la Repubblica, 1 marzo 2017
Corsa agli iscritti nel Mezzogiorno, i militanti tornano ai livelli del 2015
ROMA Prendiamo Bisceglie, Puglia, 600 chilometri a sud di Firenze e dalla festa del tesseramento ieri di Matteo Renzi. Il sindaco Francesco Spina ha traslocato con 14 consiglieri di maggioranza e 7 assessori della sua giunta nel Pd. Penultimi tesserati, forse simpatizzanti di Michele Emiliano, il governatore della Puglia e sfidante del segretario uscente, Renzi. Ma nulla è certo nel Pd del Sud, eccezione fatta per i veleni e gli scambi di accuse.
Ogni volta che parte un congresso – e quello del Pd è già cominciato e si concluderà con le primarie del 30 aprile – c’è una corsa alle tessere. Il dato è fisiologico e non necessariamente implica irregolarità come quelle certificate a Napoli.
In Puglia è scattata l’offensiva di Emiliano. I dati non sono definitivi, ma il boom in regione è significativo. E c’è chi, tra i renziani, denuncia tessere fotocopiate prima di essere autenticate. In Campania e in Sicilia c’è un garbuglio di malcontento e di reciproche denunce tra le correnti a sostegno dei tre candidati segretari, ovvero Andrea Orlando, Emiliano e il segretario uscente e ricandidato.
Ieri era l’ultimo giorno utile per il tesseramento 2016. La previsione è che dai 385.320 del 2015 (di cui il 32% al nord, il 24% al centro, 32% al Sud e l’11% nelle isole, 1% all’estero) si passi a circa 400 mila, un 5% in più. Stesso dato (più 5%) che compare nell’aumento di iscritti in Lombardia. Sono oltre 30 mila per il 2016. Mentre in Emilia Romagna, la previsione è di 47 mila tesserati: lo scorso anno erano 48 mila, probabile un calo di mille tessere, ma è stato invertito il trend che aveva visto una perdita secca di 10 mila militanti dal 2014 al 2015 e tra il 2013 e il 2014 si passò addirittura da 76 mila a 57 mila tessere. Un caso. Il piccolo comune di Bettola – paese natale dell’ex segretario dem Pierluigi Bersani che ha lasciato il Pd e varato proprio ieri il Movimento dei Democratici e progressisti – ha perso i 31 iscritti, perché ha chiuso nei mesi scorsi l’unico circolo.
Non è il Nord che preoccupa il Pd. Ma appunto è al Sud che il partito mostra tutte le sue crepe, accentuate dall’appuntamento congressuale. Come in Campania. Non è però tanto una questione di numeri, dell’asticella a cui arrivare. In Sicilia sono i metodi a scatenare lo scontro, mentre gli iscritti resteranno più o meno intorno ai 42 mila. Catania è una polveriera. Nel fine settimana sono stati aperti gazebo e circoli. I renziani Valeria Sudano e Luca Sammartino sono stati accusati di fare pacchetti di tessere e hanno a loro volta denunciato manovre dei “baroni delle tessere”. Comunque a Catania da 4.600 si è saliti a 7.500 tessere.
Anche se nel Pd il segretario viene eletto con le primarie, nelle fasi precedenti, ovvero le convenzioni locali e quella nazionale del 9 aprile, ci si conta sulla base dei delegati eletti dagli iscritti. Nel 2013 Renzi staccò Gianni Cuperlo di 8 punti anche tra gli iscritti: il 46,7% andò al rottamatore e il 38,4% allo sfidante.