N. Sun, Libero 11/8/2011, 11 agosto 2011
LA SICILIA SI FA BEFFE DELLA CRISI: AUMENTI AGLI STATALI
Il blocco degli stipendi nella pubblica amministrazione vale dovunque ma non in Sicilia. Il resto del Paese può anche fare dei sacrifici. L’isola gode dell’autonomia anche sotto questo profilo. Secondo quanto riferisce il quotidiano Italia Oggi gli uffici della Regione siciliana si preparano ad elargire ai ventimila dipendenti aumenti variabili da 650 (per le categorie più basse) a 1.500 euro (per i dirigenti). Spesa totale 45 milioni. Si tratta del rinnovo contrattuale che, inizialmente, pareva bloccato per mancanza di soldi. A cambiare le carte in tavola è stato, la scorsa settimana, la riunione del Cipe che ha sbloccato i fondi Fas destinati al Mezzogiorno. Il rinnovo costerà una trentina di milioni all’anno per i funzionari e 16 per i dirigenti. I primi - che già hanno incassato circa 40 euro di vacanza contrattuale - riceveranno aumenti di circa 50 euro al mese.
RINNOVI COSTOSI Ma l’intera operazione ha costi più alti perché i rinnovi del 2008/2009 si riflettono negli anni successivi per una spesa complessiva che, a regime arriverà a 160 milioni. Ottanta sono già stati erogati. Si trattava di trovare il resto. O almeno una parte. All’inizio dell’estate pareva che tutto congelato perché la Regione aveva finito i soldi. I sindacati avevano annunciato scioperi e agitazioni. L’incal - zare delle vacanze, però, aveva consigliato il rinvio della protesta. Non c’è stato bisogno di aspettare settembre. La scorsa settimana il governo Berlusconi ha fatto il miracolo. Ha sbloccato i fondi Fas che servono per finanziare le infrastrutture. Per esempio l’autostrada Ragusa-Catania e il raddoppio della ferrovia Palermo-Catania (oggi per coprire 180 km servono all’incirca quattr’ore e mezzo). Ma soprattutto i Fondi del Fas hanno recuperato i 600 milioni destinati a coprire le rate del mutuo della sanità. Questo regalo ha permesso di attivare il fondo legato ai risparmi di gestione. Certo parlare di risparmi a proposito della Sicilia appare bizzarro. Infatti è accaduta una cosa molto più semplice. Senza i fondi Fas (che la Regione aspetta da oltre un anno) il mutuo della sanità restava a carico dell’amministrazione.
DELIBERA PROVVIDENZIALE La delibera del Cipe ha cambiato le carte e così Palazzo dei Normanni, con i soldi risparmiati, potrà pagare gli aumenti di stipendio ai ventimila regionali. C’è un solo dubbio: che la decisione del Cipe rimanga priva di conseguenze nel senso che i soldi promessi per l’ennesima volta rimangano a Roma. Vedremo nelle prossime settimane. Per i momento quello che arriva sarà un Ferragosto veramente generoso per l’esercito dei regionali siciliani.