Corriere della Sera, 1 marzo 2017
Irpef zero per 12 milioni di italiani. Polemica sugli 80 euro da restituire
ROMA Cresce di pochissimo il numero dei contribuenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi, ed aumentano, in linea con il prodotto interno lordo, sia il reddito dichiarato che l’imposta netta. L’anno scorso gli italiani che hanno presentato la dichiarazione (redditi del 2015), sono stati 40,8 milioni, lo 0,1% in più rispetto all’anno precedente, con un importo complessivo dei redditi denunciati pari a 833 miliardi di euro, con una media di 20.690 euro a testa. I beneficiari del bonus da 80 euro al mese sono stati oltre 11 milioni, con una spesa di 9 miliardi ed una media di 800 euro a testa. In sede di dichiarazione quasi un milione e mezzo di loro ha dovuto restituirlo in tutto o in parte, ma altri 1,5 milioni di contribuenti lo hanno arrotondato.
Metà dei contribuenti, secondo i dati diffusi dal ministero dell’Economia, non supera la quota dei 16.643 euro annui. Il 46% si ferma sotto la soglia dei 15 mila euro, e questa fascia di contribuenti versa il 4,5% dell’Irpef complessiva. Nella classe tra i 15 e i 50 mila euro c’è il 49% dei contribuenti che dichiara il 57% dell’Irpef totale, mentre solo il 5,2% dei contribuenti dichiara più di 50 mila euro l’anno, e paga il 38% dell’imposta sui redditi complessiva. Rispetto al 2014 aumentano sia i soggetti che dichiarano più di 50 mila euro (65 mila) che l’Irpef dichiarata (1,9 miliardi di euro). Al livello più alto, oltre 300 mila euro di reddito dichiarato, ci sono 34 mila contribuenti che ancora per il 2016 e il 2017 saranno tenuti a versare un contributo di solidarietà del 3% sui redditi eccedenti i 300 mila euro.
Gli autonomi al topI redditi da lavoro dipendente e da pensione rappresentano l’82% del reddito complessivo dichiarato. I lavoratori autonomi sono quelli con i redditi maggiori, pari in media a 38.290 euro, mentre il reddito medio dichiarato dagli imprenditori è pari a 19.990 euro. Il reddito dei dipendenti è di 20.660 euro, quello dei pensionati di 16.870, mentre quello derivante dalle partecipazioni a società di persone risulta di 17.020. Rispetto al 2014 il reddito medio da pensione mostra una crescita dell’1%. Crescono anche i redditi da impresa (+8,6%) e da lavoro autonomo (+7,6%) e da partecipazione (+6,1%), mentre calano quelli dei dipendenti (-0,2%).
L’Irpef mediaL’imposta netta risulta pari in media a 5.020 euro, con un aumento del 2% sul 2014 ed è dichiarata da circa 30,9 milioni di contribuenti. Circa 10 milioni di soggetti hanno un’imposta netta pari a zero. Considerando quelli la cui imposta netta è compensata interamente dal bonus degli 80 euro, i soggetti che di fatto non versano l’Irpef sono 12,2 milioni. L’imposta netta totale dichiarata, pari a 155,2 miliardi è in aumento del 2,6%, ma considerando gli effetti del bonus l’imposta cresce dello 0,7%, meno del pil nominale.
Bonus amaroIl bonus spetta ai dipendenti con redditi fino a 26 mila euro annui, e quelli del 2015 sono i primi dati riferiti ad un anno pieno di funzionamento del meccanismo. Tra gli 11,9 milioni di lavoratori che avevano ottenuto il bonus dal datore di lavoro, in sede di dichiarazione, e a causa del sommarsi di altri redditi, ben 966 mila hanno dovuto restituirlo integralmente, mentre 765 mila hanno dovuto restituirne solo una parte. Al contrario, circa 1,5 milioni di contribuenti hanno visto arrotondare l’importo del bonus. La questione diventa politica con l’opposizione che attacca: «Renzi ha preso in giro gli italiani» dice Renato Brunetta per Forza Italia, «l’ennesima truffa targata Renzi- Gentiloni», aggiunge dalla Lega Matteo Salvini.
Divario Nord-SudA livello regionale i redditi e le imposte maggiori si registrano in Lombardia, quelle più basse in Calabria. Il reddito medio dei lombardi è di 24.520 euro annui, con un’imposta netta media di 6.090 euro. Dopo la Lombardia seguono Trentino Alto Adige e Lazio. Il reddito più basso è in Calabria, con 14.780 euro. Le addizionali Irpef più elevate sono nel Lazio (620 euro), le più basse a Bolzano (230 euro). La sovrattassa comunale cresce del 5% sul 2014. Anche in questo caso le più alte sono nel Lazio (250 euro), le più basse a Bolzano (60 euro).