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 2011  agosto 11 Giovedì calendario

I VIAGGI DEGLI ONOREVOLI CI COSTANO 13 MILIONI

Cortina o Capalbio, gite in montagna o verso i più bei mari d’Italia. Ovunque vadano i nostri parlamentari per queste vacanze d’agosto, il viaggio lo pagano gli italiani. Non è una novità, ma in quest’estate di crisi fa più rabbia, con il Paese in balia degli speculatori, questo privilegio può essere più fastidioso di un’auto blu, e forse più sconcertante.
Il bilancio consuntivo del 2010 della Camera dei deputati dice che per le spese di trasporto Mon­tecitorio ha sborsato 12.905.000 per i viaggi con aerei, treni, tra­ghetti e per i pedaggi autostradali.
Circa un milione di euro al mese. Diviso per il numero di parlamen­­tari: 1.587 euro a testa al mese, più di uno stipendio medio.
Gli eletti del popolo hanno la li­bertà di muoversi con ogni mezzo su tutto il territorio nazionale, ma non tutti sanno che questa agevo­lazi­one è estesa ai dodici mesi del­l’anno, e non solo ai periodi di se­duta.
E dunque anche alle festivi­tà di Natale, Pasqua, ponti, ferie d’agosto. Non solo. Viaggiando gratis, i deputati accumulano punti con le mille miglia. Godono cioè del premio di Alitalia per i grandi viaggiatori. Possono quin­di viaggiare d’estate gratis per re­golamento nel territorio italiano, ma con l’accumulo di punti posso­no tranquillamente «guadagnar­si » anche uno o due voli sicuri al­l’estero.
Chi dunque si preoccupa della spesa che i contribuenti do­vranno sostenere per far rientrare 150 deputati domani per ascolta­re il ministro Tremonti, non deve tanto scandalizzarsi per questo, ma forse per tutti i viaggi che nel­l’arco del periodo estivo vengono addebitati alle casse pubbliche.
Normalmente i deputati si affi­da­no all’agenzia interna della Ca­mera per fissare i loro spostamen­ti.
Altrimenti basta presentarsi in aeroporto o alla stazione con il tes­serino di parlamentare. Alcuni de­putati anonimi ammettono che spesso si tratta di biglietti aperti, a volte per ragioni di lavoro, ma for­se non sempre. Come tutti sanno i biglietti con ritorno variabile so­no molto più costosi dei biglietti normali. Per le compagnie non c’è distinzione di scelta,ma la pre­ferenza cade spesso su Alitalia proprio in ragione del premio «mi­glia ».
Nel dettaglio, la Camera ha spe­so 9 milioni e 680mila euro per i viaggi aerei, con un milione e mez­zo di euro in più rispetto alla spe­sa prevista, un milione 650mila euro per i viaggi in treno, 10mila euro per i traghetti, 950mila euro per i trasporti dei deputati eletti nelle circoscrizioni estero: una spesa di circa 5.300 euro al mese a onorevole, calcolando che gli elet­ti all’estero sono quindici.
Per i voli aerei esclusi quelli de­gli eletti all’estero, la Camera spende dunque 800mila euro al mese.
Questa cifra, divisa per 615, os­sia i deputati esclusi gli «stranie­ri », corrisponde a 1.310 euro a te­sta al mese, 327 euro a settimana. Ma in questo calcolo sono com­presi anche i deputati laziali, abruzzesi, toscani, che difficil­mente prendono l’aereo per rag­giungere Roma. È una cifra che si riferisce naturalmente anche al periodo estivo. Per i pedaggi auto­stradali le uscite della Camera so­no state di 600mila euro.
Si può obbiettare il fatto che il principio della libera circolazio­ne per i par­lamentari è stato istitu­ito per consentire all’eletto di viag­giare per il Paese senza vincoli, per essere a contatto con il territo­rio.
Ma ci sono altre voci di bilancio che lasciano perplessi, come il rimborso per gli spostamenti ca­sa- aeroporto e aeroporto (o sta­zione)- Camera. A questa voce ri­sulta una spesa di 8 milioni 450mi­la euro, 704.166 al mese, 1.117 eu­ro a deputato sostanzialmente per taxi o benzina dell’automobi­le.
È una cifra, anche in questo ca­so, che corrisponde a uno stipen­dio mensile medio-basso.
Duecentosettantanove euro a settimana per i taxi, se non è un lusso, è un privilegio. In questo ca­so il rimborso avviene su base tri­mestrale. Ed è sempre difficilissi­mo, cioè impossibile, capire se il taxi è stato preso per visitare il ter­ritorio o per farsi un giro in costie­ra.

I numeri.
9,6 milioni spesi ogni anno dalla Camera per rimborsare ai deputati il costo dei biglietti aerei, rigorosamente a prezzo pieno
279 euro spesi al mese dai deputati in taxi. E nessuno può controllare se li usano per motivi istituzionali...
600 mila euro spesi nel 2010 da Montecitorio per rimborsare ai deputati i costi sostenuti per pagare i pedaggi autostradali
1600 euro per ogni parlamentare per il rimborso delle spesei dei viaggi effettuati
950 mila euro costano alle casse pubbliche ogni anno gli spostamenti dei parlamentari eletti all’estero