Corriere della Sera, 1 marzo 2017
In morte di Leone di Lernia
Leone di Lernia, morto ieri nella sua casa a Milano dopo una lunga malattia, ha conquistato la notorietà con Lo zoo di 105, la trasmissione radiofonica quotidiana costruita su parodie, parolacce, doppi sensi, giochini stupidi, personaggi assurdi e trash, molto trash. Questo l’habitat in cui il Leone ha ruggito come meglio ha potuto.
Nato a Trani il 18 aprile 1938, Leone ben presto ha capito che era meglio trasferirsi al Nord e giocare a fare quello del Sud. Per lungo tempo, è stato l’indiscusso re del trash italiano, quello più ruspante, quello delle origini. Ha esordito con Renzo Arbore ad Alto Gradimento ed è apparso spesso in tv sbucando selvaggiamente dietro a personaggi famosi. Il primo a inaugurare la moda dei Forrest Gump del piccolo schermo.
Avrebbe voluto partecipare a Sanremo ma si è dovuto accontentare di Sanscemo, il festival della canzone demenziale. Nel ‘93 è diventato famoso grazie al Fausto Terenzi Show, varietà radiofonico in onda su Radio Montecarlo, allora del gruppo Hazan, proprietario di Radio 105. Il Fausto Terenzi Show aveva molto in comune con Lo zoo di 105. La trasmissione era basata sulla collaborazione del pubblico, su scherzi, trivialità e giochini, fra cui l’orgasmodromo, durante il quale gli spettatori dovevano mimare un incontro amoroso in diretta.
Leone non ha mai dimenticato la musica e accanto al repertorio demenziale, si è inventato le versioni in dialetto barese di famose canzoni: la «Macarena» diventa Macca-roni, «Born to be Alive» diventa ‘E corna che tienei ‘na capa, «Gimme Love» si «traduce» in Chi mi lava. Ha realizzato più di trenta cd, tra cui «Il Grande Porcello».
Ha sempre affermato di avere venduto milioni di copie, ma purtroppo quasi tutte pirata e quindi con scarsi guadagni. Però, nel ‘93 il suo disco «Disco Hauz» è finito nella hit parade. Con il suo repertorio ha dato vita allo spettacolo Il principe dei ladri, in scena al teatro Smeraldo di Milano con celebri guest star: il mago Gabriel, il Baffo, il televenditore Roberto da Crema, e Elio di Elio e le Storie Tese. Ha partecipato anche a Mai dire gol. Ma il colpo gobbo Leone lo ha tentato nel ‘97, quando si è presentato come capolista nella Lista-Cito, creata dal candidato sindaco Giancarlo Cito per la Lega d’azione meridionale. Ma Leone non è stato eletto.
Ogni domenica, andava a San Siro e si piazzava sempre a favore di una telecamera. Per non perdere il vizio d’apparire.