Giuliana Ferraino, Corriere della Sera 11/08/2011, 11 agosto 2011
I RISPARMIATORI E LA VOGLIA DI INVESTIRE A BREVE TERMINE —
La crisi fa tornare la voglia di Bot. L’asta di ieri ha fatto il tutto esaurito, collocando titoli a 12 mesi per 6,5 miliardi a fronte di una domanda quasi doppia, pari a 12,642 miliardi. Con un rendimento medio lordo del 2,959%, in calo di 0,711 punti rispetto all’asta del 12 luglio. «La crisi rivitalizza vecchie dinamiche. I rendimenti interessanti e le scadenze brevi hanno attirato sia l’investitore retail sia l’istituzionale, sia domestico sia internazionale, che può fare carry trade a tassi remunerativi, visto che il rischio Italia sul Bot annuale oggi vale 200 punti base», valuta Alessandro Ravogli, responsabile del reddito fisso per Banca Imi. «La buona disponibilità di cassa in Italia, a seguito delle recenti scadenze fiscali, ha consentito di annullare l’asta dei Btp, prevista a metà agosto, consentendo di non mettere ulteriore pressione al mercato in un momento difficile», aggiunge Ravogli. E, in un mercato altamente volatile, mette in guardia contro la «speculazione fai da te».
Giuliana Ferraino