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 2017  aprile 30 Domenica calendario

C’era Tolstoj tra i rifiuti

Un netturbino guida un camion dei rifiuti lungo le strade di Bogotá. È il suo primo giorno di lavoro e gli è stato assegnato il barrio Bolivia, quartiere abbiente nella parte nord della capitale. Mentre svuota uno dei bidoni tra le sue mani capita un libro: Anna Karenina di Lev Tolstoj. Sente che non può lasciarlo lì, nell’immondizia, e decide di portarlo a casa.
Sono passati vent’anni da quel primo ritrovamento e José Alberto Gutiérrez, colombiano di 54 anni, non ha smesso di guidare il camion della nettezza urbana, così come non ha smesso di salvare i libri che la gente butta. Sono tanti, più di 20 mila, i volumi raccolti a partire dal 1997, molti dei quali sono oggi stipati nella sua piccola casa a San Cristóbal, distretto nella zona meridionale della città. Una casa diventata una biblioteca per la comunità del quartiere e dedicata soprattutto ai più piccoli, che ogni weekend possono entrare, fermarsi a leggere e prendere in prestito gratis i libri.
«Non potete nemmeno immaginare la meraviglia che ho provato quando ho trovato Anna Karenina in un cassonetto – racconta a “la Lettura” —. Dopo quella scoperta, ho notato che gli abitanti dei quartieri più benestanti, nella parte nord della città, gettano via abitualmente libri di ogni genere: romanzi, dizionari, enciclopedie e libri di testo. Ecco, l’universo mi aveva scelto per salvarli».
Un’operazione all’inizio condotta in segreto: «Non volevo che i miei colleghi pensassero che li stessi rubando per realizzare un guadagno personale, così non mi facevo vedere. A quel tempo riuscivo a portare a casa solo alcuni dei libri che mi capitavano». Nascondendoli in una piccola valigia, el Señor de los Libros – come viene soprannominato oggi – raccoglieva tra i cinquanta e i sessanta volumi al giorno.
L’amore di Gutiérrez per la lettura arriva da lontano: «È il miglior regalo che i miei genitori mi abbiano potuto fare». Nonostante un’educazione terminata alle scuole elementari a causa di difficoltà economiche, il piccolo José Alberto si innamora delle meravigliose storie che i libri sono in grado di raccontare. «Mia mamma leggeva per me ogni sera prima di andare a letto. Mio padre recitava brani a memoria mentre lo aiutavo al lavoro. Da lui ho sentito La Vorágine dello scrittore colombiano José Eustasio Rivera. Attraverso i miei genitori ho scoperto che i libri sarebbero stati la mia salvezza».
È questa passione a guidarlo nei suoi salvataggi, che da sempre comprendono anche libri in condizioni precarie. Ci pensa la moglie, che di professione fa la sarta, a rimetterli in sesto. Nel suo laboratorio domestico Luz Mery ripara le copertine, aggiusta le pagine divelte e sistema le rilegature ormai consumate. È proprio attraverso la sua attività che nasce l’idea di una biblioteca: «Molte persone venivano da mia moglie per farsi rammendare i vestiti, soprattutto le uniformi scolastiche dei bambini. Quando notarono i libri sparsi per casa, iniziarono a chiedere se potevano prenderli in prestito».
I libri, però, non erano l’unica necessità: alle madri serviva un posto dove i figli facessero i compiti. «Erano preoccupate per l’educazione dei loro bambini. Ci chiedevano se potevano lasciarli a casa nostra, in modo da utilizzare i libri per lo studio». Nei quartieri a sud di Bogotá, popolati soprattutto da persone di media o bassa estrazione sociale, i libri sono merce rara. Nel barrio di Nueva Gloria, dove si trova la casa di Gutiérrez, è difficile che i bambini abbiano qualcosa da leggere. Lo stesso Gutiérrez ricorda che i suoi genitori non possedevano più di venti volumi. Inoltre, le biblioteche pubbliche della capitale colombiana sono concentrate nelle aree centrali e il sistema non riesce a raggiungere gli otto milioni di abitanti in maniera esaustiva. Davanti alla possibilità di aiutare i ragazzi della zona, Gutiérrez decide di mettere a disposizione la sua stessa casa. «Nel 2001 ho ripulito il piano terra e l’ho trasformato in una biblioteca. Abbiamo iniziato a usare il laboratorio sartoriale di mia moglie come magazzino per i libri». Nasce così La Fuerza de las Palabras (La forza delle parole), poi diventata dieci anni fa una fondazione con lo stesso nome. Il servizio base del prestito è stato presto affiancato da una serie di laboratori per rispondere alle esigenze degli abitanti del quartiere. Grazie al lavoro dei tre figli di Gutiérrez e al supporto di volontari, la biblioteca ha offerto e offre ancora oggi corsi di lettura e di aiuto allo studio, ma anche workshop di teatro, arte e musica.
Sembra impossibile fondare una biblioteca a partire dai libri trovati per strada. Eppure, confida Gutiérrez, «uno dei problemi più grandi che abbiamo dovuto affrontare è stato il numero eccessivo di volumi. In passato abbiamo persino dovuto chiudere la biblioteca per alcuni mesi: stava diventando pericoloso per i bambini girare tra gli scaffali e le pile».
Ai testi salvati dai cassonetti si sono aggiunti nel tempo quelli donati da chi è venuto a conoscenza della storia. L’abbondanza di materiale ha spinto Gutiérrez a estendere il suo progetto: «Qualche anno fa ho deciso di contattare alcuni miei parenti che vivono in aree rurali del Paese. Mi hanno spiegato che lì le persone non possiedono libri, così ci siamo organizzati per farli arrivare anche a loro. La prima consegna l’ho effettuata con un piccolo furgone. Quando ho iniziato il secondo giro i miei parenti mi hanno detto che era ingiusto far arrivare i libri solo ad alcuni e non ad altri. Per questo abbiamo deciso di costruire un sistema di consegne regolari esteso a quante più zone possibile».
Oggi sono circa 230 le località raggiunte con il furgone, impiegato sia per la distribuzione sia come «biblioteca su ruote». Ma l’obiettivo è di espandersi ancora: «Non siamo riusciti a raggiungere tutti i posti che avremmo voluto. Bisogna tenere presente che rimaniamo una piccola fondazione gestita per lo più dalla mia famiglia».
Il sistema di consegne non è l’unico progetto in corso. Dal momento che altri quartieri oltre al barrio di Nueva Gloria necessitano di accessi alla cultura, La Fuerza de las Palabras si sta impegnando per la creazione di biblioteche satellite a Bogotá. Negli ultimi tre anni ne sono state aperte quattro simili alla casa di Gutiérrez, una nel distretto di San Cristóbal e tre in quello di Sumapaz, alla periferia sud-est della città. E ancora oggi el Señor de los Libros resta stupito dalla reazione dei suoi concittadini: «È straordinario vedere come le persone che non hanno mai avuto un libro siano capaci di condividere la passione per la lettura».
L’apertura di altre biblioteche rimane tra le priorità della fondazione, a cui è stato donato un terreno di 300 metri quadrati da Grupo Familia, azienda colombiana specializzata nella produzione di prodotti per la cura della casa e l’igiene personale. Se i fondi lo permetteranno, Gutiérrez spera di realizzare un centro culturale più grande, che possa servire da punto di riferimento per la comunità. «Il mio sogno – conclude – è di creare una rete di librerie per portare i libri a tutti».