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 2017  aprile 22 Sabato calendario

Cronache molecolari

Nel bolognese prosegue la caccia al russo Igor Vaclavic, la belva, il diabolico Zelig, il 41enne che i giornali hanno poi scoperto non essere russo bensì serbo e non chiamarsi Igor Vaclavic bensì Ezechiele Norberto Feher, l’assassinio che la stampa nel timore di esagerare ha descritto come ricercato in Serbia, ex armata rossa, disertore dei servizi siberiani, rapinatore con arco e frecce, gigolò in Spagna, chierichetto in galera, confinato sui monti cinesi con una tribù, e ora braccato da 800 uomini tra paracadutisti, cecchini, reduci dall’Afghanistan, specialisti in droni e in Dna, elicotteri con gli infrarossi, un sensitivo, cani molecolari (nessuno ha capito che cazzo siano) e che, sempre citando testualmente i giornali, faceva 12mila addominali al giorno, usava ideogrammi cinesi, si cuciva le ferite, dorme nelle tane delle volpi (che sono larghe 20 centimetri) e sopravvive cibandosi di bacche, radici, cicoria, germogli di Vitalba, insetti, anguille, galline rubate, gatti e probabilmente cheesburger. «Una creatura tra l’umano e l’indicibile, una sorta di oscura, feroce divinità» (Repubblica) che è in grado di uccidere chiunque con una roncola (anche se gli omicidi li ha fatti con una pistola) e che pare imprendibile, ma difficilmente potrà sfuggire anche alla segugia di «Report» Alessandra Borella, quella che non ha potuto intervistare Roberto Burioni, l’esperto di vaccini, perché non aveva il suo numero di telefono.