Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  novembre 18 Venerdì calendario

Ieri al Senato Monti ha parlato una quarantina di minuti. S’è poi svolto un dibattito e alla fine il governo ha incassato la più ampia fiducia della storia: 281 sì e 25 no (la Lega)

Ieri al Senato Monti ha parlato una quarantina di minuti. S’è poi svolto un dibattito e alla fine il governo ha incassato la più ampia fiducia della storia: 281 sì e 25 no (la Lega). Il dibattito ha avuto un effetto benefico sullo spread, sceso sotto i 500 punti (mentre i titoli francesi e spagnoli venivano bersagliati: quelli francesi infrangendo la soglia dei 200 punti, quelli spagnoli la soglia dei 500). Niente da fare invece per piazza Affari, sotto dell’1,87%. Del resto sono andate giù tutte le Borse.

  • Ho visto in televisione il passaggio in cui Monti giurava di non essere il rappresentante dei cosiddetti poteri forti.
Molto spettacolare. «Permettemi di rassicurarvi totalmente. Quando a me è capitato di essere commissario europeo a Bruxelles non sono sicuro che le grandi multinazionali mi abbiano colto come un loro devoto e disciplinato servitore e per quanto riguarda le potenze europee vorrei dire che di nuovo in quelle funzioni ho avuto l’occasione e il piacere di fare la mia parte in antitersi ai governi dei maggiori paesi europei quando capitava che non rispettassero le norme». È vero: Monti fece la guerra a General Electric e a Microsoft. Queste sua rassicurazioni, tuttavia, non faranno certamente cessare le polemiche. Specialmente Giuliano Ferrara è scatenato.

Metterà o no la patrimoniale? Che ha detto su questo?
Le frasi chiave son «[per abbattere le aliquote si dovrà prestare] particolare attenzione al monitoraggio della ricchezza accumulata (ho detto monitoraggio della ricchezza accumulata) e non solo ai redditi prodotti». È piuttosto chiar la “ricchezza accumulata” sono i risparmi tradotti nel possesso delle cose, immobili, conti correnti, barche, auto ecc. Monitorando la ricchezza accumulata ci si preparerà intanto a valutarne la coerenza con i redditi. E poi anche a tassarla, come si capisce poco dop «Intendiamo riesaminare il prelievo sulla ricchezza immobiliare… Una riduzione del peso delle imposte e dei contributi che gravano sul lavoro e sull’attività produttiva, finanziata da un aumento del prelievo sui consumi e sulla proprietà, sosterrebbe la crescita senza incidere sul bilancio pubblico». Cioè, si potrebbe finanziare l’abbassamento delle aliquote Irpef aumentando, per esempio, di un altro punto l’Iva («un aumento del prelievo sui consumi») e tassando le case («un aumento del prelievo sulla proprietà»). Monti si è soffermato sul fatto che le le case italiane sono molto poco tassate rispetto a quelle straniere. Non ha fornito dati, che posso darle invece i 2,1% del Pil in Italia, 3,1% negli Usa, 4,5% in Gran Bretagna. La reintroduzione dell’Ici (tre miliardi e mezzo di gettito secondo Tremonti) è piuttosto probabile. Monti definisce la sua abolizione «una peculiarità, se non un’anomalia, del nostro ordinamento tributario». Annunciato anche il piano di dismissioni da 5 miliardi l’anno.

E le pensioni?
Le toccherà, anche se nel nostro sistema pensionistico «l’età del pensionamento è superiore a quella dei lavoratori tedeschi e francesi». Ma vi sono ancora «ampie disparità di trattamento tra diverse generazioni e categorie di lavoratori, nonché da aree ingiustificate di privilegio.»

Riforma del mercato del lavoro?
Succederà qualcosa anche qui, e più nel senso di Marchionne che nel senso della Fiom. Monti vuole allontanarsi da «un mercato duale dove alcuni sono troppo tutelati mentre altri sono totalmente privi di tutele e assicurazioni in caso di disoccupazione». Qui siamo nella filosofia di Ichino, il democratico tanto aborrito dai suoi stessi compagni di partito. Il punto davvero caldo è quest «Intendiamo perseguire lo spostamento del baricentro della contrattazione collettiva verso i luoghi di lavoro, come ci viene chiesto dalle autorità europee e come già le parti sociali hanno iniziato a fare». Più avanti nel suo discorso, Monti ha reclamato esplicitamente una maggiore mobilità. Sono parole, per alcuni, davvero scandalose.

E la casta? La colpisce o no?
«Di fronte ai sacrifici che sono stati e che dovranno essere richiesti ai cittadini sono ineludibili interventi volti a contenere i costi di funzionamento degli organi elettivi». Si direbbe che Monti è pronto a tagliare anche le province: «Il riordino delle competenze delle Province può essere disposto con legge ordinaria. La prevista specifica modifica della Costituzione potrà completare il processo, consentendone la completa eliminazione». «Il tentativo che ci proponiamo di compiere, onorevoli senatori, e che vi chiedo di sostenere è difficilissimo – ha detto alla fine - Altrimenti ho il sospetto che non mi troverei qui oggi.»

[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 18 novembre 2011]