la Repubblica, 22 aprile 2017
Arkansas, via al boia prima che scada il farmaco letale
NEW YORK Ledell Lee è stato “dichiarato morto” quattro minuti prima della mezzanotte di venerdì. La sua è stata la prima esecuzione capitale in Arkansas da 12 anni. Accusato di avere ucciso con feroce violenza Debra Reese nel 1993, Lee era stato detenuto nel “braccio della morte” per più di 20 anni. Quei quattro minuti prima della mezzanotte erano l’ultimo tempo utile, l’ultima “finestra di opportunità” concessa dal tribunale. Fino all’ultimo una folla di manifestanti si era riunita davanti alla residenza del governatore a Little Rock, per chiedere la sospensione dell’esecuzione.
Prima della sua, tre esecuzioni erano state sospese dai giudici, ma lo Stato dell’Arkansas conta di portarle a termine prima della fine del mese, quando il farmaco utilizzato sarà scaduto. La “corsa contro il tempo” dell’Arkansas è l’ultimo terreno di scontro tra fautori e oppositori della pena capitale in America. Con un bilancio tutto sommato a favore dei secondi. Malgrado l’intervento della Corte suprema, che ha “inaugurato” la nuova maggioranza di destra proprio autorizzando l’esecuzione di Lee, la tendenza da molti anni a questa parte indica una regressione. Nel tentativo di salvare in extremis Lee, gli attivisti umanitari e le tante ong che si battono contro le condanne a morte avevano esplorate tutte le strade possibili. Avevano convinto la casa farmaceutica che produce il “cocktail letale” ad opporsi al suo uso. Avevano ottenuto da un tribunale una sospensiva per la sofferenza eccessiva provocata da quel farmaco (anche se la condanna a morte è legale, tuttavia la Costituzione proibisce “castighi crudeli”).
Infine c’era stato un estremo tentativo di riaprire il processo a Lee sulla base di nuove prove che la sua condanna era giunta al termine di un procedimento viziato da vari errori. Di tribunale in tribunale il caso dell’Arkansas è approdato anche al massimo organo costituzionale, ed è stato uno dei primi test dopo la nomina di Neil Gorsuch, il giudice scelto da Donald Trump per riempire un seggio vacante da un anno. Con Gorsuch si è ripristinata la maggioranza di destra, 5 giudici repubblicani contro 4 democratici, e il risultato si è visto subito: la Corte suprema ha respinto il ricorso che tentava di bloccare le esecuzioni nell’Arkansas invocando il divieto costituzionale di “punizioni crudeli”. Nell’insieme degli Stati Uniti però le esecuzioni continuano a calare, dal massimo di 315 nel 1996 alle 30 dell’anno scorso. Una spiegazione è il cambio di atteggiamento dell’opinione pubblica: la percentuale favorevole alla condanna a morte è ai minimi dal 1976, l’anno in cui fu reintrodotta dalla Corte suprema.