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 2017  marzo 01 Mercoledì calendario

Gli strafalcioni grammaticali delle insegnanti

Errori da scuola elementare. Commessi da aspiranti maestre elementari. «Un’evento» con l’apostrofo, «ho aquistato» senza c, disciendente con la i: sono alcuni degli strafalcioni grammaticali che i commissari del Ministero hanno trovato nelle risposte delle candidate al concorso per reclutare nuove maestre in Veneto. La prova scritta s’è tenuta lo scorso maggio e il 53% dei partecipanti è stato bocciato. Su 3410, all’orale sono stati ammessi solo in 1604.
Uno dei commissari incaricatidi correggere i test ha parlato degli errori delle maestre al Corriere del Veneto. A condizione di restare anonimo. «Sui social ci hanno massacrato. Non voglio essere identificabile, altrimenti rischio di trovarmi con le gomme dell’auto tagliate», ha spiegato. «I toni erano molto accesi tra gli esclusi. Qualcuno, tra i pochissimi bocciati all’orale, ci ha anche manifestato la sua contrarietà, prima di andarsene sbattendo la porta, ma gli strafalcioni di grammatica non possono essere ammessi».
«Ci siamo trovati davanti a errori grossolani», ha proseguito il commissario. «Certamente c’erano anche imprecisioni legate ai contenuti, ma quelle sono sempre prevedibili in un esame.
Ci hanno colpito, invece, gli errori grammaticali. Erano troppi, troppo banali e troppo diffusi. Stiamo parlando di errori che, molto spesso, vengono corretti anche ai bambini delle scuole elementari, le stesse in cui queste maestre sarebbero dovute andare a insegnare».
La correzione, affidata a sette commissari, è durata mesi, e s’è conclusa da poco con la pubblicazione delle graduatorie. Ma restano gli errori nelle prove scritte. «Ogni volta che ci trovavamo davanti a una mostruosità di questo tipo, ci guardavamo tra noi sconvolti.
Di fronte ad alcuni, abbiamo allargato le braccia», ha sottolineato il commissario. «Le elementari sono il momento in cui i bambini iniziano a imparare i fondamentali, in cui mettono le basi per la conoscenza successiva. La grammatica che servirà loro per tutta la vita s’impara in quegli anni. Una maestra elementare come fa a insegnare se commette simili errori?». Evidentemente può, dato che alcune insegnanti che non sono state ammesse agli orali sono tornate in cattedra a settembre. Tra loro, fra l’altro, c’erano maestre di lungo corso.
All’inizio di febbraio, 600 professori universitari hanno denunciato una scarsa conoscenza dell’italiano da parte degli studenti. «Nelle tesi di laurea ci sono errori da terza elementare. Bisogna ripartire dai fondamentali: grammatica, ortografia, comprensione del testo», hanno dichiarato i docenti rivolgendosi al governo e al parlamento per chiedere un intervento urgente.
«Se i docenti si preoccupano dei loro studenti, di fronte a questi compiti si sarebbero sentiti male», ha aggiunto il commissario del concorso veneto.
«Qualcuno ha detto che abbiamo bocciato molto: è vero, ma come avremmo potuto fare diversamente di fronte a simili errori? Se le maestre sono le prime a non sapere la grammatica, come faranno i bambini a impararla?». Logico. Anzi: elementare.