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 2011  agosto 11 Giovedì calendario

MYANMAR, DOVE A FARE LE LEGGI È L’ASTROLOGO

IMMAGINATE di arrivare in aeroporto per prendere un aereo. All’improvviso dagli altoparlanti si annuncia la soppressione del vostro volo. Nessuno sciopero, nessun guasto tecnico. La causa è molto più semplice: l’oroscopo è negativo. Sembra una storiella poco credibile ma, se si guarda “Il Mondo felice della Birmania”, documentario francese realizzato da Gaël Bordier e Tristan Mendès, ci si renderà conto che è tutto vero. Nessuna esagerazione. In Birmania il traffico aereo è calcolato in base alla lettura dell’oroscopo e la moneta locale, il Kyat, è divisibile per il numero 9 e non per 10 perché, secondo alcune credenze, il 9 è il numero fortunato della giunta militare di Myanmar . Poi il governo si è reso conto che il sistema non funzionava e hanno deciso di ritornare sul più “tradizionale” cambio in base dieci anche se, ancora oggi, le vecchie banconote da 45 o 90 Kyat continuano a circolare. Queste sono solo alcune delle follie raccontate nel documentario perché, nel 1974, la vecchia giunta al potere decise di cambiare il senso di marcia della viabilità. Sempre su consiglio di un astrologo locale, si decise di abbondare il vecchio sistema inglese, con la guida a sinistra, per passare a quello europeo. Lo imponeva l’oroscopo e non si potevano disattendere le richieste delle stelle. Detto fatto. Tranne che il nuovo provvedimento di mobilità ha creato, e continua a creare, mille inconvenienti. Le auto che circolano hanno il volante a destra, così come occorreva per il vecchio sistema di guida. Risultato: nessuno ci capisce nulla e agli incroci le precedenze non esistono. Tutto si basa sull’improvvisazione. I pullman, inoltre, avendo le porte sul lato “sbagliato” fanno scendere i passeggeri in mezzo alla strada e non sui marciapiedi, moltiplicando così il numero di incidenti e investimenti. Le stravaganze della giunta militare birmana, però, non finiscono qui. La benzina, ad esempio, è contingentata. Gli automobilisti possono rifornirsi solo con due galloni per volta. Questo provvedimento ha fatto fiorire una serie impressionante di pompe di benzina illegali che sono diventate una sorta di attrazione del Paese. Tra i momenti più bizzarri presenti nel documentario, inoltre, l’obbligo per la popolazione di coltivare un arbusto chiamato kyet -su, il nome al contrario del leader dell’opposizione democratica (Aung San) Suu Kyi’s. Il motivo: la giunta militare crede sia una specie di “portafortuna” per tenere lontana la democrazia. Grazie anche a queste assurde imposizioni, il popolo birmano è purtroppo costretto a vivere in uno stato di forte povertà. Solo l’1% della gente ha un conto in banca mentre lo stipendio medio si aggira attorno ai 30 dollari mensili. Un sim card, invece, costa la bellezza di 1.700 dollari e per poter telefonare bisogna ricorrere alle “vecchie” cabine telefoniche, un vero e proprio affare per tutti gli esercizi pubblici che riescono a ottenerle. “Il Mondo Felice della Birmania” è anche questo, un Paese in cui una giunta militare cerca di ricorrere a ogni mezzo, anche il più stravagante, pur di allontanare ogni anelito di libertà e democrazia.