Marco Bresolin, La Stampa 18/11/2011, 18 novembre 2011
MONTI "ECCO I MIEI PILASTRI" - IL DISCORSO AL SENATO
Uno dei capitoli più delicati è quello relativo alle pensioni. L’Ue chiede di abolire quelle di anzianità e la ricetta del neo-ministro Fornero potrebbe prevedere l’introduzione di una fascia flessibile di uscita che vada dai 63 ai 70 anni. Per quanto riguarda la rimozione delle «disparità», sono quattro gli aspetti su cui bisognerà intervenire: estensione del metodo contributivo pro rata a tutti, adeguamento delle aliquote a carico dei lavoratori tra autonomi e dipendenti, uniformità di trattamento per uomini e donne e abolizione delle «aree ingiustificate di privilegio» (che potrebbe riguardare il vitalizio dei parlamentari oppure interventi sulle casse privatizzate).
Come già anticipato, Monti intende reintrodurre l’Ici sulla prima casa (una misura che, secondo i calcoli fatti da Tremonti, porterebbe circa 3,5 miliardi nelle casse dello Stato). In realtà il premier vuole arrivare a ricavare 10 miliardi di euro dalla tassazione della ricchezza immobiliare («che risulta al confronto con gli altri Paesi particolarmente bassa», ha sottolineato), introducendo quindi una nuova imposta che di fatto sarà più simile all’Imu. Per questo, tra le novità, è prevedibile anche una revisione delle rendite catastali per il calcolo delle aliquote, magari aumentandole in modo progressivo in rapporto al numero di case possedute.
La crescita, ha sottolineato Monti, deve passare da un aumento della concorrenza, raggiungibile con un riordino della disciplina delle professioni «dando attuazione a quanto previsto nella legge di stabilità in materia di tariffe minime». Tra le strategie c’è il rafforzamento degli strumenti d’intervento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato «in caso di disposizioni legislative o amministrative che abbiano effetti distorsivi della concorrenza». Altro obiettivo è la riduzione dei tempi della giustizia civile («attraverso la riduzione delle sedi giudiziarie») e la rimozione degli ostacoli alla crescita delle dimensioni delle imprese («attraverso la delega fiscale»).
Per quanto riguarda il capitolo dismissioni, il premier ha confermato che entro aprile 2012 verrà definito l’elenco dei cespiti immobiliari che si intende dismettere. Poi verrà stilato un calendario «puntuale» per i successivi passi del piano, che dovrebbe portare circa 5 miliardi di euro nel prossimo triennio. Nel discorso, però, ha fatto riferimento soltanto al patrimonio pubblico immobiliare e non ha parlato direttamente di cessione di quote pubbliche di società partecipate. Ha invece sottolineato l’esigenza di un maggiore coinvolgimento dei capitali privati nella realizzazione di infrastrutture, intervenendo sulla regolamentazione del project financing. Eliminare i vincoli che impediscono ai giovani di sfruttare le potenzialità in base al merito individuale (anche con «interventi mirati sulle scuole» per «accrescere i livelli di istruzione della forza lavoro») e assicurare la piena inclusione delle donne nel lavoro. Per fare questo il governo intende favorire la conciliazione tra vita familiare e lavoro, promuovendo la condivisione delle responsabilità legate alla maternità e - questa è la novità - studiando una tassazione preferenziale per le donne. Il premier ha parlato della necessità di «interventi incisivi» per la lotta all’evasione fiscale. Tra tutti, l’abbassamento della soglia per l’uso del contante (attualmente fissata a 2.500 euro, potrebbe essere ridotta di 200-300 euro) per favorire l’uso della moneta elettronica. Inoltre ci saranno un’accelerazione per permettere alle diverse amministrazioni di condividere le informazioni e un potenziamento degli strumenti di misurazione induttiva del reddito.
La finalità è l’aumento del gettito fiscale, ma anche la riduzione delle aliquote. Questo passerà attraverso un abbassamento della tassazione per le imprese e per i redditi da lavoro, che sarà «finanziata» da un maggiore prelievo sui consumi e sulla proprietà. Per questo è prevedibile un aumento dell’Iva agevolata (dal 10% all’11%?) e soprattutto l’introduzione di una patrimoniale sui grandi patrimoni (il 5 per mille per quelli oltre il milione di euro).
Monti ha invitato chi ricopre cariche elettive e i dirigenti di nomina politica delle società partecipate ad agire con «sobrietà» e a contenere i costi. Annunciando una spending review del Fondo unico della Presidenza del Consiglio, ha confermato di voler abolire le Province (dopo un riordino delle loro competenze) e di voler riorganizzare i servizi nei Comuni di piccole dimensioni, in modo da favorire la loro gestione integrata.
Il governo intende proseguire con lo spostamento del baricentro della contrattazione collettiva verso i luoghi di lavoro, facilitando il reinserimento nel mercato del lavoro e superando le incertezze che scoraggiano le imprese ad assunzioni a tempo indeterminato (licenziamenti per motivi economici?). Si vogliono inoltre riformare gli ammortizzatori sociali (maggiore sostegno alla disoccupazione), proseguendo con il contrasto al sommerso.
(a cura di Marco Bresolin)