Il Messaggero, 22 aprile 2017
«Bionde e occhi chiari? L’ironia ha più fascino». Intervista a Lunetta Savino
«La bellezza non conta? L’importante è essere belle dentro? Sfatiamo questi luoghi comuni. Sono stupidaggini. La bellezza conta, eccome. Nel mio lavoro, soprattutto agli inizi, è un argomento centrale. Poi, tutto cambia. Certo che prevalgono professionalità e personalità. Ma i primi passi per entrare nel mondo dello spettacolo, li fai meglio se hai le gambe... Lunghe». Lunetta Savino, che vanta un viso tra i più espressivi e mutevoli della televisione, del cinema e del palcoscenico italiani, ha sempre giocato con i suoi lineamenti e con il suo fisico, maltrattando occhi chiari e capelli biondi, in nome dell’ironia.
Si è trasformata nella prof bruttina e maliziosa del cult teatrale Prova orale per membri esterni, poi è diventata Cettina, la cameriera grassottella della gloriosa saga Un medico in famiglia e ora è la mamma, duretta e imprevedibile, politicamente scorretta, di È arrivata la felicità, la serie di Rai1, scritta da Ivan Cotroneo, con Claudia Pandolfi e Claudio Santamaria. E a luglio debutterà al Festival di Napoli, accanto a Barbareschi, in un nuovo testo di Mamet, Il penitente.
Racconti i suoi primi passi nel mondo dello spettacolo: una ragazza carina e preparata che bussava alla porta per lavorare...
«I canoni, qualche anno fa, non erano molto elastici o fantasiosi. O eri la classica bonazza, o ti proponevi con la faccina da pupetta acqua e sapone. Io ero una ragazza carina, avevo studiato, ero già spiritosa, ma i no grazie sono stati parecchi. La storia più divertente è stata quella di un provino che feci per Ofelia, Shakespeare. Mi sentii rispondere dal regista, un nome prestigioso che non rivelo neppure sotto tortura: benissimo, ma non ha il profilo giusto! Profilo? Ma che profilo deve avere Ofelia? L’unica soddisfazione è che l’attrice che presero al posto mio praticamente non lavora più. Sono uno Scorpione, la vendetta ha il suo perché».
Mai frustrazioni?
«Più che provare frustrazione, ho cominciato a domandarmi come mi vedevano gli altri. Io mi guardavo e mi piacevo. E non capivo che cosa non andasse in me. Occhi spiritosi, una figura femminile... Ero sorpresa, ma non mi sono mai scoraggiata».
E alle giovani attrici che oggi si pongono gli stessi interrogativi che cosa consiglia?
«Di tenersi sempre pronte. Essere brave a prescindere da chi e da che cosa decideranno per te. E non dimenticare mai un bel rossetto».
E lei come si teneva pronta?
«A un certo punto mi sono buttata. Con uno spettacolo teatrale spiritosissimo: da sola in scena nei panni di una prof che faceva una strampalata lezione di educazione sessuale. Il testo si chiamava Prova orale per membri esterni. Cominciai in sordina e poi divenne un cult con repliche a oltranza. Non ero più io che andavo a bussare, mi venne a vedere mezza Roma, compresi dirigenti e registi Rai. E così è arrivata Cettina di Un medico in famiglia. Io ero pronta per diventare la cameriera più amata dagli italiani».
Un’altra trasformazione in una donna divertente, non certo mangiauomini.
«Sa qual è il vantaggio di tutto questo? Che quando incontro persone che mi hanno visto soltanto in scena o in qualche film mi sento dire: ma lei è molto più bella dal vivo! Di solito è il contrario. Comunque, battute a parte, all’estero tutte queste barriere non esistono. Pensi a Meryl Streep, bella, brutta, grassa, magra, è una grandissima star. Che si mangia tutti, mica soltanto gli uomini».
Nel suo lavoro saper sedurre è comunque fondamentale: lei come seduce?
«Io al mio aspetto ci tengo molto. E con l’età, e diciamolo, qualche soldino in più rispetto al passato, il gusto si affina. Credo che a un certo punto si acquisisca una consapevolezza di sé, fondamentale per proporti nel modo giusto. Insomma, per arrivare a sentirsi belle ci vogliono tempo e pazienza».
Lei come si propone?
«Punto sull’eleganza. Degli abiti e non solo. La seduzione passa anche per come parli, come ti siedi: io, non proprio come Sharon Stone. Ma lo scatto sta nell’intelligenza di capire chi hai davanti. E di capire che se non va, giri l’angolo e... Amen!».
Niente palestre, cure estetiche, diete ferree...
«Faccio anche io esercizio fisico: dei bei bagni con i sali, qualche massaggio, una passeggiata. Credo che lo sguardo di una donna che si vuole bene e che si prende cura del proprio corpo, con piacere e senza strazio, sia molto accogliente e molto sensuale».
Dopo anni sul set avrà ormai una discreta disinvoltura con trucco e parrucco. Consigli?
«Ogni professionista ha il suo metodo, i suoi modi, i suoi pennelli. Il fondotinta, poco, non manca mai. Anche se per me sono fondamentali la bocca e le sopracciglia. Il rossetto è d’obbligo, così come una bella cornice per gli occhi».
E i famosi ritocchini dal chirurgo estetico?
«Non giudico nessuno, ma trovo che siano, soprattutto nella carriera di un’attrice, pericolosissimi. Non puoi più interpretare persone reali, personaggi storici. Se ti modifiche il viso finisci per recitare solo il ruolo della rifatta».