Susanna Marzolla, La Stampa 29/3/2007, 29 marzo 2007
«Nessuno spettacolo; semplicemente è come se ai nostri fedeli avessimo messo gli occhiali»: così dice monsignor Luigi Magagnini, arciprete del Duomo di Milano
«Nessuno spettacolo; semplicemente è come se ai nostri fedeli avessimo messo gli occhiali»: così dice monsignor Luigi Magagnini, arciprete del Duomo di Milano. Occhiali ipertecnologici però: tre schermi al plasma di 52 pollici; due maxischermi avvolgibili alti tre metri e mezzo e larghi quasi sei. Il tutto per seguire cerimonie liturgiche, letture bibliche, concerti: le inziative (e sono molte) che attraggono in Duomo migliaia di persone. Ma anche le normali messe della domenica «perché è giusto - spiega Magagnini - che chi sta in fondo possa vedere, e non solo sentire, tutti i momenti della liturgia». Una scelta di modernità pienamente condivisa dall’arcivescovo Dionigi Tettamanzi, che terrà a battesimo il nuovo impianto con la trasmissione della tradizionale veglia «in Tradizione Symboli». Una cerimonia molto seguita, al pari della messa la domenica della Palme, per cui si era finora allestito un maxischermo all’esterno del Duomo. All’interno, di fianco all’altare, un maxischermo mobile era previsto per iniziative culturali di particolare rilievo, come ad esempio la lettura del Cantico dei cantici, nella traduzione di monsignor Gianfranco Ravasi, in programma ieri sera. Telecamera fissa Strutture provvisorie, comunque. Adesso il complesso audiovisivo avrà un impianto stabile. Che parte da ciò che già esisteva - una telecamera fissa davanti all’altare e una piccola cabina di regia - e si snoda per centinaia di metri di cavi su linee aeree, fino agli schermi. Un impianto complesso allestito - come tutto ciò che, da secoli, avviene nella chiesa - dalla Veneranda Fabbrica del Duomo; una autentica industria milanese, che si dimostra capace di abbinare le antiche sapienze artigianali per restaurare guglie e statue, e le più moderne tecnologie. Tutta la navata centrale - e sono tremilacinquecento i posti sulle panche - è destinata unicamente al culto; e i turisti riescono ad andarci solo di straforo. Il primato Con questi numeri, e vista l’imponenza dell’edificio non è difficile immaginare perché sia diventata la prima chiesa in Italia a dotarsi di un sistema audiovisivo di tale portata. Stampa Articolo