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 2007  marzo 29 Giovedì calendario

TRICARICO

TRICARICO Sergio Assistente di Gianni Rivera all’Europarlamento arrestato il 28 marzo 2007 con l’accusa di falso in atto pubblico, truffa, corruzione e associazione a delinquere • «[...] Come può uno come Sergio Tricarico, elegante e raffinato, discreto e poco brillante, aver celato per tutti questi anni la sua doppia vita? Questa la domanda più frequente che circola tra deputati, assistenti e funzionari dell’Europarlamento. Doctor Jekyll e Mister Hide. Uno scansafatiche che al lavoro non si vedeva mai, oppure, o insieme un furbo manipolatore. Doppia natura del giovane assistente che per più di dieci anni ha lavorato tra le mura di questi palazzi, ”servendo” l’interesse comunitario. arrivato da Potenza, nel ”94, per collaborare con lo zio, Giampaolo D’Andrea (sottosegretario della Margherita), poi ha lavorato per un breve periodo con Gerardo Bianco, fino ad approdare, dal ”99 al 2004 nell’ufficio dell’attuale presidente del Senato, Franco Marini. Entrambi si vedevano poco a Bruxelles, ma nell’assenteismo dilagante di questa istituzione, non si notava tanto. ”Sergio spuntava quando arrivava Marini, poi spariva di nuovo” dice un altro assistente italiano. A fine legislatura, nel 2004, Tricarico decide di tornare a Potenza, vuole lavorare da lì come consulente per gli affari comunitari. Ma qualcosa non va in porto e ritorna come assistente di Gianni Rivera. ”Proprio non me l’aspettavo di rivederlo all’Europarlmento”, dice un deputato. In realtà, dall’estate del 2004, lui sapeva di essere indagato e Marini ha interrotto in suo contratto prima della scadenza, proprio per evitare scandali. ”Si è sempre dichiarato innocente e quando la polizia belga venne a interrogarlo nel 2004 e lo accusò di aver incassato la mega tangente dell’imprenditore finlandese, Sergio andò su tutte le furie e pare sia corso a minacciare il funzionario della Commissione con un coltello”, racconta un italiano che ha lavorato con Tricarico per molto tempo. Insospettabile dandy miliardario. Girava a Bruxelles con una Alfa Spider, prima di comprarsi una Lexus. Ma i soldi, dicono tutti, gli venivano dalla famiglia, non certo dallo stipendio di assistente parlamentare. Vive con la moglie olandese a Lepoutre, una delle zone più chic della città e sta per nascergli la seconda figlia (la prima ha tre anni). Sempre in doppiopetto, con un quotidiano sotto il braccio, così lo ricordano i suoi colleghi che ora si domandano perché si chiudeva sempre a chiave, sia quando usciva che quando stava dentro l’ufficio. Forse per nascondere le sue telefonate d’affari?» (Maria Maggiore, ”La Stampa” 29/3/2007).