Alessandra Muglia, Corriere della Sera 11/08/2011, 11 agosto 2011
SARKOZY TORNA A PARIGI E PREPARA I TAGLI —
SARKOZY TORNA A PARIGI E PREPARA I TAGLI — La Francia è sotto assedio. I mercati, alla ricerca del prossimo Paese a rischio declassamento, l’hanno presa di mira: la Borsa di Parigi ha chiuso ieri a picco, giù del 5,45%. Una giornata segnata dal crollo dei titoli bancari. A risentirne di più sono stati gli istituti francesi, molto esposti per ripianare il debito sovrano greco. Poi i mercati legano a Parigi i possibili rischi su Italia e Spagna. Il record negativo lo ha registrato Société Générale che ha perso il 14,74%. Il panico è arrivato al suo culmine a poche ore dalla chiusura dei mercati. A scatenare le vendite la moltiplicazione delle voci sulla Francia come prossimo bersaglio, dopo gli Usa, delle agenzie di rating all’indomani dell’allarme lanciato dalla Diw (l’Istituto tedesco per la ricerca economica) sulla possibile perdita francese della tripla A, rilanciato anche dal «Financial Times».
Voci che hanno allarmato Nicolas Sarkozy. Dopo la vacanza antipanico con lavoro a distanza sostenuta all’indomani del declassamento Usa per non alimentare il nervosismo dei mercati, ieri è andata in scena la mobilitazione politica. Il presidente francese ha interrotto il suo soggiorno in Costa Azzurra, il ministro Fillon è rientrato dalla Toscana, per un vertice urgente all’Eliseo sulla crisi con i ministri competenti e il governatore della Banca di Francia, Christian Noyer. Al termine l’annuncio ufficiale: nuovi sforzi saranno richiesti al Paese che con il peggior rapporto tra debito pubblico e Pil e il più alto deficit primario (3,1%) è l’ultimo dei Paesi «primi della classe» con tripla A. La tabella di marcia per decidere le misure di riduzione del deficit, nell’ambito del budget 2012, prevede un primo incontro Sarkozy-Fillon mercoledì 17 per un esame delle proposte e il 24 agosto una riunione con i ministri per le «decisioni definitive», riferisce l’Eliseo. I margini di manovra sono stretti visto che il governo si è già impegnato per ridurre il debito pubblico — quest’anno pari al 5,7% del Pil — portandolo al 4,6% nel 2012 e al 3% nel 2013. Un programma che permette di recuperare 3 miliardi di euro nel 2012 e altrettanti nel 2013, dopo gli 11 già recuperati quest’anno. «Non vogliamo aumentare le tasse, elimineremo alcune agevolazioni fiscali» ha chiarito ieri Valérie Pécresse. Tra le ipotesi, un inasprimento della supertassa patrimoniale per redditi oltre il milione e un ulteriore taglio dei funzionari pubblici. Il ministro Baroin ha precisato che le misure «sono intangibili e saranno tenute qualunque sia l’evoluzione della situazione economica». Misure dolorose e impopolari a pochi mesi dalle elezioni. Sul filo del rigore Sarkzoy si sta giocando altri cinque anni di presidenza.
Alessandra Muglia