Il fatto del giorno
di Giorgio Dell'Arti
Igor, un mese di caccia a vuoto
Igor ha ammazzato il tabaccaio di Budrio il 1° aprile. Sono dunque passati trenta giorni e l’uomo, di 36 anni e non di 41, che non si chiama Igor ma quasi certamente Norbert Feher, o forse Ezechiele Norbert Fehrer (su questo «Ezechiele» ci sarebbe tutta una storia, una delle decine di storie uscite in questo mese), è ancora libero.
• In quanti gli dànno la caccia a questo punto?
Da mercoledì scorso la truppa dei cacciatori è aumentata di duecento unità. Quindi sono in mille e duecento, sparpagliati nei settanta chilometri della cosiddetta zona rossa, quella dove le forze dell’ordine sono sicure si nasconda il criminale. Tra i cacciatori vi sono paracadutisti, cecchini, reduci dall’Afghanistan, specialisti in droni e in Dna, elicotteri con gli infrarossi, cani molecolari. A un certo punto è apparso pure un sensitivo.
• Mi domando quanto costa questa caccia all’uomo.
Secondo una stima prudenziale, finora Igor è costato alla comunità quattro milioni e mezzo di euro. Ci vogliono poco più di duecentomila euro al giorno per lo stipendio medio giornaliero delle forze dell’ordine impiegate, più gli straordinari (almeno tre ore al giorno di media), le spese di missione e gli alberghi per tutti quelli che vengono da fuori. Quelli che fanno le irruzioni e perquisiscono i casolari sono 150-200. Gli altri si dedicano soprattutto ai posti di blocco, mestiere molto pericoloso perché Igor spara subito (parecchi contadini lasciano del cibo e dell’acqua o del vino fuori dalla porta, per evitare che il fuggitivo gli entri in casa). Il ministro Minniti, in ogni caso, è deciso a non mollare. Non molla però neanche Igor, a quanto sembra, che - si dice - pur di non tornare in galera preferirà farsi ammazzare.
• Potrebbe essere uscito dalla zona rossa?
Il 12 aprile è stata segnalata la sparizione di un natante, neanche una barca, ma piuttosto una zattera. Si favoleggia che attraverso il delta del Po Igor, a bordo di questa zattera, abbia raggiunto il mare e sia tornato a casa sua, sbarcando in Croazia e da lì passando in Serbia. Mi sembra abbastanza fantascientifico. In Serbia oltre tutto è inseguito da un mandato di cattura per rapina e tentato stupro (era una casa a due piani, Igor entrò, c’erano un padre e una giovane figlia, il padre era assai malandato in salute, Igor portò la figlia al piano di sopra, quella gridò con tutte le sue forze, Igor preferì darsela a gambe con i soldi prima che arrivasse qualcuno). I cacciatori sono convintissimi che il serbo - è serbo, non russo - si trovi sempre in mezzo agli acquitrini e ai fossati, ai casolari abbandonati e ai canneti lungo gli argini del Reno e del torrente Idice. Paesi che fanno di nome Argenta, Molinella, Budrio, Medicina, Consandolo, Conselice, Portamaggiore.
• Che cosa s’è capito del personaggio, a questo punto?
Il personaggio, benché feroce, è entrato nella leggenda. Giornalisti e investigatori sono andati a interrogare quelli che l’hanno conosciuto in carcere, sono anche arrivati dei rapporti dalla Serbia. L’insieme di quello che si è raccolto è impressionante. Igor sarebbe, nello stesso momento, ricercato in Serbia, ex armata rossa, disertore dei servizi siberiani, rapinatore con arco e frecce, gigolò in Spagna, chierichetto in galera, confinato sui monti cinesi con una tribù, saprebbe effettivamente il cinese e traduceva in carcere per certi compagni di cella, faceva dodicimila addominali al giorno, cioè dall’alba fino alle undici di mattina. Che tipo era in carcere? Guardava solo i cartoni animati, perché il padre glieli aveva proibiti quand’era piccolo, e non voleva sentire di partite di calcio perché appunto il padre guardava le partite e non gli faceva vedere i cartoni. Che cosa leggeva in carcere? La Settimana enigmistica. Come fa a non farsi prendere? Si cuce da sé le ferite, sopravvive cibandosi di bacche, radici, cicoria, germogli di vitalba, insetti, anguille, gatti, galline rubate. Il nome Ezechiele sarebbe il risultato di una conversione al cattolicesimo con la decisione di assumere il nome di un profeta. Repubblica ha scritto: «Una creatura tra l’umano e l’indicibile, una sorta di oscura, feroce, divinità». Ho l’impressione che i giornali stiano esagerando, perché il pubblico è a suo modo innamorato di questo assassino, e temo che se si facesse un sondaggio parecchi starebbero con la preda invece che con i predatori.
• Gli hanno imputato altri crimini da quando è scomparso.
Sì, oltre al tabaccaio di Budrio - che si chiamava Davide Fabbri - ha ucciso, otto giorni dopo, la guardia giurata Valerio Verri e ferito gravemente il suo compagno Marco Ravaglia. Ci sarebbe lui dietro a una rapina in casa ad Aguscello in cui venne picchiato a morte il pensionato Luigi Tartari. Gli si imputano una serie di assalti a Ferrara. Avrebbe anche ucciso, sparabdogli in faccia una rosa di pallini, l’agente Salvatore Chianese, a Savio, in provincia di Ravenna, il 30 dicembre 2015. I cacciatori dicono che comunque non può resistere ancora a lungo. È rimasto anche ferito - dicono - durante la colluttazione col tabaccaio di Budrio.
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