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 2017  marzo 01 Mercoledì calendario

Trump riduce spese e diplomazia. Poi rivede la linea sugli immigrati

WASHINGTON Donald Trump è «aperto» a un clamoroso «compromesso»: studiare un percorso di legalizzazione per milioni di migranti che vivono clandestinamente negli Usa.
Il presidente ne ha parlato ad alcuni giornalisti televisivi nel corso di un incontro alla Casa Bianca. Le prime indiscrezioni diffuse dalla «Cnn» sono state poi confermate anche dal «New York Times». Nella conversazione Trump non ha offerto altri particolari. Ma certo l’apertura va in direzione opposta a tutto ciò che il presidente ha detto e fatto nel primo mese nello Studio Ovale. Tanto che per oggi è attesa la seconda versione del bando provvisorio sui profughi e sui viaggiatori provenienti da sette Paesi musulmani: Iran, Iraq, Libia, Siria, Sudan, Somalia, Yemen. La prima è stata bocciata da due Corti; la nuova dovrebbe contenere poche modifiche tecniche.
Tutte queste notizie hanno preceduto il primo discorso che Trump ha pronunciato davanti alle camere del Congresso, riunite in seduta comune, ieri alle 21, le tre di notte in Italia. Quattro temi chiave: rafforzamento dei confini; potenziamento delle forze militari; riforma sanitaria; lavoro e riduzione delle tasse, ma con penalizzazioni fiscali per le imprese che delocalizzano le fabbriche.
Trump ha presentato l’agenda programmatica dentro la cornice ideologica del neopopulismo. In una mail inviata ai sostenitori, il presidente ha annunciato: «Mi rivolgerò direttamente a voi, al popolo americano».
Nei giorni scorsi il leader della Casa Bianca aveva cominciato l’arrampicata sui temi più impervi: la riforma dell’assistenza medica, i conti pubblici. Emergono le difficoltà. Ieri, per esempio, 100 ex generali hanno contestato il taglio del 37% di spesa a carico del Dipartimento di Stato: una riduzione che dovrebbe servire a recuperare parte dei 54 miliardi di dollari da destinare al Pentagono.
Il presidente è convinto – come ha detto in un’intervista al programma «Fox and Friends» – di non aver sbagliato nulla finora. «Merito il massimo dei voti (A) per le cose fatte, ma un giudizio medio (C) per come le abbiamo comunicate».
Trump sospetta che ci sia la mano di Obama dietro le fughe di notizie sui rapporti con la Russia e le manifestazioni di protesta. «Questa è la politica. Ma ho la pelle dura». L’uscita di Trump a Capitol Hill, in effetti, è anche un’occasione per battere un colpo offerta al partito democratico. Il presidente lo ha sfidato invitando i parenti delle vittime di immigrati clandestini. La deputata Nydia Velazquez ha risposto portando in tribuna Hameed Khalid Darweesh, il traduttore al servizio dei soldati americani in Iraq che era stato bloccato all’aeroporto Jfk di New York.