La Stampa, 30 aprile 2017
Da tutta Italia per le scarpe che non si trovano sul web
Sono arrivati da Parma i primi della fila che ieri ha bloccato via Accademia delle Scienze. Vincent Galang, studente di 19 anni, era da martedì davanti alle vetrine dell’Hannibal Store. «Ho dormito quattro notti col sacco a pelo – racconta –. Momento più difficile? Il temporale di ieri». Cappuccio in testa, cuffie nell’orecchio e un obiettivo: le “Yeezy Bost 350 v2” versione “Cream White”. Nome altisonante per un paio di scarpe da ginnastica dell’Adidas in edizione limitatissima che, lanciate ufficialmente in Europa con una vendita on-line, dopo poche ore erano già sold-out ovunque. E che ha nobilitato Torino, e il negozio di abbigliamento streetwear, con un’anticipazione che ha calamitato gli “sneakers lovers”: l’ultima tribù di collezionisti che al posto di rincorrere vinili o l’ultima versione di smartphone fanno salti mortali per scarpe come quelle bianchissime disegnate dalla rap-star, Kanye West.
Negli Usa è un fenomeno in voga da anni. Per l’Italia è una novità. La “febbre per le sneakers”, le scarpe da ginnastica prodotte dai grandi marchi in versioni speciale. Passione che sta spopolando tra i giovanissimi: appassionati delle felpe da skaters, della musica hip-hop e disposti a fare più di un sacrificio per prodotto con un doppio valore. «Il primo, è quello legato ad un hype, una moda – dice Matteo Pirosa, 22 anni, vercellese – Il secondo, è economico. I miei genitori? Si rispecchiano. Siamo come i paninari». Una questione divide gli “amati delle scarpe da ginnastica” che si ritrovano sul web. «Anche se preferisco altri cantanti, le Yeezy di West sono attesissime perché detta i gusti dei trend. C’è chi se ne approfitta. Costano 220 euro, ma si rivendono al 200% in più». In via Accademia delle Scienze, per evitare problemi, quelli di “Hannibal” hanno assoldato un vigilantes per la sicurezza, rifocillato i coraggiosi in coda e lasciato le luci accese delle vetrine per rendere le notti meno lunghe. A metà mattinata, quasi un centinaio i giovanissimi in coda. «Essendo stati uno dei pochi negozi ad aver l’onore di venderle, abbiamo organizzato una concorso web che ha avuto 4 candidature», dice il commesso, Marco Brando. Tra i fortunati, c’è stato anche Piero Xu, 23 anni, studente del Poli. «Le indosserò con molta cura», spiega il ragazzo che viene dalla Cina. Come la maggioranza degli sneakers lovers.