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 2011  novembre 18 Venerdì calendario

Notizie tratte da: Joshua Foer, L’arte di ricordare tutto, Longanesi 2011, pp. 343, 19,90 euro.L’ATOMO INDISTRUTTIBILE

Notizie tratte da: Joshua Foer, L’arte di ricordare tutto, Longanesi 2011, pp. 343, 19,90 euro.

L’ATOMO INDISTRUTTIBILE. Joe Greennstein è “l’Atomo indistruttibile”, il forzuto ebreo americano alto 1,64 che nel 1920 si era guadagnato questo soprannome grazie ad alcune imprese illuminanti, tipo spezzare a metà quarti di dollaro con un morso, oppure sdraiarsi su un letto di chiodi e reggere sul petto una band Dixieland di quattordici elementi che suonavano.

I CAMPIONI DI INTELLIGENZA. A New York c’era un tizio con un QI di 228 e che uno scacchista ungherese aveva giocato, bendato, cinquantadue partite contemporaneamente. C’era l’indiana che sapeva calcolare a mente la radice alla trentatreesima di un numero di duecento cifre in cinquanta secondi, e il tizio che sapeva risolvere un cubo di Rubik a quattro dimensioni, qualunque cosa fosse.

BEN PRIDMORE. Memorizza in un’ora 1528 cifre a caso rispettandone l’ordine e, per far colpo sui lettori appassionati di materie umanistiche, qualunque poesia gli dessero da imparare. In soli trentatre secondi memorizza un mazzo di carte nell’ordine esatto in cui sono state scoperte e, in cinque minuti, gli avvenimenti storici di novantasei date. Ricorda anche cinquantamila numeri decimali del pi greco.

GARE PREVISTE AL CAMPIONATO MONDIALE DI MEMORIA DEGLI STATI UNITI. Per prima cosa i concorrenti dovevano imparare a memoria una poesia inedita di cinquanta versi intitolata L’arazzo del mio essere. Poi, in un quarto d’ora, dovevano memorizzare il maggior numero possibile di novantanove nomi e cognomi abbinati ad altrettanti volti riprodotti in foto. Dopo di che, avevano altri quindici minuti per registrare un elenco di trecento parole a caso, cinque minuti per una pagina di un migliaio di cifre, sparate a caso e distribuite su venticinque righe, quaranta per ciascuna, e altri cinque minuti per imparare l’ordine con cui erano state scoperte le carte di un mazzo.

TEMISTOCLE. Lo statista ateniese era riuscito a ricordare i nomi di ventimila ateniesi.

QUOZIENTE CREATIVO. Tony Buzan, 77 anni, educatore inglese, è l’uomo con il quoziente creativo più alto del mondo. Ogni mattina percorreva dai sei a dieci chilometri vogando sul Tamigi e stava molto attento a consumare verdure e pesce, alimenti «salutari per il cervello». «Cibo spazzatura uguale cervello spazzatura. Cibo sano uguale cervello sano». Quando parlava gesticolava con una precisione così raffinata e un uso sapiente delle pause che doveva essersi esercitato davanti a uno specchio. Camminava scivolando sul pavimento come un disco da hockey sul ghiaccio. Buzan istituì il campionato del mondo della memoria nel 1991.

LA STORIA DI Sˆ. Giovane giornalista russo, era in grado di memorizzare complesse formule matematiche senza conoscere minimamente questa disciplina, la poesia italiana senza parlare italiano e persino le espressioni tipiche di un gergo qualsiasi. La cosa più straordinaria però, era che nella sua memoria le informazioni rimanevano inalterate nel tempo. S era immune alle regole della curva dell’oblio per cui la presa della memoria sul nuovo dato acquisito a poco a poco comincia ad allentarsi e alla fine lo lascia andare. S soffriva di un raro disturbo della percezione noto come sinestesia. I suoni per lui evocano le immagini. La malattia rendeva vivi i numeri, ma l’uomo faticava a comprendere concetti astratti e metafore. Per lui la poesia era pressoché illeggibile, almeno non fosse letterale.

INGHILTERRA. «L’Inghilterra è il Paese dove la gente preferisce passare il tempo a imparare le cose a memoria invece di dedicarsi a una vita sociale attiva» (Ed Cooke, che insegna a una marea di sedicenni come servirsi delle tecniche mnemoniche per superare gli esami).

OCCHI. Elizabeth, una studentessa di Harvard, aveva compiuto un’impresa sbalorditiva. Lo psicologo della visione Charles Stromeyer III, nel 1970 aveva mostrato all’occhio destro della ragazza una configurazione di diecimila punti disposti in modo casuale e, a distanza di un giorno, aveva fatto aveva fatto vedere all’occhio sinistro un secondo motivo a punti analogo al primo. Incredibilmente, Elizabeth era riuscita a fondere a mente le due immagini e a creare una specie di auto stereogramma a punti casuali, come quelli della serie «Magic Eye» che andava tanto di moda negli anni Novanta, e aveva affermato di riuscire a vedere un’immagine nuova sovrapponendo le due configurazioni.

TALMUD. Gli ebrei ultraortodossi imparavano a memoria tutte le 5422 pagine del Talmud babilonese con tanta precisione che, se qualcuno avesse infilato uno spillo nei sessantatre trattati talmudici loro avrebbero saputo dire quale parola era stata trafitta in ogni pagina.

TASSISTI. Per ottenere la licenza dal London’s Public Carriage Office gli aspiranti tassisti devono memorizzare – compito che richiede dai due ai quattro anni – l’ubicazione e il senso di marcia delle 25000 strade che compongono l’enorme ed enormemente confusa metropoli, nonché la posizione di 1400 punti di riferimento. Il tirocinio culmina in un esame scoraggiante e tristemente famoso come «la Conoscenza», in cui ai candidati non è richiesto soltanto di tracciare la via più breve tra due punti dell’area metropolitana, ma anche di citare i luoghi di interesse disseminati lungo il percorso. Di solito tre persone su dieci ottengono la licenza.
KL7. È una società segreta di mnemonismi fondata a Kuala Lumpur nel 2003 durante una gara di memoria. KL non sta per Kuala Lumpur, ma per Knights of Learning, i cavalieri del sapere, e il sette indica il numero dei soci fondatori. Viene considerata dagli addetti ai lavori come una organizzazione internazionale per lo sviluppo dell’istruzione. Il fondo della società ammonta a circe 1000 dollari e la società non ha mai combinato molto, fatta eccezione per qualche sbronza collettiva la sera dopo le competizioni mnemoniche.

IL PARADOSSO DEL PANETTIERE. Baker in inglese significa “panettiere” ed è anche un cognome molto diffuso. Ecco il paradosso: un ricercatore mostra a due persone la foto di un volto e dice a uno dei due che il tizio fotografato è un baker, cioè un panettiere, e all’altro dice che la persona in questione si chiama Baker di cognome. Due giorni dopo il ricercatore fa vedere alla stessa coppia la stessa foto e chiede loro la parola abbinata. La persona informata della professione dell’uomo in foto ha più probabilità di ricordarsela di quella a cui è stato indicato soltanto il cognome. Perché? Stessa foto. Stessa parola. Diversa quantità di dati memorizzati. Se vi dicono che l’uomo nella foto è un panettiere vi si ricollegano automaticamente nella mente una serie di idee preesistenti relative a quel mestiere.

L’ESPERIMENTO DI ERICSSON E CHASE. L’esperimento si serve della tecnica chiamata chunking. È u sistema con cui si diminuisce il numero di dati da ricordare aumentando le dimensioni di ogni dato. Il chunking è la ragione per cui i numeri telefonici sono divisi in blocchi di due cifre per poi aggiungerci il prefisso e il motivo per cui i numeri delle carte di credito sono divisi a gruppi di quattro. Inoltre il chunking è una delle ragioni per cui spesso gli esperi hanno una memoria eccezionale. In effetti si tratta di prendere alcune informazioni apparentemente prive di significato e di reinterpretarle alla luce di altre già immagazzinate nella memoria a lungo termine.

L’UOMO PIU’ SMEMORATO DEL MONDO. EP, 84 anni, tecnico di laboratorio in pensione. Capelli bianchi divisi al centro da una scriminatura e un paio di orecchie insolitamente lunghe. È un bell’uomo, simpatico e affidabile che ride spesso. Ha una discreta conoscenza del mondo e un QI di 103. La sua memoria a breve termine è intatta. Ma ricorda solo l’infanzia, il servizio nella Marina mercantile e la seconda guerra mondiale. Ma per lui la benzina costa ancora un quarto di gallone al dollaro e l’uomo non ha mai messo piede sulla Luna. In seguito a un virus dai lobi temporali mediali di EP sono scomparse due porzioni di materia cerebrale delle dimensioni di una noce e, insieme a esse, la maggior parte della sua memoria. Quando lo informano che gli sono nati dei nipoti, ogni volta gli si riempiono gli occhi di lacrime, ma un attimo dopo ha già dimenticato la loro esistenza. EP si interessa realmente a qualcuno o a qualcosa fintanto che riesce a mantenere l’attenzione. Di solito si sveglia, fa colazione e si rimette a letto ad ascoltare la radio. Non appena torna a infilarsi sotto le lenzuola, non sa più se ha fatto colazione o se si è appena svegliato. Spesso fa una seconda colazione e torna a letto ad ascoltare la radio. Ci sono mattine in sui fa colazione anche la terza volta. «Quanti anni hai EP?», e lui «Vediamo, cinquantanove o sessanta». EP ne ha 84.

MALATTIA/1 (ENCEFALITE). Clive Wearing, ex produttore musicale della BBC, nel 1985 si ammalò di encefalite erpetica. La sua mente è diventata un colabrodo. Ogni volta che saluta la moglie è come se non la vedesse da vent’anni. Le lascia in segreteria messaggi strazianti. Tiene anche un diario dove registra in maniera meticolosa e tangibile il suo tormento quotidiano. Ma non si fida di niente e di nessuno, nemmeno delle pagine che ha scritto lui stesso: tutti gli elementi della sua vita gli sembrano estranei.

MALATTIA/2 (EPILESSIA). Henry Molaison, noto come HM, trascorse gran parte della sua vita in una casa di cura nel Connecticut. DA bambino, appena a nove anni, HM si ammalò di epilessia per una brutta caduta dalla bicicletta. A ventisette anni aveva numerose crisi a settimana che lo rendevano inabile a una vita normale. Così il neurochirurgo William Scoville pensò di alleviare i suoi sintomi sottoponendolo in via sperimentale a un’ablazione di quella parte del cervello che lui riteneva responsabile della malattia. Nel 1953 mentre Hm giaceva perfettamente cosciente sul tavolo operatorio, Scoville praticò due fori proprio sopra gli occhi del paziente. Il chirurgo sollevò la parte frontale del cervello con una piccola spatola metallica e con una cannuccia di metallo aspirò buona parte dell’ippocampo e dei lobi temporali mediali adiacenti. L’operazione ridusse il numero delle crisi epilettiche, ma ebbe un tragico effetto collaterale:. Non ci volle molto a capire ch HM era stato derubato della sua memoria.

COMMENSALI. La tecnica di Simonide. Secondo la leggenda nel V secolo a.C. in Tessaglia il poeta Simonide di Ceo si ritrovò in mezzo alle macerie di una grande sala da banchetti che era appena crollata. Quando il poeta chiuse gli occhi e ricostruì nell’immaginazione l’edificio sbriciolato, si accorse di ricordare alla perfezione il posto che avevano occupato gli ospiti della sventurata cena. Non aveva fatto nessuno sforzo cosciente per memorizzarla, nondimeno la disposizione della stanza aveva lasciato un’impressione duratura nella sua memoria. Si pensa che con questa semplice osservazione, Simonide abbia inventato la tecnica che gettò le fondamenta della futura arte della memoria.

ESEMPI DEL PASSATO. Il re Ciro chiamava per nome tutti i soldati della sua armata, Scipione tutti gli individui del popolo romano; Cinèa, ambasciatore del re Pirro, tutti i senatori e i cavalieri di Roma, il giorno seguente al suo arrivo in città. Il greco Charmadas recitava, come se stesse leggendoli, i libri che gli venivano indicati all’interno di una biblioteca. Seneca il Vecchio sapeva ripetere duemila nomi nell’ordine esatto in cui gli erano stati elencati. Sant’Agostino sostiene che l’amico Simplicio conoscesse memoria le opere di Virgilio.

CASE DI LUSSO. Scott Hagwood, quattro volte campione statunitense della memoria, per immagazzinare i dati usa le case di lusso descritte da Architectural Digest.

PARTI DEL CORPO. Il dottor Yip Swee Chooi, l’effervescente campione malese, per memorizzare le 56000 parole contenute nelle 1774 pagine del dizionario cinese-inglese di Oxford si servì delle parti del proprio corpo.

LA RICETTA DI ED. Ed, organizzatore dei campionati di memoria statunitensi, distribuisce ai partecipanti un foglio con la sua auto descrizione in terza persona: «Irriverente, irascibile, pronto a tutto. Sveglia all’alba, yoga, salto con la corda, alimentazione fitonutriente (compresi mirtilli e olio di fegato di merluzzo), quattro ore di addestramento, due bicchierini vino al giorno (per l’alta quantità di potassio presente nei terreni della Francia meridionale dove si produce il Languedoc-Rousillon), mezz’ora di meditazione ogni sera al tramonto e un blog».

DECATHLON. Il campionato di memoria statunitense si compone di sole cinque gare, nessuna delle quali dura più di un quarto d’ora, ma per indicare il Campionato del mondo della memoria si usa spesso l’appellativo «decathlon della mente». Le dieci gare, denominate «discipline», sono distribuite su tre giorni estenuanti e ciascuna di esse mette alla prova la memoria dei concorrenti in modo leggermente diverso. I partecipanti devono imparare un poema inedito di diverse pagine, l’ordine con ci sono state mescolate le carte da gioco di svariati mazzi, pagine e pagine di parole casuali (il record: 280 parole in un quarto d’ora), elenchi di cifre binarie (il record: 4140 cifre in mezz’ora), una lista di date storiche e di nomi abbinati ai volti. Le discipline chiamate «gare di velocità» saggiano la capacità dei candidati di memorizzare una serie di dati in cinque minuti (il record: 405 cifre). Due maratone invece, testano quanti mazzi di carte e cifre casuali i candidati riescono a memorizzare in un’ora (i record: 2080 cifre e ventisette mazzi di carte).

PRIMI ISCRITTI. Gli iscritti al primo campionato statunitense della memoria: Creighton Carvello, infermiere in un ospedale psichiatrico, che aveva memorizzato il numero di telefono di tutti gli Smith presenti nell’elenco telefonico di Middlesbrough, e Bruce Balmer, che aveva stabilito un record memorizzando
duemila parole straniere in un giorno solo.

AEDI. I rapsodi balcanici e i loro predecessori omerici non trasmettevano il testo di bardo in bardo e di generazione in generazione, ma comunicavano una serie di regole e di vincoli che consentivano al bardo, chiunque fosse, di ricostruire il poema ogni volta che lo recitava. Le storie, quindi, non venivano mai narrate in maniera esattamente uguale, ma sempre in modo leggermente diverso.

SILLABE. Il teologo e matematico inglese Thomas Bradwardine, vissuto nel XIV secolo e destinato a venire nominato arcivescovo di Canterbury, raggiunse un livello di assurdità impensabile nel suo metodo di memoria sillabata. Suddivideva le parole in sillabe e, per ciascuna di esse, creava un’immagine elaborata di un termine che cominciava con la stessa sillaba.

SCRITTURA. Socrate non credeva nell’idea di trasmettere la conoscenza attraverso la scrittura e sosteneva che «chi ritenesse di poter tramandare un’arte con la scrittura, e chi la ricevesse convinto che da quei segni scritti potrà trarre qualcosa di chiaro e saldo, dovrebbe essere colmo di ingenuità». Temeva che la pagina scritta portasse la cultura su un sentiero infido che avrebbe condotto al decadimento intellettuale e morale perché, pur aumentandola quantità di conoscenze a disposizione, gli uomini avrebbero finito per somigliare a recipienti vuoti.

LIBRI. Ai tempi di Socrate i testi greci erano scritti su lunghi rotoli ininterrotti – alcuni raggiungevano anche i diciotto metri – composti da fogli di papiro importati dal delta del Nilo, pressati e poi incollati.

LETTURA. Nel Medioevo si leggeva ad alta voce. La lettura ad alta voce era spesso una sorta di esibizione che prevedeva un pubblico di uditori.

BAGAGLIO. Pietro da Ravenna, giurista di spicco del XV secolo, aveva memorizzato ventimila controversie legali, mille testi di Ovidio, duecento discorsi e motti di Cicerone, trecento aforismi dei filosofi, settemila testi delle Scritture e una moltitudine di opere classiche. E in viaggio diceva: «Quando lascio la mia patria per visitare come un pellegrino le città d’Italia, posso dire veramente omnia mea mecum porto».

RUOTE. Giordano Bruno inventò un sistema per convertire qualsiasi parola in un’immagine unica. Creò mentalmente una serie di ruote concentriche, ciascuna delle quali aveva sul suo perimetro centocinquanta coppie di lettere, corrispondenti a tutte le combinazioni possibili delle trenta consonanti dell’alfabeto – le ventitre del latino classico, più le sette del greco e le consonanti ebraiche di cui non c’era un equivalente nell’alfabeto latino – con le cinque vocali. Le centocinquanta combinazioni sillabiche della ruota più interna erano accoppiate a una specifica figura occulta o mitologica. Sul perimetro della seconda ruota c’erano le centocinquanta azioni e categorie corrispondenti a un’altra serie di sillabe. La terza ruota era composta da centocinquanta oggetti e la quinta da centocinquanta «condizioni». Allineando le ruote nel modo dovuto, qualsiasi parola composta da una a cinque sillabe poteva tradursi in un’unica, vivida immagine.

COSTO. Il medico della memoria americano Alphonse Loisette, per impartire le sue conoscenze nei seminari che teneva in tutto il Paese, e persino nelle prestigiose università della costa orientale, Loisette faceva pagare niente meno che venticinque dollari a testa (cinquecento in base al cambio attuale).

UNGHIE. Mark Twain nel 1887, all’inizio della sua carriera di conferenziere, si scriveva sulle unghie delle dita delle mani l’iniziale degli argomenti che intendeva inserire nei suoi discorsi, ma la tecnica non ebbe successo perché il pubblico cominciò a sospettare che l’interesse che dimostrava per le sue mani fosse frutto di vanità.

RECORD. Nelle competizioni mnemoniche internazionali ogni anno vengono superati almeno la metà dei precedenti record mondiali.

AMMIRAZIONE. Per Francis Bacon le tecniche mnemoniche fanno colpo, ma sono inutili: «son cose che noi non apprezziamo più dell’agilità dei funamboli o dei lazzi dei buffoni. E invero si tratta proprio della stessa cosa; nel primo caso si fa abuso delle forze dell’animo, nel secondo delle forze del corpo.; ma questi abusi possono suscitare l’ammirazione, non l’apprezzamento».

TALENTED TENTH. Ossia il decimo di Talento, l’appellativo scelto da Du Bois per indicare l’élite degli afroamericani che avrebbe risollevato la razza nera dalla sua condizione di povertà. Ma anche il soprannome con cui il professor Matthews indica i suoi alunni che ogni anno prepara la campionato statunitense della memoria. Gli studenti hanno accesso al Decimo di talento attraverso un test d’ingresso difficilissimo.

SCIMMIE. Per il professor Matthews «La scimmia manda a memoria, mentre l’istruzione è la capacità di recuperare le informazioni quando servono e analizzarle. Ma nessuno può avere una cultura di alto livello senza recuperare le informazioni».

FARNETICAZIONI. «Fare attenzione ai pochi capelli rimasti in testa a De Vito!!»: annotazione imperscrutabile sul diario di un partecipante al campionato statunitense di memoria poche settimane prima della gara.

NATURALE. Daniel Tammet, 26 anni, inglese, cervello lesionato da un attacco epilettico nella prima infanzia, ha una memoria naturale potentissima. Nel 2003 senza usare nessuna tecnica mnemonica stabilì il nuovo record europeo recitando a memoria i primi 22514 decimali del pi greco impiegando 5 ore e 9 minuti.

9–37–89. La sua forma di sinestesia gli fa associare i numeri a suoni e colori. Per lui il numero 9 è alto, blu scuro e inquietante, mentre il numero 37 è «grumoso come il porridge» e l’89 ricorda la neve che cade dal cielo.

WEB. Il Worldwide Brain Club è il forum online degli atleti della mente.

PASQUA. Laurence Kim Peek ha memorizzato tutte le date in cui è caduta la Pasqua negli ultimi mille anni. Gli piace farsi chiamare Kimputer. Alla nascita aveva la testa più grossa di un terzo del normale, cominciò a camminare a quattro anni e fu messo sotto sedativi fino all’età di quattordici anni. Non appena gli furono tolti i sedativi mostrò interesse per i libri. Da allora, non ha fatto altro che memorizzare.

BASEBALL. Nel 1979 un bambino di dieci anni, Orlando Serrel, fu colpito sul lato sinistro della testa da una palla da baseball e riprese i sensi con un strabiliante capacità di calcolare le date del calendario e di ricordare le condizioni atmosferiche di ogni giorno della sua vita.

LA MENTAL CALCULATION WORLD CUP. È una competizione biennale in cui i concorrenti effettuano calcoli mentali straordinari, tra cui moltiplicare numeri a otto cifre senza l’aiuto di carta e penna.


Sgocciato:

I segreti della memoria: primati e flop.

SCRITTO. Socrate non credeva nell’idea di trasmettere la conoscenza attraverso la scrittura: la pagina scritta portava la cultura su un sentiero infido che avrebbe condotto al decadimento intellettuale e morale.

SPILLO. Gli ebrei ultraortodossi imparavano a memoria tutte le 5422 pagine del Talmud babilonese con tanta precisione che, se qualcuno avesse infilato uno spillo nei sessantatre trattati talmudici loro avrebbero saputo dire quale parola era stata trafitta in ogni pagina.

COMANDANTE/1. Il re Ciro chiamava per nome tutti i soldati della sua armata.

COMANDANTE/2. Scipione chiamava per nome tutti gli individui del popolo romano.

RUOTE. Giordano Bruno creò mentalmente una serie di ruote concentriche, ciascuna delle quali aveva sul suo perimetro centocinquanta coppie di lettere, corrispondenti a tutte le combinazioni possibili. Le centocinquanta combinazioni sillabiche della ruota più interna erano accoppiate a una specifica figura occulta o mitologica. Sul perimetro della seconda ruota c’erano le centocinquanta azioni e categorie corrispondenti a un’altra serie di sillabe. La terza ruota era composta da centocinquanta oggetti e la quinta da centocinquanta «condizioni». Allineando le ruote nel modo dovuto, qualsiasi parola composta da una a cinque sillabe poteva tradursi in un’unica immagine.

NEW YORK. A New York c’era un tizio con un QI di 228 e uno scacchista ungherese aveva giocato, bendato, cinquantadue partite contemporaneamente.

QUOZIENTE CREATIVO. Tony Buzan, 77 anni, educatore inglese, è l’uomo con il quoziente creativo più alto del mondo.

PROVE. Al campionato statunitense della memoria per prima cosa i concorrenti dovevano imparare a memoria una poesia inedita di cinquanta versi intitolata L’arazzo del mio essere. Poi, in un quarto d’ora, dovevano memorizzare il maggior numero possibile di novantanove nomi e cognomi abbinati ad altrettanti volti riprodotti in foto. Poi avevano quindici minuti per registrare un elenco di trecento parole a caso, cinque minuti per una pagina di un migliaio di cifre, sparate a caso e altri cinque minuti per imparare l’ordine con cui erano state scoperte le carte di un mazzo.

ISCRITTI. Al primo campionato statunitense della memoria tra gli iscritti: Creighton Carvello, infermiere in un ospedale psichiatrico, che aveva memorizzato il numero di telefono di tutti gli Smith presenti nell’elenco telefonico di Middlesbrough, e Bruce Balmer, che aveva stabilito memorizzato duemila parole straniere in un giorno solo.

BEN PRIDMORE. Memorizza in un’ora 1528 cifre a caso rispettandone l’ordine e ricorda cinquantamila numeri decimali del pi greco.

RECORD. Nelle competizioni mnemoniche internazionali ogni anno vengono superati almeno la metà dei precedenti record.

TAXI. Per ottenere la licenza dal London’s Public Carriage Office gli aspiranti tassisti devono memorizzare l’ubicazione e il senso di marcia delle 25.000 strade che compongono l’enorme metropoli, nonché la posizione di 1400 punti di riferimento. Il tirocinio culmina in un esame famoso come «la Conoscenza», in cui ai candidati non è richiesto solo di tracciare la via più breve tra due punti, ma anche di citare i luoghi di interesse lungo il percorso.

CASE DI LUSSO. Scott Hagwood, quattro volte campione statunitense della memoria, per immagazzinare i dati usa le case di lusso descritte da Architectural Digest.

PARTI DEL CORPO. Yip Swee Chooi, campione malese, per memorizzare le 56000 parole contenute nelle 1774 pagine del dizionario cinese-inglese di Oxford si servì delle parti del proprio corpo.

UNGHIE. Mark Twain si scriveva sulle unghie delle dita delle mani l’iniziale degli argomenti che intendeva inserire nei suoi discorsi.

MALATTIA. Clive Wearing, ex produttore musicale della BBC, nel 1985 si ammalò di encefalite erpetica. La sua mente è diventata un colabrodo. Ogni volta che saluta la moglie è come se non la vedesse da vent’anni.

9–37–89. La forma di sinestesia di Daniel Tammet gli fa associare i numeri a suoni e colori. Per lui il numero 9 è alto, blu scuro e inquietante, mentre il numero 37 è «grumoso come il porridge» e l’89 ricorda la neve che cade dal cielo.

BAKER. In inglese significa “panettiere” ed è anche un cognome molto diffuso. Se un ricercatore mostra a due persone la foto di un volto e dice a uno dei due che il tizio fotografato è un baker, cioè un panettiere, e all’altro dice che la persona in questione si chiama Baker di cognome, la persona informata della professione dell’uomo in foto ha più probabilità di ricordarsela di quella a cui è stato indicato soltanto il cognome.

EP/1. 84 anni. Ricorda solo l’infanzia, il servizio nella Marina mercantile e la seconda guerra mondiale. Per lui la benzina costa ancora un quarto di gallone al dollaro e l’uomo non ha mai messo piede sulla Luna.

EP/2. Quando lo informano che gli sono nati dei nipoti, ogni volta gli si riempiono gli occhi di lacrime, ma un attimo dopo ha già dimenticato la loro esistenza.

EP/3. Di solito si sveglia, fa colazione e si rimette a letto ad ascoltare la radio. Non appena torna a infilarsi sotto le lenzuola, non sa più se ha fatto colazione o se si è appena svegliato. Spesso fa una seconda colazione e torna a letto ad ascoltare la radio. Ci sono mattine in sui fa colazione anche la terza volta.