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 2017  aprile 22 Sabato calendario

Van bene gli agnelli, ma i polli?

La vigilia di Pasqua è stata tormentata per gli appelli di vegani, vegetariani e animalisti vari a difesa degli agnellini destinati al macello. Anche la signora Boldrini e Berlusconi hanno partecipato alla campagna. Non capisco perché vengano trascurati i polli. Sarà perché sono meno fotogenici? La Süddeutsche Zeitung ha dedicato ben due pagine della sezione Scienze alle galline e ai galli, con foto bellissime.
Polli di razza, come dire fuoriserie, e polli proletari, da pollai nostrani. Non basta: la battuta «stupido come un pollo» è ingiusta. I pennuti di cui divoriamo le uova sono molto intelligenti: sanno fare di calcolo, leggono le emozioni dei loro compagni, e amano i loro piccoli che distinguono da quelli degli altri. Gli agnelli saranno candidi e belli ma un pollo qualunque è più intelligente. Tenere un capretto in casa è un po’ difficile, anche per la signora Boldrini. Un pollo non dà problemi, purché si abbia un giardino, o un piccolo terrazzo.
Sempre il giornale di Monaco, in prima pagina, rivela che è possibile persino prendersi un pollo in affitto, meglio un paio perché soffrono la solitudine. In leasing, come un’auto. Serve non solo ad avere uova fresche. I polli, nonostante i pregiudizi, sono animali casalinghi: affettuosi, non hanno pretese sul vitto, occupano poco spazio, e non vogliono andare a passeggio all’alba e al tramonto come i cani. I bambini che non conoscono la campagna, grazie a una gallina, potranno cominciare ad amare il mondo animale. Non è detto che da adulti diventeranno vegani, ma non è questo il problema. Ci sono bambini oggi che non hanno mai visto una mucca, e pensano che il latte venga prodotto in tetrapack. Non hanno mai visto un pollaio e ignorano come le uova giungano sul loro piatto a colazione.
I contadini tedeschi hanno cominciato ad offrire in affitto galline e galli ai cittadini. L’idea è venuta a Michael Lüft, proprietario di un grande allevamento di polli a Seligenstadt, nei pressi di Francoforte, che ha lanciato il programma «Rent a Huhn». Fornisce un servizio tutto completo: trasporto dei volatili, del pollaio, dei distributori automatici di cibo, e di acqua, e di una rete di 25 metri. Il prezzo è di 66 euro alla settimana per cinque polli. Lüft consegna il pollaio in tutta la Germania, e fornisce i consigli necessari ai principianti. Tra i suoi clienti non solo famiglie, anche asili infantili e scuole. Un pollo permette di dare lezioni pratiche e divertenti ai bambini di città. È importante che vedano quanta fatica e organizzazione occorre affinché venga prodotto l’uovo che divorano fritto, o strapazzato.
Lüft, scrive la Süddeutsche, ha a disposizione 600 galline e 55 pollai. In media la metà è sempre affittata da qualche parte, perfino in Austria. La richiesta è alta, e bisogna prenotare per tempo. Inevitabile che Lüft sia stato attaccato dagli animalisti, mai contenti, che lo accusano di sfruttare i polli. Li sottopone, denunciano, a uno stress continuo spedendoli in giro e mettendoli in contatto sempre con nuovi esseri umani. «Ma loro sono felici di viaggiare, assicura Lüft, e se una gallina o un gallo dimostra di non gradire il camioncino, lo lascio a casa». I polli sono in grado di comunicare i loro desideri. Preferiscono andare ospiti da famiglie con bambini che vogliono giocare con loro, invece di annoiarsi nel solito pollaio.