La Lettura, 30 aprile 2017
I Testimoni di Geova fuorilegge in Russia
È giunta la temuta sentenza della Corte suprema russa: come richiesto dal ministero della Giustizia i Testimoni di Geova sono stati dichiarati un’organizzazione estremista pericolosa per i diritti dei cittadini, la sicurezza nazionale e l’ordine pubblico. Come Isis, come Al Qaeda. Il culto è fuorilegge, i beni delle comunità sono soggetti a confisca. Per i 170 mila fedeli sparsi in Russia si aggrava il clima di incertezza, rischio, paura. Non per aver commesso qualche reato: per il solo fatto di essere ciò che sono. Si rinnova un copione di cui i cristiani adepti del Dio biblico Geova, finiti in 10 mila nei campi di concentramento nazisti, sono stati vittime tante volte. Vari aspetti della vita dei Testimoni di Geova non piacciono alle burocrazie autoritarie e alle società intolleranti: il rifiuto del nazionalismo armato, la fede semplice e radicale, l’ardente testimonianza individuale e collettiva, la tenace opera di conversione. Si chiude in Russia l’epoca di speranza seguita all’oppressione sovietica e resa possibile dalle aperture di Gorbaciov e dal riconoscimento dell’organizzazione nel 1991. Sono in ansia gli 8 milioni di Testimoni di Geova sparsi nel mondo. Ancor più in ansia è chi ricorda che la persecuzione di pochi credenti anticipa sempre l’oppressione di tanti.