Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
Due padri per due gemelli
La Corte d’Appello di Trento ha sancito che due gemelli, nati con l’eterologa da una coppia di maschi omosessuali, hanno diritto ad avere legalmente due padri: il genitore biologico e il suo compagno. La doppia paternità è attestata dal certificato di nascita rilasciato da un altro Stato dove la doppia paternità è ammessa.
• Mi pare che la legge sulle unioni civili della Cirinnà, quella approvata l’anno scorso, questa cosa non la ammettesse.
Non solo non la ammetteva, ma nelle coppie in cui uno dei due aveva già dei figli vietava all’altro di adottarli. La cosiddetta stepchild adoption.
• Come fa, la corte d’Appello di Trento, ad andare al di là della chiara volontà del legislatore?
Perché antepone a tutto il diritto del bambino. La sentenza dice che è da escludere «che nel nostro ordinamento vi sia un modello di genitorialità esclusivamente fondato sul legame biologico fra il genitore e il nato; all’opposto deve essere considerata l’importanza assunta a livello normativo dal concetto di responsabilità genitoriale che si manifesta nella consapevole decisione di allevare ed accudire il nato; la favorevole considerazione da parte dell’ordinamento al progetto di formazione di una famiglia caratterizzata dalla presenza di figli anche indipendentemente dal dato genetico, con la regolamentazione dell’istituto dell’adozione; la possibile assenza di relazione biologica con uno dei genitori (nella specie il padre) per i figli nati da tecniche di fecondazione eterologa consentite». Nichi Vendola, che ha un figlio - Tobia Antonio - col suo compagno Ed Testa (il legame biologico del bambino è con Ed Testa) ha subito twittato: «Una pagina storica per i diritti delle #famigliearcobaleno. Quando un figlio lo cresci, lo curi, lo ami: allora sei padre, madre, genitore».
• Ha una corte d’Appello il potere di far da sé, integrando o forse sfregiando la legge in vigore?
In realtà i giudici di Trento hanno applicato una sentenza della Cassazione (19599/2016) dedicata proprio al problema della trascrizione dell’atto di nascita straniero recante l’indicazione di due genitori dello stesso sesso. In merito al giudizio di compatibilità tra provvedimento straniero e ordine pubblico, la Cassazione sostiene che si deve far riferimento a un concetto di ordine pubblico «più largo», nel quale prevalga la conformità «alle esigenze di tutela dei diritti fondamentali dell’uomo come garantiti dalla Costituzione». Non riconoscere il diritto del minore allo status filiationis nei confronti di entrambi i genitori determinerebbe un grave pregiudizio per i minori, privandoli di un elemento fondamentale della loro identità familiare. Infine, è assolutamente indifferente - secondo i giudici - la tecnica di procreazione a cui si è fatto ricorso rispetto al diritto del minore al riconoscimento dello status filiationis. I giudici sono più colti e più sottili degli uomini politici, i quali legiferano rozzamente e senza filosofia, cioè senza tener conto delle molte sfaccettature di ogni problema.
• Perché però ogni questione etica in Italia diventa una tragedia?
Ci sono i voti dei cattolici, di cui i partiti sono ghiotti. È il dramma del consenso che si scontra con la responsabilità dell’élite, a cui i più illuminati chiedono di governare nell’interesse del Paese e non dei gruppi d’opinione. Ma nella democrazia che conosciamo il consenso è tutto, non importa come ottenuto.
• A proposito di questioni etiche, Marco Cappato è stato arrestato?
No, si è autodenunciato ai carabinieri di Milano per «aiuto al suicidio» e spera di potersi difendere davanti a un giudice per dare maggior risonanza al suo punto di vista. Il procuratore Francesco Greco ha deto che la cosa sarà esaminata sotto tutti i profili giuridici. Intanto s’è saputo di un altro infelice è andato a togliersi la vita nella stessa clinica di Zurigo dove è morto dj Fabo. Si tratta di Gianni Tretz, pensionato veneziano di 65 anni. La moglie, Emanuela Di Sanzo, ha detto: «Non ha sofferto, era sereno, io e mia figlia gli abbiamo stretto le mani fino all’ultimo». Ha poi ringraziato gli infermieri svizzeri della Dignitas e i volontari veneti dell’Avapo. Ha quindi lanciato un appello ai parlamentari: «Ora facciano una legge per impedire questi pellegrinaggi crudeli». Cappato ha detto: «Stiamo aiutando altre persone, due persone in particolare hanno già un appuntamento in Svizzera e noi le aiuteremo, una materialmente, l’altra economicamente».
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