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 2017  marzo 01 Mercoledì calendario

La cassa di Italmobiliare divide la famiglia Pesenti. Scontro tra Carlo e le zie

MILANO Sarà il primo bilancio senza Italcementi. E Carlo Pesenti dovrà convincere il cda di Italmobiliare in agenda oggi, che conviene tenere la cassa per fare nuovi investimenti, invece che redistribuirla agli azionisti. Nell’ultimo anno l’ad della holding che vanta tra i soci, oltre alla dinastia bergamasca, anche la famiglia Strazzera (9,6%) e Mediobanca (8,8%) ha esaminato vari dossier: sia grandi, come Edison, sia di medie dimensioni, senza riuscire però a finalizzare nessuna operazione, se non con Clessidra (100 milioni investiti nel fondo 3 e nella sgr). E così un ramo della famiglia Pesenti da una parte, e alcuni investitori istituzionali dall’altra, hanno chiesto alla società di poter godere direttamente dei frutti della vendita di Italcementi. Le pressioni più forti arriverebbero dalle sorelle di Giampiero Pesenti, padre dell’ad. Da quando nel 2007 è venuta a mancare Rosalia Radici Pesenti, moglie del nonno Carlo Pesenti che ha reso grande la Italcementi (sorta dalla fusione tra la Società Italiana Cementi e della Radici Previati di proprietà del suocero Luigi Radici), i quattro figli hanno ereditato la totalità delle azioni di Efiparind, che controlla il 44% di Italmobiliare.
Ma quali siano le singole quote del presidente Giampiero e delle sorelle Annaluisa, Camilla e Paola, nessuno lo sa con precisione, dato che sono custodite in fiduciarie estere. Quello che invece è certo è che alcune delle zie dell’ad Carlo Pesenti vorrebbero materialmente incassare i proventi della vendita del colosso italiano dei materiali di costruzioni a HeidelbergCement, perfezionata a giugno. A fine 2016 Italmobiliare aveva infatti 550 milioni di cassa e investimenti equiparabili per altri 450 milioni. Un miliardo tondo. E proprio scommettendo sull’arrivo di una maxi cedola, negli ultimi giorni le azioni di Italmobiliare sono volate ai massimi degli ultimi cinque anni. Il loro valore era pari alla liquidità presente nella società, senza contare le altre attività industriali.
Tuttavia neppure in quest’ottica le zie di Carlo hanno potuto beneficiare dell’apprezzamento delle azioni, dato che il loro pacchetto è custodito in una serie di scatole societarie, difficili da smontare e da valorizzare se non all’interno della famiglia. Da segnalare, che solo una delle sorelle di Giampiero, la primogenita Annaluisa, ha indirettamente un ruolo in Italmobiliare attraverso il figlio Sebastiano Mazzoleni.
Detto questo, l’unico investimento fatto dalla holding nel 2016, pare promettere bene. Grazie alla plusvalenza generata dalla vendita del gruppo della plastica Abm Italia – il triplo rispetto ai prezzi d’acquisto – i soci del Fondo 3 di Clessidra hanno già assicurato la metà dell’esborso inziale, senza contare che rimangono le quote in Icbpi, Roberto Cavalli e il resto della liquidità. Nel cda di oggi, Carlo Pesenti cercherà di convincere soci, parenti e amministratori che la liquidità di Italmobiliare garantirà nel tempo ritorni più soddisfacenti di una cedola una tantum, anche se è previsto un dividendo 2016 straordinario.
Se la cedola sarà abbastanza ricca, porterà la pace in famiglia e sul mercato. Diversamente il clima dell’assemblea dell’11 aprile potrebbe surriscaldarsi.