Monica Bogliardi, Panorama 29/3/2007, pag. 250, 29 marzo 2007
La moda americana delle coppie con camere da letto separate (lo prevedono 20 case su 100, fra quelle di nuova costruzione) sta prendendo piede anche in Italia
La moda americana delle coppie con camere da letto separate (lo prevedono 20 case su 100, fra quelle di nuova costruzione) sta prendendo piede anche in Italia. Mara Venier e Nicola Carraro, freschi sposi, cercavano casa a Milano con l’idea del ”divorzio notturno” e hanno trovato una splendida magione già divisa così: due camere da letto comunicanti, vicino a due bagni rigorosamente separati. «Nicola a una cert’ora guarda la tv e tutto lo sport americano possibile e immaginabile. Io se mi sveglio non mi riaddormento. E detesto lo sport. Risultato: due ambienti vicini. Questo non vuol dire che non ci si comporti da marito e moglie». Sempre per ragioni di bioritmi anche Roberto ed Eva Cavalli hanno adottato il talamo ”apart”: «A Milano e New York, città che frequentiamo spesso per lavoro, dormiamo insieme. Ma nella grande casa sulle colline di Firenze capita, a volte, di dormire in camere separate, perché Roberto legge e lavora al computer fino a tarda notte», spiega lei. Più prosaico il motivo che divide Nancy Brilli e Roy De Vita: «Vero, dormiamo in camere separate», dice l’attrice. «Una necessità: il mio delizioso amore russa come un caterpillar e si addormenta con la tv accesa. Non era proprio possibile fare altrimenti, io dormo già così poco. Per fortuna abbiamo trovato una casa speculare: in comune, al centro, i servizi, sui due lati le nostre stanze, i nostri studi e i bagni. Il massimo della comodità». Anche Giovanni Soldati, compagno di Stefania Sandrelli, di notte è considerato un pericolo pubblico: «Sì, dormiamo in due luoghi diversi. Una scelta che pratichiamo come alternativa e non come esclusiva. Inutile negarlo, io russo, ma non potete immaginare come e quanto».