Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
Si vota per il nuovo presidente francese
Un tizio col coltello alla stazione Gare du Nord ha di nuovo messo nel panico i francesi. Si sono viste le solite scene: adocchiato il personaggio che minacciava i poliziotti coltello, sono scappati tutti lasciando borse e valigie sul posto e queste borse e valigie risulteranno poi molto complicate da recuperare quando ai poliziotti verrà il dubbio che proprio in qualcuno di quei bagagli potrebbe nascondersi una bomba. L’uomo col coltello è stato fermato e portato via, sono arrivate le unità cinofile, sono arrivati i giornalisti e quelli della televisione Bfmtv, abbastanza in prima linea in questo periodo, i quali si sono sentiti dire dagli agenti che il mancato accoltellatore era solo un poveretto che temeva per la sua vita, all’ordine dei gendarmi s’è steso a terra senza fiatare, s’è lasciato portar via docile docile, ha risposto a tutte le domande, insomma non è nessuno, niente a che vedere né con Allah né con l’Isis.
• Intanto i sondaggi...
Intanto i sondaggi continuano a dire che al primo posto c’è Macron, al secondo la Le Pen, al terzo Fillon e al quarto Mélenchon. Lei ha la minima idea di chi siano questi qui?
• Beh, la Le Pen sarebbe quella del Front National, la fascista che vuole uscire dall’Europa, bloccare i migranti e non so che altro. Lei una volta disse che era «un donnone», la cosa m’è rimasta impressa.
I giornali sostengono che l’attentato di giovedì sera ha fatto guadagnare alla Le Pen un punto. Gli elettori sono così cretini? Io non ci ho mai creduto e credo che la scelta nella cabina si faccia in due modi: o all’ultimo secondo, sulla base di criteri imperscrutabili, quasi a pelle e d’impulso (questo voto si conclude di solito con un’esclamazione interna: «ma sì!»); oppure alla fine di una scelta meditata, un ragionamento, una militanza. Il primo gruppo sarebbe influenzato dal pazzo degli Champs Elisées? Mah.
• Tutto questo ragionamento perché oggi si vota per il prossimo presidente della Repubblica, il successore di Hollande.
Già. 47 milioni di francesi chiamati alle urne, undici candidati, imponente schieramento di sicurezza ai seggi, inizio dello spoglio alle 20 di stasera, quando saranno finite ovunque le operazioni di voto (cominciate in realtà, nelle lande più sperdute, già ieri). Per essere eletti già oggi bisognerebbe raccogliere il 50% dei consensi +1. Non è mai accaduto e meno che mai accadrà stavolta.
• Favoriti?
I quattro favoriti, stando ai sondaggi, sono quelli che ho citato prima e stanno racchiusi in una forbice molto stretta, più o meno tra il 20 e il 23 per cento. Siccome tutti gli statistici ci hanno spiegato che, per ogni previsione, va messo nel conto un errore del 2% in più o in meno, tutti e quattro hanno speranza di arrivare al ballottaggio, la sfida cioè tra i primi due classificati che si disputa quando al primo turno nessuno supera il 50% dei consensi.
• Presentiamo i quatto personaggi.
Della Marine Le Pen, 49 anni, la fascista che però s’è moderata rispetto alle cose che faceva e diceva suo padre Jean-Marie, parliamo da un sacco di tempo e per il momento non mi prolungherei. Sono tutti sicuri che al ballottaggio ci arriverà e secondo gli statistici nella finale in programma tra quattordici giorni perderà contro ognuno degli altri tre. L’avversario che forse le andrebbe meglio è Jean-Luc Mélenchon, che rappresenterebbe la sinistra estrema, anche se le proposte sul fisco di questo signore di 66 anni sono piuttosto moderate (120 economisti di tutto il mondo hanno invitato a votare per lui). L’uomo è anche molto tecnologico, gioca con gli ologrammi, cioè fa comizi in un posto e in contemporanea - con un ritardo di 40 secondi - appare anche in altre città lontanissime. Ha cominciato con questo giochetto a Lione, da ultimo lo ha ripetuto a Digione mostrandosi olograficamente anche a Nantes, Montpellier, Clermont-Ferrand, Grenoble, Nancy e La Réunion. Ha pure inventato un giochino on line, battezzato Fiscal Kombat. A questo originale, a sinistra (?), si contrappone Emmanuel Macron, quarant’anni neanche compiuti, grande burocrate, banchiere, faccia pulitissima, piace molto ai giornali che lo vedono già all’Eliseo. Per qualche ragione tutti lo considerano un uomo estraneo alla politica, anche se ha fatto il ministro nel secondo governo Valls, ha cercato di entrare in Parlamento candidandosi in Piccardia, è stato un grande elettore di Hollande. Il quarto concorrente è François Fillon, 63 anni, che è stato primo ministro per cinque anni all’epoca di Sarkozy, è quindi francamente di destra e avrebbe potuto erodere qualcosa alla Le Pen. Ma s’è scoperto che ha ingaggiato la moglie Penelope (gallese) e due dei cinque figli come assistenti parlamentari, passandogli un milione di euro e senza fargli fare niente. Lo scandalo ne ha frenato l’ascesa. È pilota di Formula 1. Si dice che portasse a correre con sé Sarkozy e che lo facesse morire di paura. Promette tagli alla pubblica amministrazione per 110 miliardi.
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