Gordimer vince il Premio Nobel per la letteratura. ALESSANDRO BARICCO CASTELLI DI RABBIA - Allora, non c’è nessuno qui? .. BRATH!... Mà che canchero, sono diventati tutti sordi quaggiù ...BRATH! - Non strillare, ti fa male strillare, Arold. - Dove diavolo ti eri cacciato ... è un’ora che sto qui a... - Il tuo calesse è a pezzi, Arold, non dovresti andare in giro così... - Lascia perdere il calesse e prendi ”sta roba piuttosto… - Cos’è? - Non lo so cos’è, Brath ... che ne so io ... è un pacco, un pacco per la signora Rail... - Per la signora Rail? - arrivato ieri sera ... Ha l’aria di venire da lontano ... Un pacco per la signora Rail... - Senti, vuoi prendertelo, Brath? Devo tornare a Quinnipak entro mezzogiorno... - Okay, Arold .. - Per la signora Rail, mi raccomando ... - Per la signora Rail. - Va be’ ... non fare fesserie, Brath ... e fatti vedere ogni in città, finirai di marcire a stare sempre quaggiù ... - Hai un calesse che fa schifo, Arold ... BANANA YOSHIMOTO KITCHEN Non c’è posto al mondo che io ami più della cucina. Non importa dove si trova, com’è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano. Anche le cucine incredibilmente sporche mi piacciono da morire. Mi piacciono col pavimento disseminato di pezzettini di verdura, così sporche che la suola delle pantofole diventa subito nera, e grandi, di una grandezza esagerata. Con un frigo enorme pieno di provviste che basterebbero tranquillamente per un intero inverno, un frigo imponente, al cui grande sportello metallico potermi appoggiare. E se per caso alzo gli occhi dal fornello schizzato di grasso o dai coltelli un po’ arrugginiti, fuori le stelle che splendono tristi. Siamo rimaste solo io e la cucina. Mi sembra un po’ meglio che pensare che sono rimasta proprio sola. MODA, COSTUME, ARTE.  l’anno del grunge (sporco, sudicio). Così viene definita la nuova musica proveniente da Seattle, riuscita miscela di punk, heavy metal e alternative rock. Nato a metà anni 80, il grunge conosce il suo apogeo nel 1991: escono infatti Nevermind dei Nirvana, il cui leader è il tormentato Curt Kobain, e Ten dei Pearl Jeam. Il suono sudicio di Seattle accede così alla ribalta mondiale (grazie anche ai video trasmessi da Mtv) e diventa il simbolo di una generazione. La musica si fa protesta contro l’estabilishment politico e culturale del momento. Si diffonde anche il look grunge: jeans sdruciti, anfibi alti e stringati sul davanti anche per le ragazze, immancabili t-shirt in cotone con nomi dei complessi o disegni stampati, maglioni larghi e sformati. A Bilbao l’architetto Frank O. Gehry inizia a progettare la costruzione del Museo Gugghenahim. Le sfilate di moda della Haute Couture a gennaio risentono pesantemente del clima di tensione e preoccupazione generato dalla guerra del Golfo. Le signore americane, e soprattutto le ricche saudite disertano le settimane della moda. Le super top model Cindy Crawford e Naomi Campbell preferiscono non lasciare l’America e non sfilano in Europa. Gianni Versace, per esorcizzare gli spettri di guerra, presenta una collezione dominata dal colore e dalla fantasia delle decorazioni. Le stampe sui tessuti s’ispirano ai sipari dei teatri di tutto il mondo e al celebre logo della medusa, creato proprio nel 1991. Sono in commercio i primi telefonini cellulari, che presto divengono uno status symbol di potere e ricchezza, prima di diventare oggetto di consumo massificato. SPORT Il 19 maggio 1991, in uno stadio Marassi in tripudio, la Sampdoria del presidente Paolo Mantovani vince il suo primo scudetto. Trascinatori della squadra Roberto Mancini e il bomber Gianluca Vialli (capocannoniere della serie A). In aprile il mondo del calcio è scosso dalla positività al doping della stella del Napoli Diego Armando Maradona. La sua fuga in Argentina, dopo anni di successi, segna l’inizio di un tormentato percorso umano e sportivo e spezza le speranze di gloria dei tifosi napoletani. Il 20 marzo a Marsiglia si disputa la semifinale di Coppa dei Campioni tra Olympique Marsiglia e Milan. A pochi minuti dalla fine della gara, sull’1-0 per l’Olympique si spengono i riflettori dello stadio. Il Milan rifiuta di proseguire l’incontro e chiede di invalidare la partita. Il gesto viene considerato antisportivo e il Milan è escluso dalle competizioni europee per un anno. Ai campionati mondiali di atletica leggera di Tokyo Carl Lewis stabilisce il nuovo record mondiale sui 100 metri in 9 secondi e 86. Il pilota brasiliano Ayrton Senna su McLaren-Honda vince il campionato mondiale di Formula 1. CINEMA Nelle sale c’è Mediterraneo, di Gabriele Salvatores, che nell’anno successivo vince il premio Oscar come miglior film straniero. Gli sceneggiatori de La Piovra, Petraglia e Rulli, lavorano al film Il portaborse, per la regia di Daniele Lucchetti, con Nanni Moretti e Silvio Orlando. Il film suscita le proteste del socialista Teardo, che sporge querela. GIAN LUIGI RONDI MEDITERRANEO Il Tempo, 9 febbraio 1991 La tesi, dichiarata nei titolo di testa, è che, in certi casi, la fuga è più giusta dell’impegno, in un mondo di cui non si condivide quasi più niente, la metafora – pubblicamente indicata nei giorni scorsi dallo stesso Salvatores – tende a trasferire le delusioni di quei giovani anni Quaranta su quelle dei giovani del dopo Sessantotto. Non entro nel merito «ideologico » di questi enunciati che, personalmente, non condivido: se però la metafora è stata enunciata solo al di fuori del film, la tesi al suo interno, sarebbe stata artisticamente più compiuta se fatta intuire solo in modo implicito, senza gli accenti tutti scoperti di un finale ambientato ai nostri giorni.Va detto, invece, che la rappresentazione di quegli stati d’animo di fuga negli otto personaggi e il loro progressivo adeguarsi ai sentimenti di evasione suggeriti dalla vita nell’isola è condotta con mano sicura e con mezzi psicologici e espressivi di seria qualità. FRANCESCO BOLZONI IL PORTABORSE Rivista del cinematografo, giugno-luglio 1991 Come capita nelle nostre città, a Roma in particolare, sotto il cartellone invogliante giacciono mucchi di sporcizia, e neppure nascosti alla vista. Quello che, ahimè, colpisce in Il portaborse è che le «rivelazioni» riguardanti Cesare Botero non fanno né caldo né freddo. I giornali sono pieni dei comportamenti scorretti attribuiti a questo o a quel politico. E, purtroppo, anche se provati (o quasi), non paiono danneggiare chi è investito da accuse. Anzi, talvolta gli procurano voti. E chi affianca l’onorevole chiacchierato riceve favori su favori (a Luciano Sandulli concedono un appartamento al Pincio, uno stanziamento di miliardi per il restauro del palazzo avito, il trasferimento a Roma della fi-danzata insegnante, un macchinone sportivo). Riuscito è il ritratto del portaborse. Non tanto, direi, per merito della sceneggiatura da-to che, tutto sommato, in sce-na non dice e non fa cose me-morabili. Ma in virtù della faccia, della maniera di gestir- la, di tenerla attaccata al cor-po sgraziato dell’attore Silvio Orlando che merita ogni lode. Questo candido per natura, «disponibile» per necessità, capace infine di un inutile soprassalto morale non sarà di-menticato tanto presto. E indovinate sono altre figure del clan. Consegnata invece alla cifra, troppo facile, del cattivo cattivo il personaggio dellonorevole Botero tenuto da Nanni Moretti sulle note stri-dule, scopertamente nevrasteniche. No, un tipo così non ci impressiona. Ben altri buratti-nai e burattini ci circondano. Aldo Grasso (continua)