ItaliaOggi, 22 aprile 2017
Diritto & Rovescio
Jean-Luc Mélenchon, ex esponente socialista francese, che ha rotto con i suoi compagni di strada per diventare leader della sinistra estrema, oggi è candidato alle presidenziali. Certo, è rimasto un marxista radicale ma non vuol farlo sapere perché è convinto che, in Francia, ci sono molti elettori che chiedono la giustizia sociale (che Mélenchon, sia pure a parole, elargisce a piene mani) ma ce ne sono altrettanti che non fanno sconti al marxismo, da loro, oggi, considerato una ricetta fallimentare. Da qui la consegna precisa di Mélenchon: ai miei comizi sono bandite le bandiere rosse e i pugni chiusi. Senonché, in occasione del suo recente discorso nella periferia Nord di Parigi, ha attraccato alla banchina del canale di Ourk una chiatta che trasportava una banda di trombe e tromboni accompagnata da un coro che intonava Bandiera rossa. Non in francese, come ci si sarebbe potuti aspettare. Ma in italiano. Glieli avrà mandati D’Alema che è uno specialista in dispetti.