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 2017  marzo 01 Mercoledì calendario

Due turisti intorno alla Luna nel 2018. Musk lancia la nuova era spaziale

Quarantasei anni dopo la missione dell’Apollo 17, due esseri umani torneranno a sorvolare la Luna. Ma non si tratterà di astronauti duramente selezionati e addestrati dalla Nasa come avveniva negli Anni 60: a bordo della capsula ci saranno due turisti per ora anonimi, che hanno chiesto a Elon Musk, fondatore della compagnia spaziale SpaceX, di portarli sulla Luna e hanno già depositato un anticipo adeguato alla richiesta.
Musk, l’imprenditore di origine sudafricana che produce auto elettriche con Tesla Motors e che da anni si dedica anche all’esplorazione spaziale, ha annunciato in una conferenza stampa che la spedizione avverrà entro la fine del 2018. «Non si tratta di gente di Hollywood – ha precisato – ma i due si conoscono». Segreta anche la somma che sarà pagata per il viaggio, che dovrebbe durare meno di una settimana. Musk ha detto che sarà un po’ superiore al costo di un passaggio sulla Stazione spaziale: la Nasa versa 80 milioni di dollari all’agenzia russa Roscosmos per ogni persona portata dalla Soyuz sull’Iss.
Il viaggio annunciato da SpaceX è piuttosto ambizioso. I due turisti saranno lanciati nello spazio dal razzo Falcon Heavy a bordo della capsula Dragon 2. Senza dover toccare un solo pulsante della navicella, salvo in caso di emergenza, raggiungeranno la Luna e le gireranno intorno. Batteranno anche il record della maggiore distanza dalla Terra mai raggiunta da esseri umani, involontariamente stabilito nel 1970 in 400.171 km da James Lovell, Fred Haiser e Jack Swigert, l’equipaggio dello sfortunato Apollo 13 che dovette rinunciare all’allunaggio e girò intorno al satellite per tornare a casa. «Voleranno più veloci e più lontano di chiunque prima di loro – ha detto Musk –. Il prossimo anno sarà un grande anno per portare la gente sulla Stazione e speriamo anche oltre».
Musk ha molti nemici e quello «speriamo anche oltre» che ha inserito nel suo intervento è servito ad attaccarlo. Il fatto è che la capsula Dragon ha trasportato materiale sulla Stazione, ma non è stata ancora testata con esseri umani a bordo e lo sarà solo nel maggio 2018. Il vettore Falcon Heavy non ha volato nemmeno una volta: i primi lanci erano previsti inizialmente nel 2013, poi nel 2016 e ora sono programmati per la fine di quest’anno, un ritardo dovuto anche all’incidente del già collaudato Falcon 9 che esplose sulla rampa nel settembre dell’anno scorso. «Le date non sono il punto forte di SpaceX – ha confermato al “New York Times” Mary Lynne Dittmar, direttrice della Coalition for Deep Space Exploration –. Falcon Heavy e Dragon 2 sono indietro rispetto al programma e questo viaggio mi sembra rischioso. SpaceX non ha ancora portato un equipaggio nell’orbita terrestre bassa».
I dubbi sono legittimi, ma nonostante i ritardi il viaggio di Musk alla conquista dello spazio procede. Il Falcon 9 ha svolto decine di missioni per conto della Nasa e lo studio di razzi riutilizzabili come uno shuttle sta dando ottimi risultati, con otto lanci e rientri riusciti. SpaceX potrebbe abbassare a meno di 500 dollari il costo del trasporto di un chilo di merce in orbita, un risultato impensabile solo pochi anni fa. Ma tra i suoi obiettivi c’è il turismo spaziale, un settore al quale lavorano anche Richard Branson di Virgin, Jeff Bezos di Amazon con la sua compagnia Blue Origins e l’agenzia spaziale russa, la più attiva. Nel 2001 una Soyuz ha portato in orbita il primo turista spaziale, il newyorchese Dennis Tito, che si dice abbia pagato un biglietto da 20 milioni di dollari e il cui esempio è stato seguito finora da almeno una dozzina di persone.
I due anonimi miliardari che vogliono spendere una fortuna per un esclusivo passaggio sulla Luna segneranno forse l’inizio di una nuova era spaziale. O, magari, di rinvio in rinvio, il loro sogno sarà dimenticato o superato dalla Nasa, che ha in programma un volo umano con lo Space Lauch System e la capsula Orion, forse proprio verso la Luna. Ma è ancora presto per distruggere un bel sogno con i dubbi e tutti speriamo che SpaceX ce la faccia. E che fra qualche anno possa portare i nostri nipoti nello spazio al prezzo di un volo low cost.