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 2011  agosto 11 Giovedì calendario

«PERMESSI? NESSUNO. QUI SIAMO TUTTI ABUSIVI DA 20 ANNI» —

«Aho’! Americà... te voi fa na’ foto cor centurione?».
Non sono americano, sono un giornalista del Corriere della Sera... posso farle qualche domanda?
«Ammazza... E che m’intervisti? Ecco, aspetta che scendo... A disposizione: Alessio Di Porto di anni 28, centurione romano... in realtà ufficialmente disoccupato, abito con mamma mia a viale Marconi».
Da quanto tempo fa questo lavoro?
«Così, vestito così, da quattro anni. Però lavoravo qui intorno al Colosseo già da molto prima...».
Che lavoro faceva?
«Come sarebbe che lavoro facevo? Me davo da fa’, m’arrangiavo... sì, insomma, avevo un banchetto... vendevo le statuette, le cartoline... facevo l’abusivo».
E adesso?
«Adesso so’ centurione».
No, dico: adesso non è più abusivo? Siete regolarizzati? Lei ha un permesso?
«Un permesso? Qui? Ah ah ah!...».
Siete in regola, sì o no?
«Qui so’ anni che aspettiamo d’essere messi in regola dal Comune. Stiamo tutti in lista d’attesa. Purtroppo il Campidoglio s’è dimenticato di noi».
Non ci credo. Nessuno di voi...
«Fa’ un po’ come te pare... Io so’ abusivo, però scrivi che vorrei tanto essere messo in regola».
E i vigili urbani? Laggiù c’è una pattuglia...
«Lasciali sta’ i vigili... Con noi so’ bravi, chiudono un occhio...».
Lei quanto guadagna?
«Al mese? Intorno ai mille e 200 euro... è lo stipendio di un impiegato. No no, non mi posso lamentare. Anche perché qui siamo in trentacinque a lavorare, e pure se è un lavoro faticoso...».
(A questo punto passa una turista, molto bionda, molto carina e molto ancheggiante. Il centurione si distrae, si toglie l’elmo, si asciuga il sudore sulla fronte, fa la faccia da piacione).
«È dell’Est, sicuro. Sono diventato esperto, sono una specie di studioso, ormai. Le ragazze dell’Est le riconosci subito perché...».
Mi stava dicendo che il suo è un lavoro faticoso...
«Beh, stai sotto al sole a picco e non ti puoi nemmeno distrarre un momento. Devi sempre essere bravo ad attirare l’attenzione del turista. Lo devi far ridere, devi fargli venire voglia di farsi una foto ricordo... E io, in questo, modestia a parte, so’ bravino».
Che tecnica usa?
«Mi muovo, faccio la battuta, gesticolo, parlo, muovo la spada... Me l’hanno detto in tanti: tu sei sprecato a fa’ er gladiatore, tu dovresti fa’ er cinema, er teatro... Ma quando? Io non ho tempo, devo stare qui, al posto mio».
Da quanti anni ci siete voi che...
«Noi che facciamo gli artisti di strada? Perché io mi sento un artista... C’è il mangiafuoco? C’è il giocoliere? C’è quello che cammina sui trampoli? Beh, poi ci sono pure io, che con ironia ricordo ai turisti di tutto il mondo cosa è stata Roma, cosa sono stati i romani e...».
Da quanto tempo esiste questo genere di arte da strada?
«Mah, saranno una ventina di anni. Cominciarono due centurioni, che mo’ so’ vecchietti, due sordomuti che s’inventarono questo lavoro che sarà pure una mascherata, ma che io mi devo comunque tenere stretto. Perché se no...».
Se no cosa?
«Beh, ti faccio un esempio: metti che un giorno arrivano cinque rumeni alti e grossi, e quando i rumeni so’ grossi, so’ come armadi che camminano. Arrivano già vestiti da centurioni e ti dicono: qui, ora, lavoriamo noi. Tu, a quel punto, che fai?».
Ecco, appunto: lei che fa?
«Niente. Io sto qui, mi comporto bene... Insomma faccio in modo che a nessuno venga in mente di venirmi a togliere il lavoro».
Paga tangenti a qualcuno?
«Chi? Io? No no, è escluso...».
Le risulta che alcuni di voi, vestiti o da gladiatori o a centurioni, siano in realtà dei capi clan che controllano l’intera zona che va dal Colosseo a piazza Venezia?
«Non mi risulta».
Sicuro?
«Sicuro».
Senta, lei pensa che...
«Senti, io mo’ però penso che ci avrei pure un po’ da lavorà... Dai, fai il bravo...».
(C’era un cielo magnifico, e su quel cielo si stagliava il Colosseo. Sotto, i vigili urbani, in perfetta uniforme, fumavano, parlavano al cellulare, e uno mangiava il gelato).
Fabrizio Roncone