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 2007  marzo 29 Giovedì calendario

Toral Cristobal

• Torre-Alhaquilme (Spagna) 15 aprile 1940. Artista • «[...] uno dei più grandi artisti figurativi spagnoli [...] i sogni di Toral, nel momento stesso in cui la sua mano li traduce, a colpi di matita o di pennello, o l’incide in un bassorilievo, diventano realtà. Forse nessuno, come Toral, avrebbe potuto fare un’operazione simile. Perché la sua stessa vicenda non è altro che un lungo, straordinario sogno rappresentato, nei suoi dipinti, attraverso un realismo magico, e raccontato ne La vida es una maleta. Autorretrato de un pintor (La vita è una valigia. Autoritratto di un pittore): libro di grande forza narrativa in cui il sogno capovolge la realtà e riesce a concretizzarsi. Toral sembrava predestinato ad essere uno di quegli spagnoli che negli anni Sessanta vagavano per l’Europa per sfuggire alla povertà. Nato nel 1940, nella campagna andalusa, l’artista è figlio di un carbonaio poverissimo. La famiglia vive in una capanna. Solo per il parto, un tagliaboschi apre le porte di casa propria alla madre dell’artista. Toral descrive un’infanzia traumatica. Rifiuta la madre, costretta, per la miseria, a vendersi. Con la separazione dei genitori, divide col padre la solitudine nei campi (la madre lo rapirà per un mese emezzo). Fra i sette e i 19 anni, Cristóbal vive in un isolamento pressoché totale. Unico contatto, pastori e braccianti. Nondimeno, con l’aiuto di una vecchia enciclopedia, il padre riesce a insegnargli a leggere e scrivere. Per capire i misteri dell’universo si affida all’interpretazione delle stelle e ai fenomeni naturali: vento, nubi, tormente. In mezzo agli ulivi, il pittore assiste anche alla repressione, da parte della Guardia civile, degli ultimi antifranchisti. Sino ai 16 anni, Toral lavora come mietitore. Gli piace sognare. Quando ha tempo, copia le illustrazioni dell’enciclopedia. Per disegnare, usa schegge di carbone. Poi il caso cambia la sua vita. E la cambia il giorno in cui una tormenta costringe alcuni cacciatori a rifugiarsi nella sua capanna. Su un tronco d’albero piallato a mo’ di tavolo, sorretto da un tronco diviso in quattro pezzi, sono sparsi alcuni suoi disegni. Fra i cacciatori ci sono un paio di insegnanti che si rendono conto delle eccezionali doti del ragazzo e convincono il padre a mandarlo a studiare in città. Lo aiuteranno loro. Da questo momento in poi, la vita di Toral cambia. Lavora in fabbrica e studia. A Siviglia, dove frequenta i corsi di Belle arti, vive all’Ospizio provinciale, retto da monache che lo costringono, a 21 anni, a farsi la Prima comunione. Conclude gli studi a Madrid. Classificato come il migliore allievo di tutta la Spagna, viene premiato dal Generalissimo in persona.La vita è una valigia racconta come un lunghissimo sogno possa diventare reale. Senza bacchetta magica» (’Corriere della Sera” 21/1/2006).