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 2017  aprile 22 Sabato calendario

Palline calde e paranoie, Madrid urla al complotto contro il derby in finale di Champions

Da Puskas a Cristiano Ronaldo la storia non è cambiata, anzi è diventata un incubo per chi ha ogni volta chinato il capo, sempre per un’incollatura, per un infinitesimo dettaglio. Come se non bastassero oltre cent’anni di complessi (l’Atletico) e una tradizione ribalda ai limiti dell’irrisione (il Real), il quinto derbi madrileno nella storia della Champions sarà anche quello delle “bolas calientes” di Ian Rush. Accade infatti che a Nyon l’ex attaccante gallese, sempre presente ai sorteggi perché la finale 2017 si giocherà a Cardiff, peschi per primo, dopo adeguato rimescolio delle quattro palline, il nome del Real. Poi molti notano che quando getta di nuovo la mano nell’urna, Rush vada diretto su una sola pallina, ed estrae l’Atletico. Dietrologi e sospettisti prontamente arruolati: l’Uefa voleva evitare la terza finale madrilena in quattro edizioni e ha voluto il derbi in semifinale, così la “bola” dell’Atletico era stata riscaldata (o raffreddata) prima, come da vecchio trucco. Vai a capire, vai a sapere. Qui non si mette la mano sul fuoco per nessuno, men che meno dopo aver visto Kassai in Real-Bayern, ma è certo che l’Uefa per evitare sospetti anche sui sorteggi potrebbe regolarsi diversamente, in futuro. Per l’Atletico, il Real non è uno spauracchio, ma proprio una questione di cui discutere apertamente con lo psicanalista: quattro incroci in coppa e quattro cadute. La prima nel 1959, in semifinale dell’allora Coppa dei Campioni, e soluzione allo spareggio di Saragozza (dopo il 2-1 Real e l’1-0 Atletico, all’epoca non c’era la regola dei gol in trasferta): segna Di Stefano, pareggia Collar, infine Puskas segna il gol decisivo. Poi il micidiale triennio recente, tutto sul groppone di Diego Simeone: finale 2014 a Lisbona, 1-0 Atletico (Godin dopo papera di Casillas) che dura fino al 93’, quando Sergio Ramos pareggia di testa, e nei supplementari il Real dilaga fino al 4-1; quarti 2015, 0-0 all’andata in casa Atletico, poi partita troppo difensiva al ritorno, Mandzukic con la fronte che sanguina nella battaglia, e sentenza Real all’88’ col Chicharito Hernandez. Terza puntata nella finale 2016 a Milano: l’Atletico sta meglio ma al cospetto del Real gli vengono i complessi, patisce e va sotto 1-0 (Ramos), nella ripresa recupera con Carrasco, ma cede ai rigori. Da perdere la testa, infatti Simeone medita di mollare tutto, poi ci ripensa. Quello del 10 maggio al ritorno sarà l’ultimo derbi al “Vicente Calderon”, e meno male: è ormai un rudere, neanche più affascinante, spazio al nuovo stadio. Quest’anno il Real ci ha vinto in Liga (3-0, tripletta di Cristiano) quando l’Atletico non era in salute, ma due settimane fa al Bernabeu è stato 1-1, le distanze si erano accorciate. In Champions il Madrid ha segnato 28 gol e ne ha incassati 15, ha tirato in porta 75 volte; l’Atletico 13 gol segnati e 5 subiti, appena 47 tiri: nei numeri c’è tutta l’essenza e diremmo la storia dei due club. Chissà se ora la storia cambierà il suo corso, o se il signor Freud ci spiegherà che certi complessi non passeranno mai, proprio mai.