Rinaldo Frignani, Corriere della Sera 11/08/2011, 11 agosto 2011
RACKET DEI CENTURIONI, 20 FERMI —
«Allora nun avete capito: da qui ve ne dovete annà, ve lo abbiamo detto già una volta. Questa è zona nostra...». Il vigile travestito da netturbino spazza i sampietrini, ascolta tutto. E non aspetta altro. Davanti a lui ci sono tre ex centurioni cinquantenni, figuranti del Colosseo carichi di precedenti di polizia, trasformati ora in imprenditori turistici: spintonano un gruppetto di guide rivali, intimorite dalla loro presenza, ma rinfrancate dal fatto che la zona è circondata da agenti sotto copertura. Alla presenza di comitive di turisti e venditori ambulanti la scena si ripete come ogni mattina all’Anfiteatro Flavio. Una «guerra» infinita che i regolamenti comunali non riescono a controllare, forse perché gli affari che si fanno accompagnando i turisti al Colosseo (come anche ai Musei Vaticani) si aggirano su centinaia di migliaia di euro all’anno. E così, quando ci sono problemi, scattano le minacce, gli avvertimenti, in qualche caso — come è avvenuto nei mesi scorsi — i pestaggi, gli incendi di auto e scooter, le telefonate anonime.
Tutto documentato dalle squadre di vigili urbani che ieri hanno fermato e identificato 20 persone, fra centurioni in costume, guide turistiche e i titolari di cinque agenzie «a gestione familiare», intestate a mogli e cognati degli ex «antichi romani», appartenenti a sette famiglie molto conosciute ai Fori Imperiali. In nove sono stati denunciati per violenza privata, ma gli agenti del I e del XVII gruppo della Municipale invieranno una relazione in Procura su tutta l’indagine: non si esclude che la posizione degli indagati, alcuni dei quali titolari di uffici turistici a Prati, possa aggravarsi perché fra i reati ipotizzati potrebbe configurarsi anche quello di associazione a delinquere. Finora sono sei le denunce presentate ai vigili negli ultimi mesi: quattro da parte dei responsabili di agenzie regolari che vendono pacchetti turistici, e due da turisti bolognesi raggirati e poi minacciati dagli ex centurioni ai quali avevano chiesto indietro i soldi per una visita mai fatta ai Musei Vaticani. Insultate, minacciate e allontanate con modi bruschi dal luogo di lavoro, alcune delle vittime hanno registrato le telefonate di avvertimento dei «concorrenti» e le hanno consegnate alla Municipale. Così è scattata l’operazione di ieri mattina, a quattro giorni dal falso allarme bomba al Colosseo e dalle polemiche sulla scarsa sicurezza dei monumenti romani.
Ma sorprendere i «ras» dei Fori Imperiali non è stato semplice: «Siamo sempre gli stessi, ci conoscono di faccia — spiegano i vigili — quindi per questa volta abbiamo deciso di invertire i ruoli». Gli agenti del XVII, competente su Prati, si sono travestiti da netturbini, e in tre da centurioni, per sorvegliare da vicino le vittime delle minacce disposte a fare da esca. Quelli del I, in servizio in centro, hanno fatto lo stesso ai Musei Vaticani, a Prati appunto, vicino alla fermata «Ottaviano» della metropolitana.
Il via alla retata è arrivato quando gli ex centurioni hanno alzato le mani sulle guida-esca, già avvertite con le buone da una «capetta» delle agenzie concorrenti. È stata lei a innescare la spedizione punitiva, le è bastata una telefonata. E a surriscaldare una mattinata già ad alta tensione si è aggiunta l’aggressione ai tre vigili centurioni all’Altare della Patria: tre «veri» antichi romani li hanno presi per impostori e li hanno colpiti con le spade di legno. In un attimo gli agenti li hanno sopraffatti e ammanettati, fra i turisti sempre più sconcertati.
Rinaldo Frignani