Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
Ieri al Senato Monti ha parlato una quarantina di minuti. S’è poi svolto un dibattito e alla fine il governo ha incassato la più ampia fiducia della storia: 281 sì e 25 no (la Lega). Il dibattito ha avuto un effetto benefico sullo spread, sceso sotto i 500 punti (mentre i titoli francesi e spagnoli venivano bersagliati: quelli francesi infrangendo la soglia dei 200 punti, quelli spagnoli la soglia dei 500). Niente da fare invece per piazza Affari, sotto dell’1,87%. Del resto sono andate giù tutte le Borse.
• Ho visto in televisione il passaggio in cui Monti
giurava di non essere il rappresentante dei cosiddetti poteri forti.
Molto spettacolare. «Permettemi di rassicurarvi totalmente.
Quando a me è capitato di essere commissario europeo a Bruxelles non sono
sicuro che le grandi multinazionali mi abbiano colto come un loro devoto e
disciplinato servitore e per quanto riguarda le potenze europee vorrei dire che
di nuovo in quelle funzioni ho avuto l’occasione e il piacere di fare la mia
parte in antitersi ai governi dei maggiori paesi europei quando capitava che
non rispettassero le norme». È vero: Monti fece la guerra a General Electric e
a Microsoft. Queste sua rassicurazioni, tuttavia, non faranno certamente
cessare le polemiche. Specialmente Giuliano Ferrara è scatenato.
• Metterà o no la patrimoniale? Che ha detto su questo?
Le frasi chiave son «[per abbattere le aliquote si dovrà
prestare] particolare attenzione al monitoraggio della ricchezza accumulata (ho
detto monitoraggio della ricchezza accumulata) e non solo ai redditi prodotti».
È piuttosto chiar la “ricchezza accumulata” sono i risparmi tradotti nel
possesso delle cose, immobili, conti correnti, barche, auto ecc. Monitorando la
ricchezza accumulata ci si preparerà intanto a valutarne la coerenza con i
redditi. E poi anche a tassarla, come si capisce poco dop «Intendiamo
riesaminare il prelievo sulla ricchezza immobiliare… Una riduzione del peso
delle imposte e dei contributi che gravano sul lavoro e sull’attività
produttiva, finanziata da un aumento del prelievo sui consumi e sulla
proprietà, sosterrebbe la crescita senza incidere sul bilancio pubblico». Cioè,
si potrebbe finanziare l’abbassamento delle aliquote Irpef aumentando, per
esempio, di un altro punto l’Iva («un aumento del prelievo sui consumi») e
tassando le case («un aumento del prelievo sulla proprietà»). Monti si è
soffermato sul fatto che le le case italiane sono molto poco tassate rispetto a
quelle straniere. Non ha fornito dati, che posso darle invece i 2,1% del Pil
in Italia, 3,1% negli Usa, 4,5% in Gran Bretagna. La reintroduzione dell’Ici
(tre miliardi e mezzo di gettito secondo Tremonti) è piuttosto probabile. Monti
definisce la sua abolizione «una peculiarità, se non un’anomalia, del nostro
ordinamento tributario». Annunciato anche il piano di dismissioni da 5 miliardi
l’anno.
• E le pensioni?
Le toccherà, anche se nel nostro sistema pensionistico
«l’età del pensionamento è superiore a quella dei lavoratori tedeschi e
francesi». Ma vi sono ancora «ampie disparità di trattamento tra diverse
generazioni e categorie di lavoratori, nonché da aree ingiustificate di
privilegio.»
• Riforma del mercato del lavoro?
Succederà qualcosa anche qui, e più nel senso di
Marchionne che nel senso della Fiom. Monti vuole allontanarsi da «un mercato
duale dove alcuni sono troppo tutelati mentre altri sono totalmente privi di
tutele e assicurazioni in caso di disoccupazione». Qui siamo nella filosofia di
Ichino, il democratico tanto aborrito dai suoi stessi compagni di partito. Il
punto davvero caldo è quest «Intendiamo perseguire lo spostamento del
baricentro della contrattazione collettiva verso i luoghi di lavoro, come ci
viene chiesto dalle autorità europee e come già le parti sociali hanno iniziato
a fare». Più avanti nel suo discorso, Monti ha reclamato esplicitamente una
maggiore mobilità. Sono parole, per alcuni, davvero scandalose.
• E la casta? La colpisce o no?
«Di fronte ai sacrifici che sono stati e che
dovranno essere richiesti ai cittadini sono ineludibili interventi volti a
contenere i costi di funzionamento degli organi elettivi». Si direbbe che Monti
è pronto a tagliare anche le province: «Il riordino delle competenze delle
Province può essere disposto con legge ordinaria. La prevista specifica
modifica della Costituzione potrà completare il processo, consentendone la
completa eliminazione». «Il tentativo che ci proponiamo di compiere, onorevoli
senatori, e che vi chiedo di sostenere è difficilissimo – ha detto alla fine -
Altrimenti ho il sospetto che non mi troverei qui oggi.»
[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 18 novembre 2011]
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