Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
«Le vendite stanno diventando indiscriminate» scriveva ieri alle 16.38 il sito di “Repubblica” e, a chiusura, quello del “Corriere” titolava: “Panico a Piazza Affari”. Ed in effetti: Milano ha perso il 6,65%, la peggiore piazza d’Europa in un pomeriggio che definire drammatico è poco: Parigi -5,45 Francoforte -5,13 Londra -3,05. In termini di “capitalizzazione”, cioè del valore totale delle azioni ieri sera rispetto a martedì, i numeri sono altrettanto impressionanti: piazza Affari ha perso 22 miliardi di valore, l’Europa (indice Stxe) 174 miliardi, il mondo compresa Wall Street alle sei e mezza di ieri sera 600 miliardi. Il crollo di Milano ha tolto ogni valore agli aumenti di capitale varati nel primo semestre dell’anno e che a questo punto è come non fossero mai avvenuti. L’oro ha intanto superato i 1800 dollari l’oncia, il franco svizzero quota praticamente come l’euro e le autorità di Berna stanno addirittura pensando di agganciare la loro moneta alla nostra, con l’intenzione di fermarne l’apprezzamento. Non parliamo della disperazione del Giappone, incapace di moderare l’ascesa dello yen, il cui valore troppo alto rende ancora più difficili le esportazioni di un paese già colpito dal terremoto.
Che cosa ha
innescato questa valanga ancora ieri? La Bce ha smesso di comprare i nostri
titoli?
La Bce continua a comprare, e infatti il
differenziale tra Btp e Bund, anche se risalito, sta ancora a 290 punti.
Inoltre l’asta dei Bot è andata benissimo, con una richiesta doppia rispetto
all’offerta e interessi assai basi. Sapremo con esattezza la settimana prossima
quanti soldi sta impegnando la Banca centrale: dovrebbe trattarsi di una decina
di miliardi al giorno. Per non creare inflazione, Trichet ha fatto sapere che
quantitativi analoghi di liquidità verranno sottratti al mercato. La Banca è in
realtà sotto accusa per il tasso di sconto troppo alt due punti e mezzo
contro lo zero che la Fed ha promesso fino al 2013. Il nemico perenne della Bce
non è però la crisi economica, ma l’inflazione.
E allora? Questi crolli di ieri?
S’è diffusa la voce che fosse prossimo un
declassamento della Francia, che ha ancora la tripla A. I risultati dei titoli
francesi sono paurosi: Socété Générale ha perso il 20%! Ieri circolavano le
voci più strane: che le banche francesi fossero a corto di liquidità, che
stessero vendendo oro sotto costo… I fondi americani, che muovono una massa di
2.400 miliardi di dollari, stanno affrontando i riscatti (molti riscatti)
vendendo adesso Francia e Germania. Soprattutto Francia: il loro differenziale
con i Bund, che stava a 85, ieri ha sfiorato quota 100. Come le dicevo l’altro
giorno, non c’è nessuno che può stare tranquill le banche tedesche e quelle
francesi sono piene di robaccia, a fronte della quale i nostri Btp sono oro. Ai
bei tempi hanno giocato tutte alla grande con i derivati e adesso il conto
viene presentaton anche a loro. La sfiducia nella ripresa (il petrolio continua
ad andar giù) colpisce anche i tedeschi, che campano di esportazioni.
Se si mettessero
insieme i debiti di tutti e si creasse una struttura europea che ne risponde?
Questa sarebbe l’integrazione economica, quindi
anche fiscale e finanziaria. Sarebbe bello. Bisogna però che ciascuno ceda una
quota della sua sovranità, e questo è un discorso che Berlino e Parigi non
vogliono neanche sentire. E poi noi abbiamo il debito più alto di tutti e i
tedeschi non vogliono prenderselo in carico. Ricorda quello che abbiamno detto
l’altro giorn «una quota di ricchezza deve trasferirsi dai creditori ai
debitori…». Nessuno vuole restare col cerino in mano. È più probabile che
affondi l’euro, evento ancora più catastrofico.
Ieri il governo
ha incontrato le parti sociali.
Sì, Berlusconi con Tremonti, Letta e quasi tutti i
ministri. Non hanno praticamente detto niente. Tremonti ha annunciato la
«ristrutturazione della manovra», Berlusconi ha ribadito le misure già
annunciate nella conferenza stampa di venerdì scorso. La Camusso s’è lamentata
per la genericità delle comunicaziono e ha ammonit non si tocchino lavoratori
e pensionati, ci vuole una patrimoniale.
S’è capito qualcosa di quello che
vogliono fare?
Ci sarà un consiglio del ministri tra il 16 e il 18
agosto. La cosa sicura è l’intervento sulle pensioni. Le donne impiegate nelle
imprese private andranno a casa solo a 65 anni. Altre accelerazioni sono
previste per le pensioni di vecchiaia degli uomini. Bossi è contrario, i
sindacati pure. E però… Quanto alla patrimoniale, cioè alla tassa sulla
ricchezza (leggi: soprattutto casa), Berlusconi ha detto che piuttosto si
dimetterebbe. Secondo lui, «la patrimoniale è roba di sinistra»
[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 11 agosto 2011]
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