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 2017  aprile 22 Sabato calendario

Sergej e il suo folle piano sterminare il Borussia Dortmund per farsi ricco in Borsa

L’attentatore del Borussia Dortmund sognava un colpo da Gordon Gekko, da lupo di Wall Street. Puntava a fare montagne di soldi letteralmente col botto e ad arricchirsi come i fighetti pippati in gessato che si inebriano con orge di derivati. Altro che terrorista islamico o hooligan nazi o estremista bolscevico. Per trasformare 70mila euro in una fortuna, per pura ingordigia, Sergej W. ha programmato una strage, quella di un’intera squadra di calcio della Bundesliga. Il ventiseienne di origine russa aveva scommesso sul crollo del titolo del Dortmund. Se l’attacco al pullman non fosse andato storto, avrebbe potuto incassare, secondo alcuni calcoli, quasi quattro milioni di euro. Non avesse un risvolto tragico, da romanzo di Bret Easton Ellis, la storia di Sergej W. sarebbe quella di un cretino. Ha lasciato tracce talmente grossolane che la polizia del Nordreno-Westfalia, non esattamente celebre per le qualità investigative, lo ha beccato. Dopo aver inseguito a vuoto la pista islamica e quella del terrorismo rosso e nero, gli inquirenti si sono arresi ieri a una nuova fattispecie di crimine. Quello senza colore politico del terrorismo finanziario e dell’avidità. Ma l’esito fallimentare dell’attacco, che ha provocato un solo ferito, è stato la tomba dei sogni di gloria di Sergej W. Il titolo del Borussia ha avuto un momento un’incertezza, è sceso un po’, ma non è precipitato. Il “Big Short”, la grande scommessa al ribasso su cui puntava il terrorista russo- tedesco, tanto per citare un capolavoro di Hollywood sulle vendite allo scoperto, è finito in pappa. L’uomo è stato arrestato all’alba di ieri, mentre andava al lavoro. La sua professione da tecnico all’Università di Tubinga, la sua profonda conoscenza dell’elettronica, sono stati ulteriori elementi che hanno insospettito gli inquirenti. Sergej W. deve ora rispondere dell’accusa di aver attentato alla vita di venti persone. E dalle ricostruzioni appare sempre più chiaro che lo speculatore da manicomio criminale ha commesso non uno ma una serie di errori madornali. Il russo-tedesco arriva all’albergo dell’attentato, “L’Arrivée” di Dortmund, un mese prima della partita, probabilmente per un sopralluogo, per capire dove nascondere gli ordigni. Il 3 aprile va in banca e chiede un prestito per fare la sua atroce scommessa finanziaria. Quando torna nell’albergo per compiere la strage, si fa notare al check-in per le lamentele sulla stanza. La vuole assolutamente affacciata sulla strada. E alla fine accetta una camera nel sottotetto, pur di avere la vista sulle bombe e sul passaggio del pullman. Il giorno dell’attacco, il ventiseienne si collega a internet dall’albergo, dettaglio che lo rende rintracciabile fino al centimetro quadro. E investe 78mila euro su opzioni put, in sostanza, scommettendo su un futuro crollo del titolo. Il futuro, ovviamente, pensa di poterlo determinare lui. Alle 19,15 si affaccia dalla finestra della sua camera e fa scoppiare le tre bombe mentre il pullman sta imboccando la prima curva. Tuttavia, la banca con cui ha fatto l’operazione di shorting, Comdirect, ha già ha avvertito la polizia. Teme si tratti di riciclaggio di denaro sporco. Purtroppo è molto peggio, ma l’istituto ha un ruolo chiave per stanare il terrorista. Dopo aver fatto esplodere gli ordigni, Sergej W. scende nella hall e nel mezzo del fuggi fuggi generale, delle sirene della polizia e delle urla, l’uomo si siede nel ristorante, calmissimo, e ordina una bistecca. Come uno psicopatico qualsiasi. Forse per inscenare un finale da vero fighetto di Wall Street, da belva dal sangue freddo. Ma si è fatto notare anche per questo. Come un cretino qualsiasi.