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 2011  agosto 11 Giovedì calendario

«DOV’E’ LA LETTERA BCE?» MA IL SOTTOSEGRETARIO: «CONTENUTO CONFIDENZIALE» «POTEVATE NON INVITARCI»

Ore 17 interno giorno. Sala Verde al terzo piano di Palazzo Chigi sede del governo italiano. Sala affollata ma non strapiena. Tutti i presenti sono seduti. Tremonti, Brunetta e Fitto parlano tra loro, in attesa. Entra Berlusconi. Un timido «ciao» tra Tremonti e Berlusconi. Il premier si siede tra lui e il sottosegretario Letta.
Ore 17.10 L’ esempio di Francoforte
Berlusconi: «In questi giorni è successo di tutto. Faccio l’ esempio della Borsa di Francoforte che avuto un’ oscillazione del cinque per cento mentre prima le oscillazioni di quel mercato andavano al massimo tra un +0,20, quando andava molto bene e un -0,20 quando andava male: ecco questo dà il senso di quello che sta accadendo. A Giulio la parola».
Ore 17.15 «Tutto, presto e bene»
Tremonti: «Sono occorse due questioni a livello europeo che hanno fatto rivedere il tutto. La prima, il mancato impegno di alcuni Paesi europei sul fondo europeo anticrisi. La seconda: le notizie dall’ America. Per questo la manovra economica va ristrutturata. Confermo che faremo tutto presto e bene».
Ore 17.21 Legame crescita-pareggio
Marcegaglia: «Il tema dell’ urgenza è pressante alla luce di quanto accaduto sul mercato e in base alla lettera della Bce, la tempestività nelle decisioni è un elemento importante. Il pareggio di bilancio si può ottenere anche se non è l’ unica strada con una riduzione dei costi della politica e per fare questo serve una volontà seria e vera. Senza crescita non ci sarebbe un pareggio durevole dei conti pubblici».
Ore 17.25 Il metodo Aspen
Letta: «Vi prego, interventi di tre minuti, seguiamo il metodo Aspen».
Ore 17.26 Le calende greche
Bonanni (Cisl): «Si accavallano gli eventi, bisogna fare presto, si deve dire bene cosa si deve fare, la gente vuole una scala di equità al di là di un linguaggio criptico. Tutti vogliamo equilibrio da parte della classe dirigente. Quello che la classe dirigente non ha fatto in trent’ anni ora deve farlo, senza andare alle calende greche». Tremonti: «Sottoscrivo in tutto quello che ha detto Bonanni. Né una parola in più, né una in meno».
Ore 17.35 «A questi non si chiede»
Camusso (Cgil): «Questi sono i capitoli a cui non si può chiedere risorse: pensioni, redditi da lavoro, sanità, assistenza».
Ore 17.47 La manifestazione
Centrella (Ugl) consegna a Berlusconi un documento dei lavoratori della Iribus (che stanno manifestando sotto Palazzo Chigi) a nome di Cgil, Cisl, Uil, Cisa e Ugl.
Ore 17.50 I tagli alla politica
Angeletti (Uil): «Bisogna sbrigarsi».
Ore 17.55 «Perché ci avete chiamato?»
Marino (Confcooperative): «A sei giorni dal decreto legge non serve solo un annuncio, serve sapere che cosa si farà. Che ci avete chiamato a fare? Non ci avete detto nulla».
Ore 18.00 Gli appunti di Letta
Letta: «Marino è un ottimo cronista, ma le sue conclusioni sono in contrasto con la cronaca dei fatti. In questi cinque giorni tutto è cambiato, tutto è precipitato. La realtà è in così rapida evoluzione, al punto che è diversa dall’ avvio di questo tavolo. Bisogna adeguare il metodo alla realtà che muta. Da parte nostra né scorrettezza né incoerenza ma solo volontà di cooperazione. (Giungono notizie del crollo della Borsa e dell’ aumento dello spread ndr ). Sappiamo che servono scelte rapide e coerenti e il governo sta valutando tutte le possibilità e tutte le ipotesi. Noi vi abbiamo chiamato per questo: per sentire il vostro parere. Le cose che leggete sui giornali non sempre sono vere». (E intanto Letta prendeva appunti).
Ore 18.05 Il ruolo della Lega
Silva (Sinpa): «Avanti così, la Lega è d’ accordo».
Ore 18.07 «Cosa diciamo al Paese?»
Poletti (Legacoop): «Siamo preoccupati per questa riunione se non si trovano soluzioni concrete da comunicare al Paese».
Ore 18.09 «Tavoli e riunioni modulari»
Sacconi: «Nei prossimi giorni questo tavolo si deve rimodulare a seconda dell’ interesse delle parti. Occorrono riunioni modulari a seconda dei temi».
Ore 18.20 «Dov’ è la lettera Bce?»
Malavasi (Cna, Rete imprese): «Dov’ è la lettera della Bce?». Letta: «La lettera della Bce non ce la vogliamo tenere per noi. Il contenuto è confidenziale, non potevamo renderla pubblica. In ogni caso la lettera è un episodio legato a vicende che si muovono di giorno e di notte in maniera frenetica». Ore
18.31 La delusione
Camusso: «Che incontro deludente. Serve sapere qual è il presupposto da cui partire, cioè la lettera della Bce per sapere le misure...».
Ore 18.36 La preoccupazione di Letta
Letta: «Le sue (di Camusso, ndr ) preoccupazioni sono anche le nostre».
Ore 18.40 Termina l’ incontro
L’ incontro termina: è il più breve tra un governo e le parti sociali che a memoria d’ uomo si ricordi.
M.Antonietta Calabrò